Becca Fitzpatrick.
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L'ultimo angelo.
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Parte 1.
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Titolo originale: Finale. 2012.
Traduzione di: Valentina Ricci.
2012. EDIZIONI PIEMME, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Nora  assolutamente sicura che Patch sia il suo unico, vero, grande amore. Che sia un angelo caduto non importa, lui  tutto quello che lei vuole. Purtroppo, per, il loro destino sembra quello di essere nemici mortali. Angeli caduti e Nephilim, infatti, sono padroni e vassalli, da secoli in lotta fra loro. Come se questa sanguinosa e dolorosa rivalit non bastasse, Nora  stata costretta a giurare di condurre i Nephilim in guerra contro il loro eterno nemico, e se dovesse mancare alla parola data condannerebbe a morte lei e sua madre. Eppure, Nora e Patch affronteranno fianco a fianco anche quest'ultima battaglia, convinti che ci che li lega non pu essere sciolto. Vecchi avversari ritorneranno, nuovi nemici si riveleranno e antiche amicizie tradiranno, minacciando la pace che i due innamorati cercano disperatamente. Il campo di battaglia si delinea, e indietro non si pu tornare... Esistono ostacoli che nemmeno l'amore pu vincere
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A mia madre, che ha sempre fatto il tifo per me dalle tribune. (Corri, piccola, corri!).
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Prologo.
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Qualche ora prima.
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Scott non credeva nei fantasmi: i morti rimangono nelle tombe. Ma i tunnel che correvano sotto il parco divertimenti di Delphic e rimbombavano delle eco di fruscii e sussurri, gli stavano facendo cambiare idea. Non gli piaceva ripensare a Harrison Grey, n al ruolo che aveva avuto nell'assassinio di un uomo. Dal basso soffitto cadevano gocce di umidit che gli ricordavano il sangue. Le fiamme della torcia che aveva con s proiettavano ombre irrequiete su pareti odorose di terra smossa e fredda. L'odore dei cimiteri.
Un soffio gelido gli solletic la nuca. Si volt appena per fissare le tenebre con un lungo sguardo diffidente.
Nessuno sapeva che aveva giurato a Harrison Grey di proteggere Nora. Visto che non poteva dirgli di persona: Ehi, amico, mi spiace di averti fatto ammazzare, gli aveva dato la sua parola che avrebbe vegliato su sua figlia. Quella solenne promessa era poca cosa in confronto alle scuse che gli doveva, certo, ma non gli era venuto in mente niente di meglio. Scott non era nemmeno sicuro che un giuramento fatto a un uomo morto avesse valore.
I suoni inquietanti alle sue spalle lo fecero propendere per il s.
Ti muovi?
Scott intravedeva appena la sagoma scura delle spalle di Dante davanti a s. Quanto ci vuole ancora?
Cinque minuti rispose Dante sogghignando. Hai paura?
Da morire. Scott fece qualche passo di corsa per raggiungerlo.
Cosa succeder alla riunione? Non ho mai fatto una cosa simile in vita mia aggiunse, sperando di non sembrare stupido quanto si sentiva.
I superiori vogliono conoscere Nora. Adesso  lei il loro capo.
Quindi i Nephilim hanno accettato la morte della Mano Nera? Scott stentava a crederci lui stesso. In teoria la Mano Nera era immortale, come tutti i Nephilim. Chi era riuscito a escogitare un modo per ucciderlo?
A Scott non piaceva la risposta che continuava a frullargli in testa. Se era stata Nora... Se Patch l'aveva aiutata...
Non importava quanto attenti fossero stati a coprire le loro tracce: avevano di sicuro trascurato qualche dettaglio. Succede a tutti. Era solo una questione di tempo.
Se Nora aveva ucciso la Mano Nera, significava che era in pericolo.
Hanno visto il mio anello rispose Dante.
Anche Scott l'aveva visto, poco prima. L'anello magico scintillava come se la pietra racchiudesse un fuoco blu. Anche in quel momento mandava bagliori di un azzurro freddo, cadaverico. Stando a quanto gli aveva rivelato Dante, la Mano Nera aveva profetizzato che quello sarebbe stato il segnale della sua morte.
Hanno trovato il corpo?
No.
E per loro va bene che sia Nora a guidarli? insistette Scott. E cos diversa dalla Mano Nera...
Ieri notte lei ha giurato, ed era un giuramento di sangue. E gli  subentrata nel momento in cui lui  morto. Nora  il loro capo, che ai Nephilim piaccia o no. Possono sostituirla, ma prima la metteranno alla prova e cercheranno di capire perch Hank ha scelto proprio lei.
A Scott quell'idea non piacque affatto. E se la sostituissero davvero?
Dante si gir verso di lui e gli lanci uno sguardo cupo. In quel caso Nora dovr morire. Lo stabilisce il giuramento.
E noi non permetteremo che ci accada.
Certo che no.
Quindi va tutto bene. Scott voleva essere certo che Nora non corresse pericoli.
Finch sta al gioco.
Scott ricord le parole pronunciate da Nora qualche ora prima. Incontrer i Nephilim e chiarir la mia posizione. Hank ha dato il via a questa guerra, ma io ho intenzione di concluderla. E finir con un cessate il fuoco. Non mi interessa se non  ci che vogliono sentire. Scott si gratt il naso; aveva molto lavoro da fare.
Prosegu arrancando, cercando di evitare le pozzanghere, superfici oleose che s'increspavano come caleidoscopi; l'ultima in cui aveva accidentalmente messo il piede l'aveva inzuppato fino alla caviglia. Ho detto a Patch che non l'avrei persa di vista nemmeno per un attimo.
Dante sbuff. Hai paura anche di lui?
No. Invece ne aveva, eccome. L'avrebbe temuto anche Dante, se l'avesse conosciuto. Perch non  venuta con noi all'incontro? Poco prima si erano separati da Nora, e Scott si sentiva irrequieto. Si maled per non essersi opposto a quella decisione.
Non so perch facciamo met delle cose che facciamo. Siamo soldati. Prendiamo ordini.
Scott ricord le parole con cui Patch l'aveva salutato: L affido a te. Non combinare casini. Quella frase equivaleva a una minaccia, e gli vennero i brividi. Patch pensava di essere l'unico a cui importasse qualcosa di Nora, ma non era cos. Per Scott era come una sorella. Era stata l'unica a difenderlo quando nessuno era disposto a farlo e gli aveva davvero salvato la vita.
Tra loro c'era un legame molto forte, ma non quel genere di legame. Voleva pi bene a Nora che a qualsiasi altra ragazza avesse mai conosciuto. La sua sicurezza dipendeva da lui. E in pi, prima che morisse, aveva promesso al padre di lei di proteggerla.
Insieme a Dante s'inoltr nel labirinto di cunicoli dalle pareti sempre pi strette. Scott si gir di lato per entrare nel passaggio successivo. Qualche zolla di terra si stacc dai muri; trattenne il respiro, temendo che il soffitto crollasse da un momento all'altro, seppellendoli.
A un tratto Dante tir una leva e sulla parete si materializz una porta.
Scott controll la stanza cavernosa. Stesse mura di terra, stesso pavimento di pietra. Completamente vuota.
Guarda in basso. C' una botola lo avvert Dante.
Scott si spost dalla botola quasi invisibile tra le pietre del pavimento e afferr la maniglia. Dall'apertura fuoriuscirono voci concitate. Ignorando la scala, si lasci cadere gi per ritrovarsi tre metri pi sotto.
Abbracci con lo sguardo la stanza affollata, simile a una grotta. Nephilim maschi e femmine indossavano mantelli col cappuccio ed erano disposti in cerchio intorno a due figure che non riusc a distinguere. In un angolo crepitava un fuoco, dove un ferro per la marchiatura era appoggiato nella brace e riluceva di un arancione incandescente.
Rispondi ringhi la voce dura di una persona anziana dal centro del cerchio. In che rapporti sei con l'angelo caduto di nome Patch? Sei pronta a guidare i Nephilim? Dobbiamo essere certi di poter contare sulla tua fedelt assoluta.
Non sono tenuta a rispondere ribatt con altrettanta veemenza Nora, l'altra figura. La mia vita privata non vi riguarda.
Scott si avvicin al cerchio per vedere meglio.
Tu non hai una vita privata sibil la donna anziana dai capelli bianchi, la proprietaria della voce dura come l'acciaio. Punt un fragile indice contro Nora; la mascella cadente tremava per la collera. Ormai l'unico tuo scopo  quello di guidare il tuo popolo verso la libert e affrancarlo dal potere degli angeli caduti. Sei l'erede della Mano Nera; non oso certo oppormi ai suoi desideri, ma, se mi vedr costretta, chieder una votazione per destituirti.
Scott pos sulla Nephilim uno sguardo incerto. Molti altri, invece, annuirono in segno di approvazione.
Nora, la chiam telepaticamente. Cosa fai? Ricorda il giuramento. Devi rimanere al potere. Di quello che devi e calmali, per la miseria.
Nora gett intorno uno sguardo ostile fino a quando i suoi occhi incontrarono quelli di Scott. Scott?
Lui le rivolse un cenno di incoraggiamento. Sono qui. Non spaventarli. Rassicurali. Poi ci penser io a portarti fuori di qui.
Nora deglut, sforzandosi di ricomporsi, ma le sue guance erano ancora accese dall'agitazione. Ieri sera la Mano Nera  morta. Io sono stata nominata sua erede e da quel momento sono stata catapultata al comando, trascinata da una riunione all'altra, costretta a fare i convenevoli con persone che nemmeno conosco e a indossare questo mantello soffocante, interrogata su una miriade di argomenti personali, pungolata, sbattuta di qua e di l, valutata e giudicata, senza mai avere un attimo per riprendere fiato. Scusate se sono ancora sconvolta.
L'anziana strinse le labbra fino a formare una linea sottile, ma non replic.
Sono l'erede della Mano Nera.  stato lui a scegliere me, non dimenticatelo continu Nora; Scott non cap se parlasse con convinzione o sarcasmo, ma l'effetto fu di ridurre i presenti al silenzio.
Rispondi solo a questa domanda la incalz la vecchia dopo una pausa. Cosa ne  stato di Patch?
Prima che Nora potesse replicare, Dante fece un passo in avanti. Lei non sta pi con Patch.
Nora e Scott si scambiarono uno sguardo, poi gli occhi di entrambi si fissarono su Dante. Che cosa hai intenzione di fare? Chiese imperiosamente Nora a Dante con la mente, includendo Scott in una conversazione a tre.
Se non ti accorderanno subito il permesso di guidarli, morirai come prevede il giuramento di sangue, rispose Dante. Lascia fare a me.
Dovrei mentire?
Hai un'idea migliore?
Nora vuole guidare i Nephilim dichiar Dante a voce alta. Far tutto ci che  necessario. Per lei portare a compimento l'impresa cominciata da suo padre significa tutto. Concedetele un giorno di lutto, poi si dedicher ai suoi doveri con tutta la devozione che vi aspettate da lei. L'addestrer io. Pu farcela. Datele una possibilit.
La addestrerai tu? chiese la vecchia con uno sguardo che parve trapassare Dante da parte a parte.
Funzioner. Fidatevi di me.
La vecchia riflett per un istante che parve lunghissimo. Marchiatela con il simbolo della Mano Nera ordin infine.
Sul volto di Nora si dipinse il terrore e Scott fu assalito dai conati di vomito.
Gli incubi si materializzarono dal nulla, danzandogli nella mente. Si muovevano sempre pi vorticosi, al punto da fargli girare la testa. Poi arriv la voce. La voce della Mano Nera. Scott si tapp le orecchie e chiuse con forza le palpebre. La voce folle ridacchi e sibil fino a quando le parole sgorgarono come il ronzio di uno sciame di api impazzite. Il marchio della Mano Nera impresso sul suo petto cominci a pulsare. Una fitta di dolore lancinante. Scott non era pi in grado di distinguere tra il passato e il presente.
Dalla gola gli usc un ordine soffocato. Fermi.
I presenti parvero colpiti da un fulmine. Si voltarono tutti verso di lui, e all'improvviso Scott si sent schiacciato dai loro sguardi ostili.
Sbatt le palpebre, disperato. Non riusciva a concentrarsi. Doveva salvarla. Quando la Mano Nera gli aveva impresso a fuoco il suo marchio nella carne non c'era nessuno che potesse salvarlo. Scott per non avrebbe permesso che la stessa cosa accadesse a Nora.
La vecchia si avvicin a Scott con passo lento e cadenzato. La pelle del suo viso era percorsa da una ragnatela di rughe e acquosi occhi verdi sporgevano da occhiaie profonde. Non credi che dovrebbe dare prova della sua fedelt? Un lieve sorriso di sfida le incresp le labbra.
Il cuore di Scott gli martellava nel petto. Lascia che dia prova della sua fedelt con le azioni furono le parole che gli uscirono dalle labbra.
La donna inclin la testa. Cosa intendi dire?
In quel momento s'insinu nella sua mente la voce di Nora. Scott? Mormor nervosamente la ragazza.
Scott preg che la sua iniziativa non stesse peggiorando le cose. Si pass la lingua sulle labbra. Se la Mano Nera avesse voluto che sulla carne di Nora si imprimesse il suo marchio, l'avrebbe fatto con le sue mani. Si fidava di lei al punto da assegnarle questo compito e a me questo basta. Possiamo passare il resto della giornata a metterla alla prova o cominciare subito la guerra. A nemmeno trenta metri sopra le nostre teste vive un'intera citt di angeli caduti. Portiamone uno qui sotto. Ne catturer uno io, con le mie mani, e marchieremo lui. Per essere sicuri che gli angeli sappiano che le nostre intenzioni sono serie, che siamo pronti a iniziare una guerra, dobbiamo mandargli un messaggio chiaro. Scott sentiva il proprio respiro affannoso.
Un sorriso affior sulle labbra della vecchia e il suo viso si addolc. Oh, quest'idea mi piace. Moltissimo. E tu chi sei, ragazzo?
Scott Parnell. Abbass il colletto della T-shirt e il suo pollice sfior la pelle offesa dal marchio che raffigurava un pugno chiuso. Lunga vita al sogno della Mano Nera. Che possa trasformarsi in realt. Quelle parole gli lasciarono l'amaro in bocca, come se avesse bevuto del fiele.
Posando le lunghe dita sottili sulle spalle di Scott, la donna si protese verso di lui e lo baci su entrambe le guance. La sua pelle era fredda e umida come la neve. Sono Lisa Martin. Conoscevo molto bene la Mano Nera. Lunga vita al suo spirito, che vive in tutti noi. Portami un angelo caduto, ragazzo. Mandiamo un messaggio al nemico.
Tutto si svolse piuttosto rapidamente.
Scott aveva aiutato a incatenare l'angelo caduto, un ragazzino pelle e ossa di nome Baruch che dimostrava circa quindici anni umani, ed era rimasto in piedi all'interno del cerchio previsto dal cerimoniale. La sua pi grande paura era che i Nephilim esigessero che fosse Nora a marchiare l'angelo con le sue mani, ma Lisa Martin l'aveva condotta in un'anticamera privata.
Un Nephilim avvolto nel mantello aveva consegnato il ferro per la marchiatura nelle mani di Scott, che aveva abbassato lo sguardo sulla lastra di marmo e sull'angelo ammanettato sopra. Ignorando le grida terribili di Baruch che giurava vendetta, Scott ripet le parole che il Nephilim avvolto nel mantello al suo fianco gli sussurrava - una serie di sciocchezze che paragonavano la Mano Nera a una divinit - e impresse il ferro incandescente sul petto nudo dell'angelo.
Poi Scott si appoggi alla parete del tunnel fuori dall'anticamera. Aveva deciso di aspettare Nora per altri cinque minuti, poi sarebbe entrato nella stanza. Non si fidava di Lisa Martin. Non si fidava di nessuno dei Nephilim avvolti nei mantelli. Era chiaro che avevano fondato una societ segreta e Scott aveva imparato a proprie spese che dai segreti non nasce mai nulla di buono.
La porta si apr cigolando. Nora usc, gli butt le braccia al collo e lo strinse con tutte le sue forze. Grazie.
La tenne abbracciata fino a quando smise di tremare.
 il mio lavoro, scherz lui, cercando di calmarla. Ti mander la fattura per posta.
Lei rise tra le lacrime. Sono al settimo cielo all'idea di avermi come capo.
Gi, sono sconvolti.
Sconvolti dal fatto che la Mano Nera abbia messo il loro futuro nelle mie mani. Hai visto che facce avevano? Ho temuto che si mettessero a piangere da un momento all'altro. O che cominciassero a tirarmi pomodori.
Allora, cosa farai?
Hank  morto, Scott. Lo guard dritto negli occhi, poi si asciug le lacrime passandosi le dita sul viso. A Scott parve di scorgere nell'espressione di lei qualcosa che non seppe interpretare. Sicurezza? Fiducia in se stessa? O forse una sincera confessione? Ho intenzione di festeggiare.

1
Questa sera
Non vado pazza per le feste. La musica assordante che spacca i timpani, i corpi contorti nella danza, i sorrisi ebeti degli ubriachi non fanno per me. Il mio sabato sera ideale  stare a casa, raggomitolata sul divano, a guardare un film romantico insieme al mio ragazzo, Patch. Banale, tranquillo... normale. Mi chiamo Nora Grey, e anche se fino a poco tempo fa ero un'adolescente come tante altre che comprava gli abiti all'outlet di J. Crew e spendeva gli spiccioli guadagnati come baby-sitter su iTunes, di recente la normalit e io siamo diventate due perfette sconosciute. Se la normalit mi si parasse di fronte e mi ficcasse un dito nell'occhio, non la riconoscerei.
La normalit e io siamo diventate due estranee da quando Patch  entrato nella mia vita. Patch mi supera in altezza di diciotto centimetri buoni, agisce seguendo una logica dura e spietata, si muove con la grazia e l'evanescenza delle volute di fumo e vive da solo in un loft supersegreto e superchic sotto il parco divertimenti di Delphic. Il suono della sua voce, bassa e sensuale, mi fa sciogliere in meno di tre secondi. E anche un angelo caduto, ovvero  stato cacciato dal paradiso a causa della flessibilit con cui seguiva le regole. Personalmente, sono convinta che la normalit, quando ha visto Patch, sia fuggita in preda al terrore per rifugiarsi dall'altra parte del mondo.
Forse non conosco la normalit, ma la stabilit s, grazie alla mia migliore amica che  tale da dodici anni: Vee Sky. Il legame tra lei e me  cos indistruttibile che nemmeno il chilometrico elenco delle nostre diversit riesce a scalfirlo. Dicono che gli opposti si attraggono e noi siamo la prova vivente che questo luogo comune  assolutamente vero. Io sono alta e sottile - per gli standard umani - con una massa di capelli ricci che mettono a dura prova la mia pazienza e ho un carattere forte e deciso. Vee  ancora pi alta di me, ha i capelli biondi, occhi verde scuro e pi curve delle montagne russe. Capita molto spesso che i desideri di Vee abbiano la meglio sui miei. E, al contrario mio, Vee va matta per le feste.
Questa sera la sua passione per i balli scatenati e i folli festeggiamenti ci ha portate dalla parte opposta della citt, per la precisione di fronte a un magazzino di mattoni a quattro piani che vibra al frastuono assordante della musica da discoteca. La pista da ballo, pigiata tra un palco e il bancone del bar, traboccava di carte d'identit false e di corpi tanto sudati da incrementare in modo esponenziale la produzione di gas serra. Le voci dicevano che una porta segreta dietro il bancone conducesse al seminterrato, e che a sua volta il seminterrato portasse da un uomo di nome Storky, capo di un fiorentissimo commercio di articoli piratati. Articoli di qualsiasi genere. Le guide spirituali della comunit religiosa di Coldwater continuavano a minacciare di far chiudere quel luogo di depravazione per adolescenti immorali meglio noto con il nome di Sacca del Diavolo.
Lasciati andare, tesoro mi grid Vee per farsi sentire nonostante la musica assordante, allacciando le sue dita alle mie e agitando le braccia di entrambe sopra le nostre teste. Eravamo al centro della pista, assediate e spintonate da tutte le parti. Questo s che  un sabato sera! Noi due che ci diamo dentro, ci abbandoniamo alla musica distillando litri e litri di buon vecchio sudore.
Feci del mio meglio per annuire con entusiasmo, ma il tizio dietro di me continuava a pestarmi i piedi, e ogni cinque secondi dovevo sfuggire ai suoi attacchi. La ragazza alla mia destra ballava sferrando micidiali attacchi con i gomiti, e se non stavo attenta mi avrebbe senz'altro centrata.
Forse dovremmo prendere qualcosa da bere urlai a Vee. Sembra di essere in Florida qui dentro.
Siamo noi a rendere incandescente questo posto. Guarda quel tizio accanto al bancone. Non riesce a staccarti gli occhi di dosso. Stai andando forte, ragazza. Si lecc l'indice e lo appoggi sulla mia spalla nuda, imitando con un sibilo lo sfrigolio della carne sulla griglia.
Seguii il suo sguardo... e il mio cuore s'arrest per un attimo.
Dante Matterazzi sollev il mento in segno di saluto. Il suo gesto successivo fu molto pi discreto.
Non avrei mai detto che ti piacesse ballare, mi disse telepaticamente.
Ah, s? Io invece ero sicura che fossi uno stalker, lo rimbeccai.
Dante Matterazzi e io appartenevamo entrambi alla razza Nephilim, per questo riuscivamo a comunicare col pensiero. Le somiglianze tra noi per finivano qui. Dante non aveva il senso della misura e io non sapevo per quanto tempo ancora sarei riuscita a evitarlo. L'avevo conosciuto solo quella mattina, quando era venuto a casa mia per annunciare che gli angeli caduti e i Nephilim erano a un passo dalla guerra e che a me spettava il compito di guidare questi ultimi. Adesso per avevo bisogno di prendermi una pausa da quei discorsi sulle guerre. Erano cos opprimenti. O forse rifiutavo ancora di credere a tutta quella storia. Comunque fosse, mi sarebbe piaciuto che scomparisse.
Ti ho lasciato un messaggio sul cellulare, continu lui.
Accidenti, devo essermelo perso. Era pi probabile che l'avessi cancellato.
Dobbiamo parlare.
In questo momento ho da fare. Per sottolineare la mia ultima frase ancheggiai e mi dimenai, facendo del mio meglio per imitare Vee alla quale l'hip-hop scorreva nelle vene.
Un lieve sorriso incresp le labbra di Dante. Gi che ci sei chiedi alla tua amica di darti qualche lezione. Fai pena. Vediamoci sul retro tra due minuti.
Lo fulminai con lo sguardo. Ti ho appena detto che sono occupata.
E urgente. Spar tra la folla dopo aver aggrottato le sopracciglia in modo eloquente.
Non sa quello che si perde comment Vee. Non riesce a sopportare quest'atmosfera bollente, ecco tutto.
A proposito di caldo dissi, vuoi che ti porti una Coca-Cola? Per il momento Vee non sembrava disposta a lasciare la pista e, per quanto fossi ansiosa di evitare Dante il pi a lungo possibile, pensai fosse meglio liberarmi di lui parlandogli. Meglio sentire cos'aveva da dirmi, anche se non ne avevo nessuna voglia, altrimenti mi avrebbe seguito come un'ombra per tutta la serata.
Coca al lime rispose Vee.
Uscii dalla pista sgomitando, e dopo essermi accertata che Vee non mi stesse guardando imboccai un corridoio laterale che conduceva alla porta sul retro. Il vicoletto era immerso in un chiaro di luna azzurrognolo. Davanti a me era parcheggiata una Porsche Panamera rossa, alla quale era appoggiato Dante con le braccia incrociate sul petto.
Dante  alto pi di due metri e ha il fisico di un soldato appena uscito da un campo di addestramento. Tanto per dare un'idea, il suo collo  pi tonico e muscoloso di tutto il mio corpo. Indossava pantaloni color kaki a vita bassa e una camicia di lino bianco sbottonata sul petto che rivelava la pelle glabra.
Bella macchina mi complimentai.
Fa il suo lavoro.
Anche la mia Volkswagen, ma costa molto meno.
Quattro ruote non bastano a fare un'automobile.
Puah.
Allora attaccai battendo un piede per terra. Cos'hai di tanto urgente da dirmi?
Stai ancora con l'angelo caduto?
Era solo la terza volta che me lo chiedeva nel giro di tre ore. Due volte tramite messaggini, e adesso faccia a faccia. Il mio rapporto con Patch aveva avuto un sacco di alti e bassi, ma al momento eravamo in un periodo alto. Ma ugualmente avevamo i nostri bei problemi. In un mondo in cui Nephilim e angeli caduti preferivano morire piuttosto che rivolgersi un sorriso, avere una relazione con un angelo caduto era decisamente complicato.
Mi rizzai in tutta la mia statura. Lo sai.
State attenti a non farvi vedere?
Il nostro secondo nome  discrezione. Patch e io non avevamo certo bisogno di Dante per ricordarci che era saggio non farsi vedere insieme troppo spesso. A Nephilim e angeli caduti non servono scuse per attaccare briga, e le tensioni razziali tra i due gruppi si acuivano di giorno in giorno. Era autunno, ottobre per la precisione, e il mese ebraico di Cheshvan era alle porte.
Ogni anno a Cheshvan gli angeli caduti si impadroniscono dei corpi di migliaia di Nephilim. Gli angeli caduti possono fare ci che vogliono, senza freni, e siccome si tratta dell'unico periodo dell'anno in cui gli  concesso di provare sensazioni fisiche, la loro creativit non conosce limiti. Inseguono insaziabili il piacere e il dolore in tutte le possibili gradazioni, vivendo come parassiti negli ospiti Nephilim. Cheshvan  una prigione infernale.
Se la persona sbagliata avesse visto Patch e me anche solo tenerci per mano, l'avremmo pagata cara, in un modo o nell'altro.
Parliamo della tua immagine disse Dante. Dobbiamo farti un po di pubblicit positiva, aumentare la fiducia dei Nephilim nei tuoi confronti.
Schioccai le dita con un gesto teatrale. Giusto! Non posso tollerare che il mio indice di gradimento sia cos basso!
Dante si accigli. Non sto scherzando, Nora. Cheshvan comincia tra poco pi di settantadue ore, e questo significa guerra.
Gli angeli caduti da una parte, noi dall'altra. E questa situazione grava tutta sulle tue spalle, perch sei il nuovo leader dell'esercito Nephilim. Hai fatto un giuramento di sangue, e non devo certo ricordarti che se venissi meno alla tua parola le conseguenze sarebbero molto gravi.
Un senso di nausea mi attanagli lo stomaco. Non avevo esattamente fatto carte false per ottenere quell'incarico. Il mio padre biologico ormai defunto, un pazzo furioso chiamato Hank Millar, mi aveva obbligata a ereditare quel compito. Iniettandomi nelle vene il suo sangue con una trasfusione, mi aveva costretta a trasformarmi da semplice essere umano a Nephilim purosangue per far s che potessi guidare il suo esercito. Avevo giurato di mettermi alla testa del suo esercito al momento della sua morte, e qualora non mi fossi attenuta al giuramento mia madre e io saremmo morte. Questi erano i termini del giuramento. Nulla di cui preoccuparsi, no?
Nonostante tutte le misure che intendo prendere per garantire la tua sicurezza non possiamo cancellare del tutto il tuo passato. I Nephilim stanno raccogliendo informazioni. Gira voce che stai con un angelo caduto e che non sei del tutto votata alla causa.
Sto davvero con un angelo caduto.
Dante alz gli occhi al cielo, esasperato. Perch non lo dici a voce pi alta?
Mi strinsi nelle spalle. Se proprio ci tieni. Aprii la bocca per parlare, ma Dante fu accanto a me in un secondo e me la tapp con la mano. So che preferiresti morire piuttosto, ma non  che potresti facilitarmi il compito una volta tanto? mi sussurr all'orecchio, fissando a disagio le ombre che ci circondavano, anche se io ero sicura che fossimo soli. Ero una Nephilim al cento per cento solo da ventiquattr'ore, ma mi fidavo ciecamente del mio nuovo e raffinatissimo sesto senso. Se ci fossero state spie in agguato me ne sarei accorta.
Senti, lo so benissimo. Ho parlato senza prudenza quando ci siamo incontrati stamattina e ho detto che i Nephilim si sarebbero dovuti rassegnare all'idea che sto con un angelo caduto ammisi quando lui abbass la mano. Ma non sapevo quello che dicevo. Ero furiosa. Nel frattempo ho passato tutto il giorno a riflettere. Ho parlato con Patch. Abbiamo deciso di stare molto attenti, Dante. Attentissimi.
E davvero un sollievo. Ma ho comunque bisogno che tu faccia qualcosa per me.
Cio?
Mettiti con un Nephilim. Mettiti con Scott Parnell.
Scott era il primo Nephilim di cui fossi diventata amica, alla tenera et di cinque anni. Allora non conoscevo la sua vera natura, ma di recente aveva assunto nella mia vita svariati ruoli: prima tormentatore, poi complice e infine amico. Tra noi non c'erano segreti. Ma nemmeno la minima attrazione.
Scoppiai a ridere. Molto divertente, Dante.
Sarebbe solo una copertura, Nora. Per salvare le apparenze spieg. Solo fino a quando la nostra razza comincer ad apprezzarti. Sei una Nephilim solo da un giorno. Non ti conosce nessuno. Alla gente serve una ragione per affezionarsi a te. Avere una relazione con un Nephilim  un passo importante nella direzione giusta.
Non posso mettermi con Scott spiegai a mia volta. Piace a Vee.
Dire che Vee era stata sfortunata in amore era un eufemismo. Negli ultimi sei mesi si era innamorata di un rapace narcisista e di un fetente che faceva il doppio gioco. Non c'era da meravigliarsi che quelle due cantonate le avessero fatto dubitare seriamente del suo istinto in amore. Ultimamente si era rifiutata in modo categorico anche solo di sorridere a un rappresentante dell'altro sesso. Ieri sera, poche ore prima che il mio padre biologico mi costringesse a trasformarmi in una Nephilim purosangue, Vee e io eravamo venute alla Sacca del Diavolo per vedere Scott suonare il basso con il suo nuovo gruppo musicale, i Serpentine, e da quel momento non aveva smesso un secondo di parlare di lui. Portarle via Scott, anche se solo come messinscena, sarebbe stata la mazzata finale per la mia migliore amica.
Non fareste sul serio ripet Dante, come se quello risolvesse tutto.
Ma Vee sarebbe al corrente che  una farsa?
Non proprio. Tu e Scott dovreste recitare bene la parte, essere credibili quando state insieme. Sarebbe un disastro se scoprisse la verit, e credo che solo io e te dovremmo sapere come stanno le cose.
Insomma, anche Scott sarebbe stato all'oscuro del nostro piano. Mi piantai le mani sui fianchi, nella posa di chi non ammette discussioni. Allora dovrai propormi qualcun altro. L'idea di fingere una relazione con un Nephilim per aumentare la mia popolarit non mi faceva impazzire. Anzi, mi sembrava destinata a un sicuro fallimento, ma non vedevo l'ora di lasciarmi alle spalle la situazione tremenda in cui mi trovavo. Se Dante riteneva che un fidanzato Nephilim servisse a legittimarmi, benissimo, avrei finto. Certo, Patch non avrebbe fatto i salti di gioia, ma bisogna affrontare un problema alla volta, giusto?
La bocca di Dante si contrasse in una linea sottile, e chiuse gli occhi per un istante facendo appello a tutta la pazienza di cui disponeva. Era un'espressione a cui mi ero gi abituata, anche se io conoscevo da poche ore.
E indispensabile che la comunit Nephilim lo adori mormor alla fine Dante in tono meditabondo. Dev'essere qualcuno che i Nephilim ammirano e approvano.
Feci un gesto impaziente. Benissimo. Basta che non sia Scott.
Allora sar io.
Trasalii. Come, scusa? Tu? Ero troppo allibita per mettermi a ridere.
Perch no? ribatt Dante.
Se mi metto a elencare tutte le ragioni staremo qui la notte intera. In anni umani ne hai almeno cinque pi di me e non hai senso dell'umorismo e... ah, gi, dimenticavo... non ci possiamo soffrire.
Sarebbe perfetto invece. Io sono il tuo luogotenente.
Dal momento che  stato Hank a promuoverti, io non posso oppormi.
Dante non mi prest attenzione, tutto preso a elaborare una credibile versione dei fatti. Ci siamo incontrati e subito tra noi  scattata una forte attrazione. Ti ho consolato dopo la morte di tuo padre. E una storia che pu reggere. Sorrise. Ti assicurer un sacco di ottima pubblicit.
Se pronunci quella parola un'altra volta... non sar responsabile delle mie azioni. La prima delle quali sarebbe stata mollargli un ceffone. E poi schiaffeggiare me stessa per aver anche solo preso in considerazione il suo piano.
Dormici sopra mi consigli Dante. Riflettici.
Lo sto facendo. Contai sulle dita fino a tre. Okay, fatto. Brutta idea. Anzi, pessima. La mia risposta  no.
Hai una proposta migliore?
S, ma ho bisogno di tempo per farmela venire in mente.
Non c' problema, Nora. Cont sulle dita fino a tre. Okay, tempo scaduto. Mi serviva un nome gi questa mattina. Se non ti fosse dolorosamente chiaro, la tua immagine pubblica sta gi raschiando il fondo. La notizia della morte di tuo padre, e di conseguenza del fatto che adesso il capo sei tu, si sta diffondendo alla velocit della luce. La gente parla, e le chiacchiere sono pericolose. E fondamentale che i Nephilim credano in te. Che siano certi che tu abbia a cuore i loro interessi, che tu possa completare ci che tuo padre ha iniziato e mettere fine alla nostra schiavit dagli angeli caduti. Dobbiamo lare in modo che ti seguano con entusiasmo, e daremo loro un'infinit di buone ragioni per farlo. A cominciare da un rispettabilissimo fidanzato Nephilim.
Ehi, tesoro, tutto bene l fuori?
Dante e io ci voltammo di scatto. In piedi sulla soglia c'era Vee, che ci guardava con un misto di diffidenza e curiosit.
Benissimo! risposi con una dose di entusiasmo un po eccessiva.
Non sei pi tornata a portarmi da bere e ho cominciato a preoccuparmi spieg Vee. Il suo sguardo passava da me a Dante. Il lampo nei suoi occhi mi fece capire che ricordava di averlo visto accanto al bancone. Chi sei? gli chiese.
Lui? mi intromisi io. Oh, ehm... Be,  solo un tizio.
Dante fece un passo avanti tendendo la mano. Mi chiamo Dante Matterazzi e sono un nuovo amico di Nora. Ci siamo conosciuti oggi; ci ha presentati il nostro comune amico Scott Parnell.
Il viso di Vee s'illumin all'istante. Conosci Scott?
 un mio carissimo amico.
Tutti gli amici di Scott sono anche amici miei.
Avrei voluto prendermi a sberle.
Allora, cosa state facendo qui fuori? torn all'attacco Vee.
Dante ha appena comprato una macchina nuova spiegai facendomi da parte perch potesse ammirare la Porsche in tutto il suo splendore. Non ha resistito all'idea di mostrarmela. Non guardarla troppo da vicino, per. Credo che non abbia il numero di identificazione. Il povero Dante ha dovuto rubarla, visto che ha speso tutti i soldi per la ceretta al petto. Non  venuta una meraviglia?
Molto divertente comment Dante. Ero convinta che d'istinto si sarebbe chiuso almeno un bottone della camicia, ma non lo fece.
Se avessi una macchina cos, anch'io vorrei farla vedere in giro cinguett Vee.
Ho proposto a Nora di andare a fare un giro, ma non riesco a convincerla.
 perch ha un fidanzato tremendo. Temo l'abbiano educato in casa, perch si  perso tutte quelle preziosissime lezioni che si imparano all'asilo, tipo dividere le cose con gli altri. Se scopre che hai portato Nora a fare un giro stamper la tua bella Porsche nuova sul tronco di un albero.
Accidenti! esclamai. Guarda come si  fatto tardi. Non avevi un impegno, Dante?
No, sono libero come l'aria. Sorrise, un sorriso compiaciuto e tranquillo, e capii che si stava godendo quell'intrusione nella mia vita privata. La mattina gli avevo detto chiaro e tondo che ogni nostro contatto doveva avvenire in privato e ora mi stava dando una dimostrazione di cosa pensava delle mie regole. In un fiacco tentativo di pareggiare i conti lo fulminai con l'occhiataccia pi cattiva e glaciale di cui ero capace.
Allora sei fortunato intervenne Vee. Noi sappiamo come riempirti la serata, e alla grande. Puoi passarla con due delle ragazze pi fantastiche di Coldwater, signor Dante Matterazzi.
A Dante non piace ballare mi intromisi rapida.
Far un'eccezione, solo per questa volta replic lui tenendoci la porta aperta con galanteria.
Vee si mise a saltare battendo le mani. Oh, me lo sentivo che questa sarebbe stata una serata da urlo! strill, abbassandosi per passare sotto il braccio di Dante.
Dopo di te mormor lui posandomi il palmo della mano alla base della schiena e guidandomi all'interno. Gli feci spostare la mano, ma lui, chinandosi verso di me - e facendomi arrabbiare ancora di pi - sussurr: Sono felice della nostra bella chiacchierata.
Non abbiamo risolto niente, replicai, rivolgendomi a lui con il pensiero. Non abbiamo ancora deciso niente. Questa storia del fidanzato di facciata  solo un'idea da tenere in considerazione. E tanto per mettere i puntini sulle i, la mia migliore amica non dovrebbe nemmeno sapere che esisti.
La tua migliore amica pensa che dovrei portarti via al tuo ragazzo, osserv lui, divertito.
E convinta che qualsiasi essere vivente dovrebbe sostituire Patch. Hanno qualche conto in sospeso. Ottimo.
Mi segu lungo il breve corridoio che conduceva alla pista da ballo, senza togliersi dalla faccia quel suo sorriso arrogante per tutto il tragitto.
Il ritmo pulsante e ossessivo della musica mi rintronava nelle orecchie come un martello pneumatico. Mi massaggiai le tempie cercando di scacciare il mal di testa che minacciava di esplodere. Avevo un gomito appoggiato al bancone del bar, e usai la mano libera per premermi un bicchiere di acqua gelata contro la fronte.
Gi stanca? mi chiese Dante, lasciando Vee in pista per venirsi a sedere su uno sgabello accanto a me.
Hai idea di quando si stancher di ballare? domandai a mia volta, esausta.
A me sembra che abbia energie da vendere.
La prossima volta che decido di trovarmi una migliore amica ricordami di stare lontana dal coniglietto Duracell. Non si ferma mai...
Vuoi che ti accompagni a casa?
Scossi la testa. Siamo venute con la mia macchina, non posso lasciare Vee qui da sola. Sul serio, per quanto tempo ancora riuscir a resistere? Mi stavo facendo quella domanda da almeno un'ora.
Senti, perch non torni a casa? Rimango io con Vee. Quando croller le dar un passaggio.
Mi sembrava di essere stata chiara: non devi intrometterti nella mia vita privata. Avrei voluto suonare burbera, ma ero talmente stanca che le parole mi uscirono di bocca senza mordente.
E una regola che hai deciso tu, non io.
Mi morsi il labbro. E va bene, ma solo per questa volta. Dopotutto a Vee stai simpatico. E hai l'energia necessaria per continuare a ballare con lei. Insomma,  un fatto positivo, dico bene?
Mi diede un colpetto al ginocchio. Smetti di farti tanti problemi e vattene a casa.
Con mia sorpresa, mi lasciai sfuggire un sospiro di sollievo. Grazie, Dante. Ti devo un favore.
Puoi restituirmelo domani. Dobbiamo continuare la conversazione di poco fa.
In quel preciso istante tutta la riconoscenza che avevo provato nei confronti di Dante svan. Era tornato la mia spina nel fianco. Se succede qualcosa a Vee, ti riterr personalmente responsabile.
Non le succeder nulla e lo sai.
Dante non mi piaceva, ma mi fidai delle sue parole. Era un mio sottoposto, dopotutto. Mi aveva giurato fedelt. Chiss, magari il mio nuovo ruolo di leader dei Nephilim mi avrebbe procurato qualche vantaggio. E con quell'ultima riflessione, me ne andai.
Era una notte tersa, con una luna di un blu ammaliante sospesa in un cielo nero e senza nubi. Mentre raggiungevo la mia automobile, la musica della Sacca del Diavolo rimbombava come i tuoni di un temporale lontano. Respirai a pieni polmoni l'aria frizzante di ottobre. Il mal di testa si era gi placato.
Il cellulare non rintracciabile che Patch mi aveva dato si mise a squillare dentro la borsetta.
Com' andata la vostra serata per sole donne? mi chiese Patch.
Se fosse per Vee staremmo qui fino all'alba. Mi tolsi le scarpe e mi appesi i lacci a un dito. Sto sognando il mio letto.
Che coincidenza! Anch'io.
Stai pensando al tuo letto anche tu? Patch per mi aveva detto che non dormiva quasi mai.
Sto pensando a te nel mio letto.
Il mio stomaco fece una capriola. Ieri avevo passato la prima notte da Patch, e anche se l'attrazione e la tentazione erano palpabili, eravamo riusciti a dormire in camere separate. Non ero sicura di quanto volessi approfondire l'intimit della nostra relazione, ma l'istinto mi diceva che Patch era tutt'altro che indeciso al riguardo.
Mia madre mi aspetta sveglia stasera replicai. Purtroppo  il momento sbagliato. A proposito di momenti sbagliati, ricordai mio malgrado la mia ultima conversazione con Dante. Dovevo informare Patch. Possiamo vederci domani? Ti devo parlare.
Mmm, non promette niente di buono.
Schioccai un bacio sul cellulare. Mi sei mancato stasera.
La serata non  ancora finita. Potrei passare da te quando mi libero. Lascia aperta la finestra della tua camera da letto.
Cosa stai facendo?
Attivit di sorveglianza.
Mi accigliai. Un po vaga come risposta.
Il bersaglio si sta muovendo. Devo andare annunci. Sar da te appena possibile.
Riagganci.
Continuai a camminare lungo il marciapiedi chiedendomi chi Patch stesse sorvegliando e perch - sembrava una situazione un po inquietante - quando finalmente raggiunsi la mia macchina, una Volkswagen Cabriolet del 1984. Gettai le scarpe sul sedile posteriore e mi misi al volante. Inserii le chiavi nel blocchetto dell'accensione ma non riuscii a mettere in moto. Il motore tossicchi pi volte, mentre io coglievo al volo l'opportunit di rivolgere qualche espressione colorita a quell'inutile rottame.
La Volkswagen mi era stata regalata da Scott, ma mi aveva causato pi problemi che altro. Scesi e aprii il cofano, fissando incerta il labirinto unto di cavi, cavetti e sconosciute componenti meccaniche. Avevo gi fatto sistemare l'alternatore, il carburatore e le candele. Cosa mancava all'appello?
Problemi con il motore?
Mi voltai di scatto al suono improvviso di quella voce maschile e nasale alle mie spalle. Non avevo sentito avvicinarsi nessuno e, cosa ancora pi strana, non l'avevo nemmeno percepito con il mio sesto senso.
Sembra proprio di s ammisi.
Hai bisogno di aiuto?
Veramente avrei bisogno di una macchina nuova.
L'uomo aveva un sorriso falso, nervoso. Vuoi un passaggio? Mi sembri una brava ragazza. Potremmo farci una bella chiacchierata mentre ti accompagno dove devi andare.
Mi tenni a distanza, sforzandomi disperatamente di capire cosa fosse. L'istinto mi diceva che non era un essere umano. E neanche un Nephilim. La cosa strana fu che non mi sembrava nemmeno un angelo caduto. Aveva il viso tondo, da cherubino, incorniciato da una zazzera di capelli biondissimi e grandi orecchie da Dumbo. Pareva cos innocuo che mi insospettii subito. E mi sentii a disagio.
Mi far dare un passaggio da un amico, ma grazie lo stesso.
Il sorriso scomparve e l'uomo mi afferr per la manica. Non andartene. La sua voce si trasform in un gemito disperato.
Mi allontanai di alcuni passi, sbalordita.
S... insomma... volevo solo dire... Deglut rumorosamente, poi i suoi occhi diventarono luminosi e duri come pietre preziose. Devo parlare con il tuo ragazzo.
Il mio cuore acceler e fui travolta da un pensiero orribile. Se era un Nephilim e io non riuscivo a riconoscerlo? Se sapeva davvero di me e di Patch? Se era venuto fin l per ribadirmi una volta per tutte il concetto che Nephilim e angeli caduti non possono mescolarsi? Ero Nephilim da poche ore e per lui sarebbe stato uno scherzo sopraffarmi se fossimo arrivati a uno scontro fisico.
Non ho un ragazzo. Cercai di stare calma mentre mi voltavo per tornare alla Sacca del Diavolo.
Mettimi in contatto con Patch mi grid dietro l'uomo, con un tono disperato e lamentoso al tempo stesso. Mi sta evitando.
Accelerai il passo.
Digli che se non esce allo scoperto lo staner, in un modo o nell'altro. Dar fuoco al parco divertimenti di Delphic e lo far bruciare fino alle fondamenta se mi costringe a farlo!
Gettai un'occhiata prudente alle mie spalle. Non sapevo in che pasticcio si fosse cacciato Patch, ma dentro di me stava crescendo una sensazione sgradevole. Chiunque fosse quell'uomo, faceva sul serio, nonostante le fattezze da cherubino.
Non pu evitarmi per sempre! Corse via sulle sue gambette storte e svan nell'ombra, fischiettando un motivetto che mi fece rabbrividire fino alle ossa.

2
Mezz'ora dopo svoltavo sul vialetto di casa. Vivo insieme a mia madre in una tipica fattoria del Maine, di quelle bianche con le persiane azzurre, perennemente avvolte dalla nebbia. In quel periodo dell'anno gli alberi fiammeggiavano di vibranti sfumature tra il rosso e l'oro, e l'aria era satura dell'odore di resina di pino, legna bruciata e foglie umide. Salii quasi correndo i gradini della veranda sulla quale facevano la guardia cinque zucche maestose ed entrai.
Sono arrivata! gridai a mia madre; capii dalla luce accesa in salotto che era l. Lasciai cadere le chiavi nello svuotatasche e la raggiunsi.
Fece un orecchio alla pagina del libro che stava leggendo, si alz dal divano e venne ad abbracciarmi. Com' andata la serata?
Ti annuncio ufficialmente che non mi reggo pi in piedi. Indicai il piano superiore. Se riesco ad arrivare al letto sar solo grazie alla mia straordinaria forza di volont.
Mentre eri fuori  venuto a cercarti un uomo.
Mi accigliai. Chi poteva essere?
Non ha voluto dirmi il nome e nemmeno come fa a conoscerti continu mia madre. Devo preoccuparmi?
Che aspetto aveva?
Viso rubicondo e capelli biondi.
Era ancora lui, il tizio che aveva qualche conto in sospeso con
Patch. Riuscii comunque a sorridere. Oh, gi.  un fotografo. Mi sta addosso perch vuole che commissioni a lui le foto ufficiali dell'ultimo anno di liceo. Sarebbe cos terribilmente riprovevole se stasera non mi lavassi la faccia? Stare in piedi altri due minuti potrebbe essere rischioso.
La mamma mi scocc un bacio sulla fronte. Dormi bene, tesoro.
Salii in camera mia, chiusi la porta e mi buttai sul letto a braccia aperte e faccia in gi. La musica assordante della Sacca del Diavolo mi rimbombava ancora in testa, ma ero troppo stanca per farci caso. Avevo gi gli occhi semichiusi quando mi ricordai della finestra. Mi alzai con un gemito e andai barcollando a togliere la sicura. Patch avrebbe potuto entrare facilmente, ma gli augurai buona fortuna se aveva intenzione di tenermi sveglia abbastanza a lungo da ottenere risposte da me.
Mi tirai la coperta fin sotto il mento, sentii il morbido, meraviglioso richiamo di un sogno che mi faceva cenno di avvicinarmi e gli caddi tra le braccia...
E il materasso affond sotto il peso di un altro corpo.
Non capisco cosa ci trovi in questo letto sussurr Patch. E troppo corto e troppo stretto e le lenzuola viola sono piuttosto inquietanti. Il mio letto invece...
Aprii un occhio e lo vidi steso accanto a me con le mani intrecciate dietro la nuca. I suoi occhi scuri fissavano i miei, e il suo sensuale profumo di pulito mi avvolse. Soprattutto, sentii il calore del suo corpo contro il mio. Nonostante le mie migliori intenzioni capii che addormentarsi con lui vicino sarebbe stato molto, molto difficile.
Ah, ah risi sarcastica. So benissimo che non ti importa se il mio letto  comodo o no. Per te andrebbe bene anche un materasso di mattoni. Patch era un angelo caduto e questo significava, purtroppo, che non avvertiva sensazioni fisiche. Non conosceva il dolore, ma nemmeno il piacere. Dovevo accontentarmi di sapere che quando lo baciavo lui lo percepiva solo a livello emotivo. Cercavo di fare finta che non mi importasse, invece avrei voluto che lui potesse rabbrividire di piacere al tocco delle mie mani.
Mi sfior la bocca con un bacio. Di cosa volevi parlarmi?
Non lo ricordavo pi. Qualcosa che aveva a che fare con Dante. Di qualunque cosa si trattasse mi sembr poco importante. Qualsiasi parola sarebbe stata superflua in quel momento. Mi avvicinai di pi a lui, e Patch mi accarezz il braccio nudo, trasmettendomi un'ondata di calore ed eccitazione che mi percorse tutto il corpo fino alle dita dei piedi.
Quando ti vedr ballare finalmente? mi chiese. Non siamo mai andati a ballare insieme alla Sacca del Diavolo.
Non ti perdi molto. Stasera mi hanno ribadito che in pista sono un vero disastro.
Vee dovrebbe essere pi gentile con te mormor lui baciandomi l'orecchio.
Non  stata Vee a farmelo notare. L'acuta osservazione  di Dante Matterazzi confessai distrattamente; i baci di Patch mi trasportavano in un luogo felice in cui non c'era bisogno di lambiccarsi il cervello.
Dante? ripet Patch e il tono della sua voce si fece gelido.
Colpita!
Oh, non ti ho detto che c'era anche Dante? chiesi. Anche Patch aveva conosciuto Dante quella mattina, e per gran parte di quell'incontro non proprio amichevole avevo temuto che si prendessero a pugni. Inutile dire che tra loro non era scoccato il colpo di fulmine. A Patch non era andata gi che Dante si comportasse come se fosse il mio consigliere personale e mi spingesse a muovere guerra contro gli angeli caduti, e Dante... be, Dante odiava gli angeli caduti per principio.
Gli occhi Patch si fecero sospettosi. Che voleva?
Ah, adesso ricordo di cosa volevo parlarti. Schioccai le dita. Dante sta cercando di farmi accettare dai Nephilim. Sono diventata il loro capo. Il problema  che non si fidano di me. Non mi conoscono. E Dante ha deciso di curare la mia immagine.
Dimmi qualcosa che non so gi.
Dante pensa che sarebbe una buona idea se, ehm, mi mettessi con lui... ma non preoccuparti! aggiunsi d'un fiato. Sarebbe per finta. Bisogna far credere ai Nephilim che il loro nuovo capo  dalla loro parte. Metteremo a tacere i pettegolezzi. In giro si dice che sto con un angelo caduto. Non c' niente che provi la mia fedelt come una relazione con uno di loro, giusto? Sarebbe una pubblicit positiva. Chiss, forse finiranno per chiamarci Norante. O Danta. Che ne pensi? chiesi cercando di mantenere un tono scherzoso.
Patch strinse le labbra. A essere sincero non penso niente di buono.
Se ti pu consolare, Dante proprio non lo sopporto. Non preoccuparti.
La mia ragazza vuole uscire con un altro e non dovrei preoccuparmi?
E solo per salvare le apparenze. Pensa al lato positivo...
Patch rise, ma senza allegria. Perch, c' un lato positivo?
E solo per il mese di Cheshvan. Hank l'ha trasformato in una specie di ossessione per i Nephilim. Ha promesso di salvarli, e loro credono ancora di poter sfuggire al loro destino. Quando Cheshvan arriver e si riveler identico a tutti i Cheshvan che l'hanno preceduto si renderanno conto che Hank li ha presi in giro, e a poco a poco la situazione torner alla normalit. Intanto, mentre gli animi sono infuocati e le speranze e i sogni dei Nephilim sono appesi all'illusione che io possa liberarli dagli angeli caduti, dobbiamo tenerceli buoni.
Hai riflettuto sul fatto che i Nephilim potrebbero incolpare te se non saranno salvati? Hank ha fatto mille promesse, e quando non verranno mantenute nessuno punter il dito contro di lui. Adesso il loro capo sei tu. Sotto i riflettori adesso ci sei tu, angelo dichiar solennemente.
Fissai il soffitto. S che ci avevo pensato. Per tutto il giorno, pi di quanto volessi ammettere per non compromettere la mia salute mentale.
L'eterna notte precedente gli arcangeli mi avevano offerto un'occasione irrinunciabile. Mi avevano promesso di concedermi il potere di uccidere Hank, se fossi riuscita a domare la ribellione dei Nephilim. L per l non volevo accettare il patto, ma Hank mi aveva forzato la mano. Aveva cercato di bruciare la piuma di Patch e spedirlo all'inferno. Quindi gli avevo sparato.
Hank era morto, e adesso gli arcangeli si aspettavano che impedissi ai Nephilim di dichiarare guerra.
E qui la faccenda diventava complicata. Poche ora prima di sparare a Hank gli avevo giurato di guidare il suo esercito di Nephilim. Se non l'avessi fatto ero condannata a morte certa insieme a mia madre.
Come potevo mantenere la promessa fatta agli arcangeli e rispettare il giuramento a Hank? Vedevo un'unica possibilit. Mi sarei messa davvero alla testa dell'esercito di Hank, ma per guidarlo verso la pace. Forse non era quello che aveva in mente quando mi aveva costretta al giuramento, ma ormai non aveva pi modo di interferire. Non avevo nemmeno dimenticato che evitare la rivolta significava permettere che i Nephilim continuassero a essere sottomessi agli angeli caduti. Non era giusto, ma la vita  piena di decisioni difficili e lo stavo imparando molto in fretta. In quel momento mi interessava di pi fare contenti gli angeli che i Nephilim.
Cosa sappiamo del mio giuramento? chiesi a Patch. Dante ha detto che  diventato effettivo alla morte di Hank, ma chi stabilisce se lo rispetto o no? Chi decide cosa posso o non posso fare per mantenerlo? Prendiamo te, per esempio. Ti sto confidando queste cose anche se sei un angelo caduto e un nemico giurato dei Nephilim. Non dovrei cadere a terra morta, fulminata per tradimento?
Il giuramento che hai fatto era molto vago, per fortuna comment Patch con evidente sollievo.
Oh, s, certo, molto vago. Andava dritto al punto, per. Hank, se tu muori, sar io a guidare il tuo esercito. Non una parola di pi.
Finch rimani al potere e guidi i Nephilim credo che si possa dire che stai rispettando i termini del giuramento continu Patch. Non hai promesso a Hank che avresti dichiarato guerra.
In altre parole, il piano  evitare la guerra e accontentare gli arcangeli.
Patch sospir, quasi tra s e s. Certe cose non cambiano mai.
Dopo Cheshvan, dopo che i Nephilim avranno rinunciato alla libert e dopo che avremo dato motivo agli arcangeli di essere contenti e beati, potremo lasciarci alle spalle questa storia. Lo baciai. Finalmente saremo solo io e te.
Patch si lasci sfuggire un sospiro. Non vedo l'ora.
Ehi, ascolta gli dissi, decisa a parlare di qualsiasi cosa che non fosse la guerra. Mi ha fermata un uomo questa sera. Un uomo che vuole parlare con te.
Patch annu. Pepper Friberg.
Questo Pepper ha il viso tondo come un pallone da basket?
Un altro cenno di assenso. Mi perseguita perch  convinto che mi sia rimangiato un accordo che avevamo stretto. Non vuole parlarmi. Vuole incatenarmi all'inferno e togliermi di mezzo per sempre.
E solo una mia impressione o si tratta di una faccenda piuttosto grave?
Pepper Friberg  un arcangelo, ma fa il doppio gioco, se non il triplo. In parte conduce una vita da arcangelo e in parte finge di essere un uomo. Finora  riuscito a godersi il meglio dei due mondi. Ha il potere di un arcangelo ma spesso si abbandona alle debolezze umane.
Quindi Pepper era un arcangelo. Questo spiegava perch non ero riuscita a identificarlo. Non avevo molta dimestichezza con gli arcangeli.
Qualcuno ha capito che gioca sporco continu Patch e gira voce che lo stiano ricattando. Se Pepper non paga, e in fretta, le sue vacanze sulla Terra diventeranno una sistemazione permanente. Se verranno a sapere tutto quello che ha combinato, gli arcangeli lo priveranno del suo potere, gli strapperanno le ali e gli toccher rimanere qui per sempre.
Finalmente compresi. Crede che sia tu a ricattarlo.
Tempo fa ho capito il suo gioco e gli ho giurato di non rivelare il suo segreto se lui in cambio mi procurava una copia del Libro di Enoch. Non ha mantenuto la promessa e pensa che io mi senta fregato,  logico. Ma, a mio avviso, Pepper  stato molto imprudente e deve esserci un altro angelo caduto che vuole approfittare dei suoi crimini.
Glielo hai detto?
Patch sorrise. Lo far, anche se lui non ha molta voglia di parlare in questo periodo.
Ha minacciato di appiccare un incendio al Delphic se fosse stato l'unico modo di farti uscire allo scoperto. Sapevo che gli arcangeli non osavano mettere piede al parco divertimenti di Delphic. Era pericoloso per loro avventurarsi in un luogo costruito e popolato dagli angeli caduti, quindi la minaccia sembrava concreta.
Sta rischiando grosso ed  disperato. E possibile che io debba entrare in clandestinit.
Entrare in clandestinit?
Non dare nell'occhio, tenermi in disparte.
Mi sollevai sul gomito e lo fissai. E io cosa c'entro?
Pepper  convinto che tu sia l'unico modo per arrivare a me. Ti star incollato addosso come un segugio. In questo momento  parcheggiato in fondo alla strada e sorveglia casa tua per avvistare la mia macchina. Patch mi pass un pollice sulla guancia. E in gamba, ma non abbastanza per impedirmi di stare un po da solo con la mia ragazza.
Promettimi che farai molta attenzione. Il pensiero che Pepper riuscisse a catturare Patch e lo spedisse dritto all'inferno non era esattamente confortante.
Patch mi infil l'indice nel colletto e mi attir a s per baciarmi. Non preoccuparti, angelo. Sono pi bravo di lui a giocare a nascondino.
Quando mi svegliai il letto accanto a me era freddo. Sorrisi ricordando di essermi addormentata tra le braccia di Patch, preferendo concentrarmi su quella deliziosa sensazione invece di pensare che, forse, Pepper Friberg, alias Mister Arcangelo con un Segreto Inconfessabile, era rimasto sotto casa mia tutta la notte a giocare alle spie.
Ripensai a tutto quello che era successo in quell'ultimo anno, dall'autunno del mio secondo anno di liceo. Allora non avevo mai nemmeno baciato un ragazzo. Non avrei mai e poi mai potuto immaginare cosa mi avrebbe riservato il destino. Patch per me significava pi di quanto potessi esprimere a parole. Il suo amore e la sua fiducia mi avevano aiutato a prendere le decisioni terribili che ero stata costretta ad affrontare di recente. Ogni volta che dubbi e rimpianti s'insinuavano nella mia mente c'era una cosa sola da fare ed era pensare a Patch. Non ero sicura di avere sempre preso la decisione giusta, ma c'era una cosa di cui ero assolutamente certa: stare con Patch era stata la mia decisione migliore. Non avrei mai potuto rinunciare a lui. Mai.
A mezzogiorno telefon Vee.
Ti va di andare a correre? mi chiese. Ho un paio di scarpe da ginnastica nuove e le devo provare.
Vee, ho ancora le vesciche ai piedi per le danze sfrenate di ieri sera. Aspetta un attimo... da quando in qua ti piace andare a correre?
Non  un segreto che ho qualche chilo di troppo rispose. Sono di robusta costituzione, ma non  una scusa per permettere alla ciccia di avere la meglio. L fuori c' un tizio che si chiama Scott Parnell, e se perdere un po di peso lo far cadere ai miei piedi, allora dimagrir. Voglio che Scott mi guardi come Patch guarda te. Prima non prendevo molto sul serio le diete e l'esercizio fisico, ma ho deciso di voltare pagina. Da oggi, adoro fare ginnastica. E la mia nuova migliore amica.
Oh, davvero? E io?
Non appena sar dimagrita un po tornerai al primo posto nella mia classifica. Passo da te tra venti minuti. Non dimenticare la fascia da mettere in testa. I tuoi capelli fanno cose assurde quando sono umidi.
Riagganciai, infilai una canottiera e una felpa e indossai le scarpe da tennis.
Vee arriv in orario perfetto. Capii subito che non stavamo andando al campo sportivo della scuola. Attraversammo la citt a bordo della Neon viola puntando nella direzione opposta. Vee intanto canticchiava.
Dove andiamo? le chiesi.
Secondo me dovremmo correre in collina. Salite e discese fanno bene ai glutei.
La Neon svolt su Deacon Road e mi si accese una lampadina in testa.
Un momento! In Deacon Road ci abita Scott.
Adesso che mi ci fai pensare, credo proprio di s.
Andiamo a correre davanti alla casa di Scott? Non ti sembra che sia... insomma, che sia un po come molestarlo?
Il tuo atteggiamento  controproduttivo, Nora. Consideralo un incentivo: se vedo il premio che mi aspetta corro meglio.
E se invece ci vede lui?
Sei amica di Scott, no? Se ci vede verr a salutarci. E saremmo molto maleducate se non ci fermassimo a scambiare quattro chiacchiere.
In altre parole non siamo venute qui per correre, ma per tendergli un'imboscata.
Vee scosse la testa. Sei davvero impossibile.
Percorse Deacon Road, un tratto di strada panoramica pieno di curve e fiancheggiato su entrambi i lati da foltissimi sempreverdi. Nel giro di un paio di settimane si sarebbero imbiancati di neve.
Scott viveva con sua madre, Lynn Parnell, in un condominio che sarebbe apparso alla curva successiva. Durante l'estate Scott se n'era andato di casa per nascondersi. Aveva disertato dall'esercito Nephilim di Hank Millar e Hank l'aveva cercato ovunque, senza dargli tregua, per punirlo in modo esemplare. Dopo che avevo ucciso Hank, Scott era tornato a casa.
Il giardino era delimitato da un recinto di cemento e, anche se di sicuro l'avevano costruito per garantire la privacy dei residenti, il risultato era che l'edificio sembrava una prigione. Vee entr nel vialetto e a me venne in mente il giorno in cui mi aveva aiutato a frugare nella stanza di Scott. In quel periodo ero convinta che fosse uno stronzo animato da cattive intenzioni. Accidenti, com'erano cambiate le cose! Parcheggiammo vicino al campo da tennis. La rete non c'era pi e qualcuno aveva decorato di graffiti la pavimentazione.
Scendemmo e facemmo stretching per un paio di minuti.
Ho paura di lasciare la Neon incustodita in questa zona annunci Vee. Forse dovremmo fare due giri intorno al recinto, cos posso tenere d'occhio la mia bambina.
S, certo. Cos Scott ci vedr di sicuro, vuoi dire.
Vee indossava pantaloncini di felpa rosa con la scritta DIVA sul sedere, dorata e luccicante, e una felpa rosa con la zip. Era anche perfettamente truccata; indossava orecchini di diamanti e un anello di rubini. Ed era avvolta in una nuvola di Pure Poison di Dior. Un look adattissimo per fare jogging.
Ci avviammo e cominciammo a correre lungo il sentiero che circondava la propriet. C'era il sole e dopo tre giri mi tolsi la felpa e me la annodai in vita. Vee devi verso una panchina scolorita dal sole e si accasci sbuffando.
Secondo me abbiamo fatto otto chilometri ansim.
Diedi un'occhiata al sentiero. Come no: sette chilometri pi, sette chilometri meno.
Forse dovremmo dare una sbirciatina alle finestre di Scott sugger Vee. E domenica. Magari si  addormentato e gli farebbe comodo se lo svegliassimo con una telefonata.
Scott abita al terzo piano. A meno che tu non abbia una scala di tredici metri nel bagagliaio della Neon, non vedo proprio come potremmo sbirciare.
Forse  meglio optare per un approccio pi diretto, allora, tipo bussare alla porta.
Proprio in quel momento una Plymouth Barracuda degli anni Settanta entr rombando nel parcheggio. Scott scese con passo elastico. Come tutti i Nephilim, il suo corpo statuario sembrava il frutto di ore e ore di palestra, perdipi altissimo, quasi due metri. Capelli corti come quelli di un carcerato e fascino da vendere, nonostante i lineamenti da duro. Quel giorno indossava calzoncini da basket con la riga di fianco e una T-shirt senza maniche.
Vee cominci a farsi vento con la mano. Dio, che figo da paura.
Alzai un braccio per richiamare l'attenzione di Scott e salutarlo quando la portiera della Barracuda si apr e ne scese Dante.
Guarda un po,  Dante esclam Vee. Se la matematica non  un'opinione... loro sono due, noi siamo due... Lo sapevo che andare a correre mi sarebbe piaciuto moltissimo.
Mi sta venendo un irrefrenabile impulso di rimettermi a correre borbottai. Senza fermarmi fino ad aver messo una manciata di chilometri tra me e Dante. Non avevo nessuna voglia di riprendere la conversazione della sera prima. E non potevo nemmeno sopportare che Vee avesse deciso di fare il Cupido della situazione perch quando ci si mette  davvero bravissima.
Troppo tardi, ci hanno viste. Vee si mise ad agitare un braccio in aria come se fosse la pala di un elicottero.
Come c'era da aspettarsi Scott e Dante si appoggiarono al fianco della Barracuda, scuotendo la testa e sorridendoci.
Mi stai controllando, Grey? url Scott.
E tutto tuo sibilai a Vee. Io mi rimetto a correre.
E Dante, scusa? Avr l'impressione di reggere il moccolo protest la mia migliore amica.
Gli far bene, credimi.
Che fretta hai di correre, Grey? Non vedo nessun incendio grid ancora Scott, e con mio grande disappunto lui e Dante si misero a correre verso di noi.
Mi sto allenando risposi. Sto pensando di... fare delle gare.
Le gare iniziano in primavera mi ricord premurosamente Vee.
Al diavolo.
Oh, no, mi stanno scendendo le pulsazioni urlai a Scott. E con quella frase schizzai nella direzione opposta.
Sentii Scott alle mie spalle. Dopo un minuto mi afferr la spallina della canottiera e la tir scherzosamente. Vuoi dirmi cosa sta succedendo?
Mi girai per fronteggiarlo. Secondo te?
Direi che tu e Vee mi siete venute a cercare con la scusa di fare jogging.
Mi complimentai con lui con qualche pacca sulla spalla. Una perspicacia davvero notevole, non c' che dire.
E allora perch scappi? E perch Vee si  rovesciata addosso una boccetta di profumo?
Tacqui, lasciando che ci arrivasse da solo.
Ah mormor alla fine.
Allargai le braccia. Il mio lavoro finisce qui.
Non avertene a male, ma non credo di essere pronto a sopportare Vee per un giorno intero. E... ha una personalit molto intensa.
Dante si accost a me.
Potremmo parlare un attimo? mi chiese.
Oh cavolo borbottai sottovoce.
Vi lascio soli annunci Scott; completamente demoralizzata lo vidi allontanarsi a passo di corsa lasciandomi sola con Dante.
Riesci a parlare mentre corri? chiesi a Dante, pensando che avrei preferito non guardarlo in faccia mentre mi ripeteva le sue teorie sulla necessit di una finta relazione. Inoltre la domanda non lasciava dubbi sul fatto che non avessi nessuna voglia di parlare con lui.
Per tutta risposta Dante cominci a trottare al mio fianco.
Sono contento di vederti correre all'aperto si congratul.
E perch? ansimai, scostandomi una ciocca di capelli dal viso sudato. Ti piace vedermi ridotta cos?
S, ed  un ottimo allenamento per ci che ho in serbo per te.
Hai qualcosa in serbo per me? Perch ho la sensazione di non voler sentire di che cosa si tratta?
Adesso sei una Nephilim, Nora, ma parti svantaggiata. Al contrario dei Nephilim per nascita non puoi contare sulla statura e nemmeno sulla forza fisica.
Sono molto pi forte di quanto tu creda protestai.
Molto pi forte di prima, questo s. Ma non quanto una Nephilim femmina. Hai lo stesso corpo di quando eri umana; prima andava bene, ma adesso non ti basta. Sei troppo esile. Al mio confronto sei bassissima e il tuo tono muscolare fa schifo.
Questo s che  un complimento.
Potrei dirti solo quello che vuoi sentirti dire, invece di quello che devi sentire, ma se lo facessi ti sarei davvero amico?
Perch sei convinto di dovermi dire queste cose?
Non sei pronta a combattere. Non hai nessuna possibilit contro un angelo caduto,  la pura verit.
Adesso sono confusa. Perch dovrei combattere? Pensavo di avertelo specificato molto chiaramente ieri: non ci sar nessuna guerra. Voglio guidare i Nephilim verso la pace. E tenermi buoni gli arcangeli. Patch e io avevamo valutato che, senza ombra di dubbio, i Nephilim inferociti rappresentavano un nemico pi affrontabile di una schiera di arcangeli potentissimi. Era ovvio che Dante voleva combattere, ma su questo non eravamo d'accordo. E in qualit di capo dell'esercito la decisione finale spettava a me. Ebbi l'impressione che Dante stesse mettendo in discussione la mia autorit e non mi piacque nemmeno un po.
Si ferm e mi afferr un polso per potermi fissare dritto negli occhi. Non puoi controllare tutto ci che accadr d'ora in poi mormor, e il brivido di un presagio mi corse lungo la schiena come se avessi ingoiato un cubetto di ghiaccio. Pensi che ce l'abbia con te, lo so, ma ho promesso a Hank di proteggerti. Ti dir una cosa. Se scoppier la guerra, o anche solo una ribellione, tu non ce la farai. Non nello stato in cui sei al momento. Se ti succede qualcosa e non sarai in grado di guidare l'esercito, non adempierai al giuramento, e sai bene cosa significa.
Oh, sapevo bene cosa significava, lo sapevo perfettamente: sarei finita sotto due metri di terra. Trascinando con me anche la mamma.
Voglio insegnarti il minimo indispensabile per riuscire a cavartela, come precauzione continu Dante. Sto solo suggerendo questo.
Deglutii. Credi che se mi allenassi con te potrei diventare abbastanza forte da essere in grado di proteggermi? Contro gli angeli caduti, forse. Ma gli arcangeli? Avevo promesso di mettere fine alla ribellione, e addestrarmi per andare in battaglia non mi sembrava il modo migliore per realizzare quell'obiettivo.
Credo ne valga la pena.
L'idea di una guerra mi rivoltava lo stomaco, ma non volevo mostrarmi impaurita di fronte a Dante dal momento che gi pensava che non fossi in grado di cavarmela da sola. Allora, cosa scegli? Vuoi diventare il mio finto fidanzato o il mio allenatore personale?
Strinse le labbra. Entrambe le cose.

3
Quando Vee mi riaccompagn a casa trovai due chiamate perse sul cellulare. La prima era di Marcie Millar, la mia acerrima nemica e per ironia della sorte anche mia sorellastra in virt di vincoli di sangue, ma non di affetto. Avevo trascorso gli ultimi diciassette anni della mia vita senza avere idea che la tizia che mi rubava il latte al cioccolato alle elementari e mi appiccicava assorbenti sull'armadietto alle medie avesse il mio stesso DNA. Marcie aveva scoperto la verit per prima, e me l'aveva gettata impietosamente in faccia. Di comune accordo avevamo stabilito di non parlare in pubblico della nostra parentela. Sapere di essere sorelle non ci aveva cambiate; Marcie continuava a essere una stronza viziata e anoressica, mentre io passavo ancora gran parte del mio tempo a guardarmi le spalle chiedendomi quale fosse la nuova forma di umiliazione che aveva studiato per me.
Marcie non aveva lasciato un messaggio e non avevo idea di che cosa potesse volere. Passai alla seconda chiamata. Numero privato. Il messaggio aveva solo registrato il respiro basso e calmo di un uomo: nessuna frase, nemmeno una parola. Forse era Dante, forse Patch. Forse Pepper Friberg. Il mio numero di cellulare era sull'elenco e, se Pepper fosse stato dotato di un minimo spirito investigativo avrebbe potuto trovarlo senza problemi. In quel momento, non era esattamente un pensiero molto confortante.
Tirai fuori il mio salvadanaio da sotto il letto, tolsi il tappo di plastica ed estrassi settuntacinque dollari. Dante doveva passarmi a prendere alle cinque del mattino successivo per allenarmi con la corsa e i pesi. Lanciando uno sguardo disgustato alle mie scarpe da tennis aveva commentato: Quelle non resisteranno nemmeno un giorno. Quindi mi ritrovavo a dover usare i miei risparmi per comprare delle scarpe da cross training.
Non pensavo che la minaccia di una guerra fosse seria come Dante l'aveva descritta, soprattutto perch Patch e io progettavamo in segreto di impedire ai Nephilim di ribellarsi, ma ci che aveva detto su di me - statura, forma fisica e agilit - mi aveva dato molto fastidio. Ero veramente pi bassa di tutti gli altri Nephilim che conoscevo. Al contrario di loro ero nata con un corpo umano normale per peso, tonicit, altezza, tutto insomma. Mi ci era voluta una trasfusione di sangue e un voto di conversione per trasformarmi in una Nephilim. Ero una di loro in teoria, non nella pratica. Non volevo che il mio svantaggio mi rendesse un facile bersaglio, ma una vocina dentro di me mi sussurrava che sarebbe potuto succedere.
Dovevo fare tutto il possibile per rimanere al potere.
Avrei voluto chiedere a Dante perch era necessario incontrarsi prima dell'alba, ma temevo di conoscere la risposta. Gli esseri umani pi veloci del mondo sarebbero parsi delle lumache accanto a un Nephilim. Sospettavo che un Nephilim in perfetta forma potesse raggiungere la velocit di ottanta chilometri all'ora in salita. Quindi, se avessimo usato il Campetto della scuola per allenarci, avremmo attirato l'attenzione ed era l'ultima cosa che volevamo. Ma prima dell'alba di un qualsiasi luned mattina quasi tutti gli umani dormivano profondamente, regalando cos a Dante e a me l'opportunit di allenarci senza preoccupazioni.
Mi ficcai il denaro in tasca e scesi al piano inferiore. Torno tra un paio d'ore! gridai a mia madre.
L'arrosto sar pronto alle sei; vedi di non tardare mi url di rimando dalla cucina.
Venti minuti pi tardi entrai da Pete's Locker Room, il negozio di articoli sportivi, e mi avviai al reparto calzature. Provai alcune scarpe da cross training e ne comprai un paio scontatissimo. Dante poteva anche prendersi il mio luned mattina - non avevo scuola perch gli insegnanti erano a una giornata di aggiornamento - ma non avevo nessuna intenzione di spendere per lui tutti i miei risparmi.
Pagai e guardai l'ora sul cellulare: nemmeno le quattro. Per precauzione Patch e io avevamo deciso di limitare al minimo le chiamate in pubblico, ma un'occhiata frettolosa in entrambe le direzioni mi conferm che ero sola sul marciapiedi. Frugai nella borsa per recuperare il cellulare che mi aveva dato Patch e composi il suo numero.
Ho un paio d'ore libere gli dissi avviandomi verso la macchina, parcheggiata nell'isolato successivo. C' un capannone dove non va mai nessuno a Lookout Hill Park, dietro la giostra. Potrei arrivarci in un quarto d'ora.
Sentii un sorriso tremargli nella voce. Mi desideri disperatamente, eh?
Ho bisogno di una dose di endorfna.
E pomiciare con me in un capannone abbandonato te la dar?
No, probabilmente mi mander in coma per un eccesso di endorfne. Dicono che pu succedere e non vedo l'ora di scoprire se  vero. Sto uscendo adesso da Pete's Locker Room. Se ho fortuna con i semafori potrei anche farcela in dieci...
Non riuscii a terminare la frase. Un sacco di tela mi cal sulla testa e venni afferrata da dietro. Nella sorpresa lasciai cadere il cellulare. Urlai e cercai di liberare le braccia ma le mani che mi spingevano avanti, verso la strada, erano troppo forti. Sentii il rombo di un grosso veicolo, che si ferm accanto a me facendo stridere gli pneumatici.
Si apr un portellone e mi spinsero dentro.
L'aria nell'abitacolo era impregnata di sudore, nonostante il tentativo di mascherarlo con un deodorante per ambienti al limone. Il riscaldamento era al massimo e irrompeva dalle ventole come un vento bollente, facendomi sudare. Forse era stato fatto di proposito.
Che succede? Cosa volete da me? gridai con rabbia. Non mi ero ancora resa conto di cosa stesse succedendo ed ero pi oltraggiata che impaurita. Non ottenni alcuna risposta, ma sentii il respiro regolare di due individui accanto a me. Poi c'era l'autista, quindi erano tre. Contro di me, sola.
Mi avevano legato le braccia dietro la schiena con quella che mi parve una grossa catena. Un'altra mi immobilizzava le caviglie. Ero stesa a terra, con la testa ancora imprigionata nel sacco e il naso schiacciato contro il pavimento del furgone. Cercai di rotolare su un fianco ma temetti di lussarmi la spalla. Urlai per la rabbia e ricevetti un calcio all'istante.
Sta zitta grugn una voce maschile.
Fu un tragitto lungo, forse tre quarti d'ora. La mia mente saettava impazzita in un milione di direzioni, troppe per poterle tenere sotto controllo. Potevo scappare? Come? Sarei riuscita a correre pi veloce di loro? No. A essere pi furba di loro? Forse. Potevo contare su Patch, naturalmente. Aveva senz'altro intuito che ero stata rapita. Sarebbe risalito al mio cellulare abbandonato di fronte al negozio di articoli sportivi, ma da l come avrebbe capito dove cercarmi?
All'inizio il furgone si ferm pi volte ai semafori, poi non ce ne furono pi. Cominciammo a salire, a percorrere tornanti. Mi convinsi che ci stessimo avviando verso le regioni remote e collinose fuori citt. Sotto la maglietta mi colavano rivoli di sudore, quasi non riuscivo a respirare. Ogni respiro era breve, mozzato, perch il panico mi attanagliava il cuore.
Gli pneumatici cominciarono a scricchiolare sotto la ghiaia mentre continuavamo a salire, poi il motore si ferm. I miei rapitori mi liberarono le caviglie, mi trascinarono all'esterno, mi fecero entrare da una porta e mi tolsero il sacco dalla testa.
Avevo ragione, erano in tre. Due uomini e una donna. Mi avevano portato in un capanno fatto di tronchi dove mi incatenarono a un palo di legno che andava dal pavimento alle travi del soffitto. Non c'era luce, forse perch la corrente era stata staccata. Pochi mobili, coperti di teli bianchi. La temperatura era pi o meno uguale a quella all'esterno, grado pi grado meno, quindi il riscaldamento non funzionava. Era evidente che il proprietario del capanno lo teneva chiuso per l'inverno.
 inutile che tu ti metta a urlare mi intim il pi robusto dei tre. Non c' anima viva nel giro di chilometri e chilometri. Celava il viso sotto occhiali da sole e un cappello da cowboy, una precauzione inutile perch non l'avevo mai visto prima. Il mio nuovo sesto senso mi disse che erano tre Nephilim, ma non avevo idea di cosa volessero da me.
Diedi uno strattone alle catene, che produssero un clangore senza per muoversi di un millimetro.
Se tu fossi una vera Nephilim riusciresti a liberarti ringhi quello con il cappello da cowboy. Doveva essere il portavoce degli altri due, che si tenevano a distanza e comunicavano con me solo lanciandomi occhiate feroci e sprezzanti.
Cosa volete da me?
Le labbra di Cappello da Cowboy si arricciarono in un ghigno orrendo. Voglio sapere come fa una principessina viziata come te a pensare di poter guidare la rivoluzione dei Nephilim.
Sostenni il suo sguardo carico d'odio, desiderando di potergli urlare in faccia la verit. Non ci sarebbe stata nessuna rivoluzione. All'inizio di Cheshvan, meno di due giorni dopo, lui e suoi amici sarebbero stati posseduti dagli angeli caduti. Per Hank Millar era stato facile: aveva riempito la testa dei suoi di sogni di ribellione e libert. Ora, per, toccava a me compiere il miracolo.
Ma non l'avrei fatto.
Mi sono informato su di te continu Cappello da Cowboy camminando avanti e indietro davanti a me. Ho chiesto in giro e ho scoperto che stai con Patch Cipriano, un angelo caduto. Come vanno le cose tra di voi?
Deglutii piano. Non so con chi tu abbia parlato. Ero conscia dei rischi che correvo se avessero scoperto la mia storia con Patch, cos ero stata prudente, ma forse non abbastanza. Con Patch  finita mentii. Quello che c' stato tra noi appartiene al passato. So a chi devo la mia fedelt. Non appena sono diventata Nephilim...
Mi si par davanti, viso contro viso. Non sei una Nephilim! Mi fulmin con un'occhiata sprezzante. Ma guardati, sei patetica. Non hai il diritto di definirti una di noi. Sei solo un essere umano, ecco cosa sei. In te vedo solo una ragazzina debole e col moccio al naso che si crede chiss chi.
Ti indispettisce il fatto che fisicamente non sono forte come voi dichiarai con tranquillit.
Chi ha parlato di forza fisica? A te manca l'orgoglio. E la fedelt nei confronti dei Nephilim. Rispettavo la Mano Nera come capo perch si era guadagnato la nostra stima. Aveva un obiettivo, un sogno e ha cercato di realizzarlo. Ti ha designata come suo successore, ma questo per me non significa nulla. Vuoi il mio rispetto? Guadagnatelo. Mi schiocc le dita a un millimetro dal viso, un gesto carico di rabbia. Guadagnatelo, principessa.
Guadagnarmi il suo rispetto? Per diventare come Hank? Hank era un impostore e un bugiardo. Aveva promesso ai Nephilim l'impossibile con le lusinghe e la persuasione. Aveva usato e ingannato mia madre. Aveva trasformato me in una pedina per ottenere ci che voleva. Pi pensavo alla posizione in cui mi aveva costretta, lasciandomi sola a realizzare i suoi folli sogni, pi mi infuriavo.
Scoccai a Cappello da Cowboy un'occhiata gelida, poi calciai con tutta la forza che avevo e gli piantai il piede nel petto. Fu catapultato contro la parete e croll al suolo.
Gli altri due si precipitarono verso di me, ma la furia mi aveva scatenato dentro un incendio. In me mont una violenza che non conoscevo. Lottai con le catene sentendo il metallo che cedeva e le maglie che si spezzavano di schianto. Le catene caddero a terra e senza un attimo di esitazione mi diedi da fare con i pugni. Colpii alle costole il Nephilim pi vicino e sferrai un calcio al Nephilim donna. Il mio piede le colp una coscia e fui sorpresa dalla solida massa di muscoli che incontr. Non avevo mai avuto a che fare con una donna cos forte e resistente.
Dante aveva ragione, non sapevo combattere. Con un secondo di ritardo mi resi conto che avrei dovuto insistere, attaccandoli senza piet mentre erano a terra. Invece ero troppo sconvolta da ci che avevo fatto, cos riuscii solo ad accucciarmi in posizione difensiva, in attesa della loro reazione.
Cappello da Cowboy si butt su di me scagliandomi di nuovo contro il palo. L'impatto mi lasci senza fiato. Mi piegai in due cercando senza riuscirci di riempirmi d'aria i polmoni.
Non ho finito con te, principessa. Questo  stato solo un avvertimento. Se vengo a sapere che te la fai ancora con gli angeli caduti, non ti piacer quello che ho in serbo per te. Mi diede una specie di buffetto sulla guancia. Approfitta del tempo che ti concedo per mettere ordine nelle tue priorit e decidere a chi vuoi essere fedele. La prossima volta che ci incontreremo, spero per te che tu abbia fatto la scelta giusta.
Fece un brusco cenno del mento agli altri due, dopodich uscirono.
Inspirai tutta l'aria che riuscii e mi concessi qualche minuto per riprendermi, poi mi diressi barcollando verso la porta. Si erano dileguati. In strada aleggiava la polvere sollevata dagli pneumatici; in cielo si annunciava il tramonto. Una spruzzata di stelle che splendevano come minuscole schegge di vetri rotti.

4
Uscii nella minuscola veranda della capanna, chiedendomi come avrei fatto a tornare a casa, quando il rombo di una moto echeggi in fondo allo sterrato che mi stava di fronte. Mi preparai al ritorno di Cappello da Cowboy & Company, e invece, davanti ai miei occhi comparve una Harley Sportster con una persona in sella.
Patch.
Scese e mi raggiunse in tre rapide falcate. Sei ferita? mi chiese, prendendomi il viso tra le mani e osservandomi. Un misto di sollievo, preoccupazione e rabbia gli bruciava negli occhi. Dove sono? mi incalz e il tono della sua voce era il pi duro che gli avessi mai udito.
Erano tre, tutti Nephilim gli spiegai con il fiatone e la voce tremante di paura. Se ne sono andati cinque minuti fa, pi o meno. Come sei riuscito a trovarmi?
Ho attivato la microspia che hai addosso.
Mi hai messo addosso una microspia?
 cucita nella tasca del tuo giubbotto di jeans. Cheshvan comincia con il novilunio di marted prossimo e sei una Nephilim che non ha giurato. E sei anche la figlia della Mano Nera. Hai una taglia sulla testa, e questo ti rende molto appetibile agli occhi di qualsiasi stramaledetto angelo caduto di questa Terra. Non voglio che tu giuri fedelt, angelo, fine della storia. Se questo significa che devo intromettermi nella tua privacy, be, tanto vale che tu ci faccia l'abitudine.
Farci l'abitudine? Come, prego? Non sapevo se abbracciarlo o dargli uno spintone.
Patch ignor la mia indignazione. Dimmi tutto quello che puoi su quei tre. Aspetto fisico, marca e modello del veicolo, qualsiasi cosa che possa aiutarmi a scovarli. I suoi occhi brillavano per il desiderio di vendicarsi. E a fargliela pagare.
Hai messo una microspia anche nel mio cellulare? Volevo saperlo, ero ancora sconvolta all'idea che Patch avesse invaso la mia privacy senza dirmelo.
Rispose senza nessuna esitazione. S.
In altre parole non ho segreti per te.
La sua espressione si addolc ed ebbi addirittura l'impressione che, se il momento non fosse stato tanto teso, si sarebbe addirittura lasciato sfuggire un sorriso. Ci sono ancora alcune cose che sei comunque riuscita a mantenere segrete, angelo.
Okay, questa me l'ero cercata.
Risposi dandogli le informazioni che mi aveva chiesto. Il capo si nascondeva dietro un cappello da cowboy e occhiali da sole, ma sono certa di non averlo mai visto prima. Gli altri due, un uomo e una donna, indossavano abiti normali.
La macchina?
Avevo un sacco in testa ma era un furgone, ne sono sicura. Due erano seduti sul retro con me e dal rumore che ha fatto quando mi hanno spinta fuori ho avuto l'impressione che il portellone fosse scorrevole.
Hai notato nient'altro?
Dissi a Patch che il capo aveva minacciato di rendere pubblica la nostra relazione segreta.
Se si venisse a sapere, la situazione potrebbe precipitare replic Patch. Aveva le sopracciglia aggrottate e la preoccupazione aveva reso i suoi occhi due laghi neri. Sei sicura di voler mantenere la nostra relazione fuori dal radar? Non voglio perderti, ma preferirei farlo alle nostre condizioni piuttosto che alle loro.
Insinuai la mia mano nella sua, accorgendomi che era gelida. Patch era immobile, come se si stesse preparando al peggio. Accetto questa situazione solo perch ci sei tu, altrimenti mi chiamerei fuori gli dissi, e non ero mai stata tanto seria in vita mia. Avevo gi perso Patch una volta e non volevo sembrare melodrammatica, ma avrei preferito morire piuttosto che perderlo ancora. Patch era nella mia vita per un motivo preciso. Avevo bisogno di lui. Eravamo le due met di un unico insieme.
Patch mi attir a s, mi abbracci con una possessivit quasi feroce. So che quello che sto per dire non ti piacer, ma forse dovremmo architettare un litigio in pubblico per far credere a tutti che tra noi  finita. Se questa gente  davvero intenzionata a scovare segreti, non possiamo controllare ci che scoprono. Sta diventando una specie di caccia alle streghe, e forse ci conviene fare la prima mossa.
Fingere un litigio? ripetei, travolta da un orrore simile a una folata di vento gelido.
Noi sapremmo come stanno veramente le cose mi sussurr Patch all'orecchio, accarezzandomi le braccia con forza per scaldarle. Non ho nessuna intenzione di perderti.
E chi saprebbe la verit a parte noi? Vee? Mamma?
Meno sanno, pi sono al sicuro.
Mi lasciai sfuggire un gemito; non sapevo cosa fare. Mentire a Vee sta diventando un'abitudine. Non credo di riuscire pi a sopportarlo. Mi sento in colpa tutte le volte che sono con lei. Voglio dirle la verit. Soprattutto su una cosa importante come il nostro amore.
La decisione spetta a te sussurr teneramente Patch. Ma se Nono convinti che lei non sappia niente non le faranno del male.
Sapevo che aveva ragione. Il che non mi lasciava scelta, giusto? Chi ero per mettere in pericolo la mia migliore amica solo per togliermi un peso dalla coscienza?
Forse non riusciremo a farla bere a Dante, perch lavori a contatto troppo stretto con lui continu Patch. E forse il trucco funzionerebbe addirittura meglio se lui sapesse. Potrebbe confermare la tua versione quando parla con i Nephilim che contano. Patch si sfil con un solo gesto il giubbotto di pelle e me lo mise sulle spalle. Ti riporto a casa.
Prima possiamo fermarci un attimo da Pete's Locker Room? Devo riprendere il mio cellulare e anche quello non rintracciabile che mi hai dato. Quando mi hanno aggredita me ne  caduto uno, l'altro  rimasto nella borsa. Se abbiamo fortuna anche le scarpe nuove saranno rimaste sul marciapiedi.
Patch mi baci sulla testa. Dobbiamo disattivarli entrambi. Li hai persi gi da un po, e forse i tuoi rapitori Nephilim li hanno dotati di una microspia. Meglio comprarli nuovi.
Una cosa era sicura. Se prima non avevo nessuna voglia di allenarmi con Dante, adesso era tutto cambiato. Dovevo imparare a combattere, e in fretta. Tra evitare Pepper Friberg e consigliarmi su come gestire il mio nuovo ruolo di Nephilim, Patch aveva abbastanza da fare senza doversi precipitare a salvarmi tutte le volte che finivo nei guai. Gli ero immensamente grata per la sua protezione, ma era ora di imparare a difendermi da sola.
Era notte fonda quando rientrai in casa. Non appena varcai la soglia di casa mamma mi venne incontro dalla cucina, seccata e preoccupata al tempo stesso.
Nora! Ma dove ti eri cacciata? Ho provato a chiamarti un sacco di volte, ma ho sempre trovato la segreteria telefonica.
Mi sarei presa a schiaffi. La cena! Alle sei! Me n'ero completamente dimenticata.
Mi dispiace tantissimo mi scusai. Ho lasciato il cellulare in uno dei negozi in cui sono andata. Quando mi sono accorta di averlo perso era quasi ora di cena e sono stata costretta a cercarlo per tutta la citt. Non sono riuscita a trovarlo, quindi adesso mi ritrovo senza telefono e per di pi ti ho fatto preoccupare. Mi dispiace davvero, moltissimo. Non potevo chiamarti. Odiavo mentirle ancora; le avevo gi raccontato tante bugie che una volta in pi forse non avrebbe dovuto farmi soffrire, e invece ci stavo malissimo. Mi faceva sentire sempre meno sua figlia e sempre pi figlia di Hank. Il mio padre biologico era stato un bugiardo insuperabile. E io non ero pi nella posizione per poterlo criticare.
Non potevi fermarti da qualche parte e trovare un modo per telefonare? chiese con l'aria di chi non aveva creduto nemmeno a una parola.
Non succeder pi. Te lo prometto.
Non eri con Patch, vero? Notai l'enfasi con cui aveva pronunciato il suo nome. Mia madre nutriva per Patch lo stesso affetto che provava per i procioni che combinavano disastri in giardino. Ero sicura che sognasse di stare in piedi sulla veranda, con un fucile in mano, in attesa che osasse farsi vedere.
Inspirai a fondo, giurando a me stessa che sarebbe stata l'ultima bugia. Se Patch e io volevamo davvero fingere di litigare, era meglio cominciare a preparare il terreno. Dissi a me stessa che dopo averlo raccontato a Vee e a mamma il resto sarebbe stato una passeggiata. Non ero con Patch, mamma. Ci siamo lasciati.
Inarc un sopracciglio; non era convinta.
E appena successo e no, non voglio parlarne. Mi avviai verso le scale.
Nora...
Mi voltai con le lacrime agli occhi. Non mi aspettavo che mi venisse da piangere e non mi stavo sforzando di farlo. Mi bast ricordare l'ultima volta che Patch e io ci eravamo lasciati davvero, e una sensazione terribile mi attanagli, mozzandomi il fiato. Quel ricordo mi avrebbe perseguitato tutta la vita. Patch si era portato via la parte migliore di me, lasciandosi alle spalle una ragazza persa e svuotata. Non volevo tornare a essere quella ragazza. Mai pi.
L'espressione della mamma si addolc. Mi raggiunse sulle scale, mi accarezz la schiena e mi sussurr all'orecchio: Ti voglio bene Se cambi idea e ne vuoi parlare....
Annuii, poi scappai in camera mia.
Ecco fatto, dissi a me stessa, cercando disperatamente di fingermi ottimista. Una  fatta, ora manca solo l'altra. Non stavo esattamente mentendo a Vee e a mamma sulla rottura, stavo solo facendo ci che era necessario per proteggerle. L'onest  la cosa migliore, quasi sempre. A volte invece la sicurezza prevale su tutto, giusto? Mi sembrava una ragione valida, ma quel pensiero mi avvelen il cuore.
E poi c'era un'altra preoccupazione che non mi lasciava in pace. Per quanto tempo saremmo riusciti a vivere nella menzogna, Patch e io... senza trasformarla in realt?
Le cinque del luned mattina arrivarono anche troppo presto. Diedi una manata alla sveglia, troncandone il bip-bip. Poi mi girai nel letto e dissi a me stessa: Altri due minuti. Chiusi gli occhi, lasciai la mente libera di vagare; vidi che si formava un nuovo sogno e... una manciata di vestiti mi atterr sulla faccia.
Sveglia, coraggio mi incit Dante, in piedi nell'ombra accanto al mio letto.
Tu che ci fai qui? borbottai ancora assonnata, tirandomi la coperta sulla testa.
Quello che farebbe ogni personal trainer degno di questo nome. Tirati fuori dal letto e vestiti, avanti; se non sei sul vialetto fra tre minuti torno con un secchio di acqua gelida.
Come hai fatto a entrare?
Non hai messo la sicura alla finestra. Forse  meglio che cominci a farlo.  difficile controllare chi entra se concedi a tutto il mondo un lasciapassare per la tua camera da letto.
Si avvi lentamente verso la porta proprio mentre mi alzavo con grande fatica.
Sei impazzito? Non vorrai mica uscire dal corridoio! Mia madre potrebbe sentirti. Un tizio che esce alla chetichella dalla mia stanza dando l'impressione di averci passato tutta la notte? Mi metterebbe in punizione per il resto della mia vita!
Parve divertito dalla mia frase. Per tua norma e regola non uscirei alla chetichella.
Rimasi immobile per dieci secondi buoni dopo che se ne fu andato, chiedendomi se c'era un significato nascosto nelle sue parole. No, certo che no. Per un attimo pensai che stesse flirtando, ma di sicuro non era cos.
Infilai pantaloncini da corsa neri e una maglietta attillata di microfibra; raccolsi i capelli in una coda di cavallo. Almeno avrei avuto un aspetto decente, mentre Dante mi faceva correre fino a farmi svenire.
Esattamente tre minuti dopo ero con lui nel vialetto. Mi guardai intorno, avvertendo l'assenza di qualcosa di importante. L'auto dov'?
Dante mi diede un colpetto alla spalla. Ci sentiamo pigri stamattina? Ahi, ahi! Avevo pensato che ci saremmo potuti scaldare con una corsetta di sedici chilometri. Indic la folta vegetazione dall'altra parte della strada. Da bambine Vee e io avevamo esplorato il bosco, e un'estate ci avevamo perfino costruito un fortino, ma non mi ero mai chiesta quanto fosse grande. E adesso mi rendevo conto che copriva un'area di sedici chilometri! Dopo di te.
Esitai. Correre in un bosco deserto insieme a Dante non mi sembrava un'idea brillante. Era stato uno dei luogotenenti di Hank, e questa era un'ottima ragione per non trovarlo simpatico e non fidarmi di lui. Col senno di poi capii che non avrei mai dovuto accettare di allenarmi da sola con lui, specialmente se lo dovevamo fare in un luogo isolato.
Dopo l'allenamento dovremmo parlare di ci che i vari gruppi Nephilim si aspettano e di te aggiunse Dante.
Dopo l'allenamento. Insomma, non aveva intenzione di buttarmi in un pozzo abbandonato nel giro di un'ora o due. Del resto, Dante adesso prendeva ordini da me. Mi aveva giurato fedelt. Non era pi il luogotenente di Hank, ma il mio. Non mi avrebbe fatto del male.
Concedendomi il lusso di ripensare un'ultima volta alle meraviglie del sonno, scrollai la testa per liberarmi di quel pensiero e cominciai la corsa tra gli alberi. Sopra di me i rami si intrecciavano a formare una specie di cupola, cancellando dal cielo ogni traccia di luce mattutina. Affidandomi alla mia vista, potenziata da quando ero diventata una Nephilim, corsi con tutta la forza che avevo scavalcando tronchi, evitando rami bassi, sforzandomi di individuare pietre e altri ostacoli. Il terreno era pericolosamente irregolare e alla velocit che avevo raggiunto un piede in fallo avrebbe potuto causare una caduta disastrosa.
Pi veloce! abbai Dante dietro di me. Stai pi leggera su quei piedi. Sembri un rinoceronte. Riuscirei a trovarti e a prenderti a occhi chiusi!
Cercai di obbedirgli e cominciai a sollevare i piedi nell'istante in cui toccavano terra, passo dopo passo, concentrandomi al massimo per non fare alcun rumore. Dante mi super senza la minima fatica.
Prendimi ordin.
Mentre lo rincorrevo mi meravigliai della forza e dell'agilit della mia nuova natura Nephilim. Mi sbalord notare quanto goffo, lento e privo di coordinazione fosse stato il corpo di semplice essere umano che possedevo prima. Le mie qualit atletiche non erano semplicemente migliorate; erano superiori.
Mi abbassavo sotto i rami, saltavo sopra le buche, aggiravo i massi come se stessi facendo una gara a ostacoli memorizzata da tempo. Mi sembrava di correre cos forte da potermi sollevare verso il cielo in qualsiasi momento, ma non riuscivo a raggiungere Dante. Si muoveva con l'agilit di un animale, scattando come un predatore che d la caccia alla sua preda. In poco tempo non lo vidi nemmeno pi.
Rallentai tendendo le orecchie. Nulla. Un attimo dopo sbuc di fronte a me, emergendo dall'oscurit del bosco.
Fai schifo mi rimprover. Riproviamo.
Passai le due ore successive a rincorrerlo e a sentirmi rivolgere quello stesso ordine una, dieci, cento volte. Riproviamo. Ancora. E ancora. Ancora non va. Riproviamo.
Stavo per gettare la spugna - i muscoli delle gambe tremavano per lo sforzo e i polmoni bruciavano - quando Dante torn verso di me. Mi diede una pacca sulle spalle per congratularsi. Brava. Domani lavoreremo per potenziare la tua forza.
Davvero? Hai intenzione di farmi sollevare dei massi? riuscii a dire con un certo sarcasmo, anche se ansimavo per la fatica.
No, sradicheremo qualche albero.
Lo guardai a bocca aperta.
Cerca di dormire stanotte, ne avrai bisogno.
Ehi! gridai per richiamarlo. Siamo a molti chilometri da casa mia, no?
Otto, per la precisione; consideralo un esercizio per sciogliere i muscoli.

5
Dodici ore dopo ero ancora indolenzita e dolorante a causa dell'allenamento di quella mattina. La prova pi difficile per i miei poveri muscoli era salire e scendere le scale, ma il riposo doveva attendere. Vee sarebbe passata a prendermi entro dieci minuti e non mi ero ancora cambiata la tuta che avevo indosso da tutto il giorno.
Patch e io avevamo deciso di inscenare il litigio in pubblico proprio quella sera perch nessuno avesse pi dubbi su come stavano le cose tra noi: ci eravamo lasciati e ormai appartenevamo a fazioni opposte nella guerra che stava per scoppiare.
Avevamo anche deciso che la messinscena sarebbe avvenuta alla Sacca del Diavolo, perch sapevamo essere un luogo molto frequentato dai Nephilim. Non avevamo idea di chi fossero i Nephilim che mi avevano rapita e nemmeno se quella sera sarebbero stati presenti, ma eravamo certi che la notizia della nostra rottura si sarebbe diffusa in un lampo. Inoltre Patch aveva saputo che il barista di turno al locale, quella sera, era un irascibile Nephilim che credeva nella supremazia della propria razza. Un particolare che avrebbe facilitato la riuscita del nostro piano, mi aveva assicurato Patch.
Mi tolsi la tuta e indossai un pesante abito di lana a coste, i collant e un paio di tronchetti. Raccolsi i capelli, liberando alcune ciocche che mi incorniciassero il viso. Mi guardai allo specchio e riuscii a sorridere. Non stavo affatto male per essere una ragazza sul punto di chiudere con il suo grande amore.
Le conseguenze della scenata di stasera dureranno solo per un paio di settimane, mi dissi. Solo fino a quando si saranno calmate le acque dopo Cheshvan.
Del resto non avremmo litigato sul serio. Patch mi aveva promesso che avremmo trovato il modo di vederci lo stesso. Attimi segreti, sguardi rubati. Avremmo solo dovuto essere molto pi prudenti del solito.
Nora! chiam mia madre dal piano di sotto. E arrivata Vee.
Augurami buona fortuna sussurrai al mio riflesso, poi presi sciarpa e cappotto e spensi la luce.
Voglio che tu sia a casa per le nove mi avvert mamma quando arrivai al piano inferiore. Domani  un giorno di scuola e non ammetto ritardi.
La baciai sulla guancia e uscii.
I finestrini della Neon erano abbassati e Vee aveva messo Rihanna a tutto volume. Mi sedetti accanto a lei, gridando per sovrastare la musica: E strano che tua mamma ti abbia dato il permesso di uscire la sera prima di un giorno di scuola.
Ieri sera ha preso un aereo per il Nebraska. E morto suo zio Marvin e devono dividersi l'eredit. Mi tiene d'occhio zia Henny. Vee mi lanci un'occhiata soddisfatta in cui brillava l'inganno.
Ma tua zia Henny non era in clinica a disintossicarsi solo un paio d'anni fa?
Esatto. Ma non le  servito granch, purtroppo. Ha una tanica di succo di mela in frigo, ma  il succo di mela pi fermentato che io abbia mai assaggiato.
E secondo tua madre zia Henny  la persona giusta per tenerti d'occhio?
Immagino che la prospettiva di un'eredit l'abbia un po ammorbidita.)
La Neon percorse rombando Hawthorne Lane, mentre noi ci dimenavamo sui sedili cantando a squarciagola. Ero agitata e nervosa, ma pensai che la cosa migliore fosse comportarsi normalmente.
Quella sera la Sacca del Diavolo non era particolarmente affollata; s, c'era gente, ma non si doveva stare per forza in piedi. Vee e io ci accomodammo in un spar, ci liberammo di cappotti e borse e ordinammo una Coca-Cola. Mi guardai furtivamente intorno alla ricerca di Patch, ma non c'era ancora. Avevo ripassato mille volte le frasi che dovevo dire, ma le mani mi sudavano. Me le asciugai sulle cosce desiderando di essere un'attrice migliore. Desiderando di essere il genere di persona che ama essere al centro dell'attenzione.
Hai una faccia! fece Vee.
Stavo per risponderle che mi era venuto il mal d'auto per colpa della sua guida, quando gli occhi di Vee si staccarono dal mio volto e la sua espressione si rabbui. Oh, accidenti, no. Dimmi che la tizia che flirta con il mio uomo non  Marcie.
Allungai il collo per guardare. Scott e gli altri membri dei Serpentine si stavano preparando per lo spettacolo, mentre Marcie era appoggiata con i gomiti al palco in atteggiamento provocante e chiacchierava attirando l'attenzione di Scott.
Il tuo uomo? chiesi a Vee.
Be, lo sar presto, non fa differenza.
Marcie fa cos con tutti i ragazzi. Non mi preoccuperei pi di tanto.
Vee prese alcuni respiri profondi che le dilatarono le narici. Marcie, come se si fosse accorta che Vee le stava scagliando contro una maledizione vud, si volt verso di noi. Ci salut con la mano, nella perfetta imitazione di una reginetta di bellezza.
Fa qualcosa mi preg Vee. Staccala da lui. Subito.
Mi alzai e mi diressi verso Marcie. Mentre camminavo cercai di spremere un sorriso dal mio volto. Quando la raggiunsi ero quasi sicura che sembrasse sincero. Ciao esordii.
Oh, ciao, Nora. Stavo appunto dicendo a Scott che adoro la musica indie. Nessuno combina mai niente in questa citt. Credo sia fantastico che lui stia cercando di sfondare.
Scott mi fece l'occhiolino. Dovetti chiudere le palpebre per impedirmi di lanciare un'occhiata disperata al cielo.
Quindi... riuscii a dire, tentando di colmare il vuoto nella conversazione. Mi trovavo l perch Vee me l'aveva chiesto, ma adesso cosa avrei dovuto fare? Non potevo mica trascinare via Marcie di peso. E perch toccava a me fare l'arbitro? Era un problema di Vee, non mio.
Possiamo parlare? mi chiese Marcie risparmiandomi la fatica di studiare un approccio.
Certo, ho un minuto libero da dedicarti risposi. Perch non andiamo in un posto pi tranquillo?
Come se mi avesse letto nel pensiero Marcie mi afferr il polso e mi trascin con s all'esterno, nel vicoletto dietro il locale. Dopo essersi guardata intorno per accertarsi che fossimo sole esord: Mio padre ti ha mai detto niente di me?. Abbass la voce ancora di pi. Sul fatto che sono una Nephilim, intendo. Da qualche giorno mi sento strana, sono molto stanca e ho i crampi. Cosa sono, i dolori mestruali delle Nephilim? Ero convinta di aver gi superato quella fase.
Come potevo rivelare a Marcie che i Nephilim di pura razza, come i suoi genitori, riuscivano raramente a procreare e quando lo facevano i loro figli erano deboli e malaticci? Come potevo riferirle che Hank mi aveva svelato la terribile verit che, forse, Marcie non sarebbe vissuta a lungo? No, non potevo farlo.
Qualche volta i crampi vengono anche a me risposi. Credo sia normale...
S, lo so, ma mio padre ti ha detto qualcosa? insistette. Cosa devo fare per stare meglio, cose cos, insomma.
Tuo padre t i voleva molto bene e vorrebbe che tu continuassi a vivere la tua vita senza pensare troppo alla tua condizione di Nephilim, Vorrebbe solo che tu fossi felice.
Marcie mi guard incredula. Felice? Sono uno scherzo della natura. Non sono nemmeno un essere umano. E non ho affatto dimenticato che non lo sei neppure tu. Siamo sulla stessa barca.
Oh, al diavolo. Ci mancava solo questa. Una comunione di spirito con... Marcie Millar?
Cosa vuoi veramente da me, Marcie? le chiesi.
Voglio essere sicura che non dirai ad anima viva che non sono umana. Se lo farai ti do fuoco, ti seppellisco viva.
Stavo perdendo la pazienza. Tanto per cominciare, se volessi annunciare a tutto il mondo che sei una Nephilim lo avrei gi fatto. E poi secondo te chi mi crederebbe? Pensaci un attimo. La parola Nephilim non esiste nemmeno nel vocabolario di gran parte della gente che conosciamo.
Ottimo sbuff Marcie, apparentemente soddisfatta.
E tutto?
E se dovessi avere bisogno di parlare con qualcuno? non moll. Non posso mica tirare fuori questa storia con lo psichiatra.
Perch non ti confidi con tua madre? suggerii. Dopotutto  una Nephilim anche lei.
Da quando pap  sparito non vuole accettare la verit sul suo conto. Un caso di rifiuto della realt a livelli cosmici. Si  convinta che torner, che l'ama ancora, che annuller il divorzio, che le nostre vite torneranno normali e vivremo tutti felici e contenti.
Okay, forse la signora Millar rifiutava di vedere la realt. Ma era pi probabile che Hank avesse manipolato la mente della ex moglie con un incantesimo cos potente da resistere oltre la sua morte. Hank era stato la persona pi vanitosa del pianeta e non avrebbe permesso che qualcuno parlasse male di lui, neanche dopo l;i sua stessa morte. E per quanto ne sapevo io, nessuno a Coldwater aveva osato farlo. Era come se sulla citt fosse calata una nebbia che intontiva, che impediva agli abitanti umani e Nephilim di porsi la domanda con la D maiuscola: cosa gli era successo? In citt non girava nemmeno un pettegolezzo. La gente, quando parlava di lui, si limitava a mormorare: Che cosa terribile. Pace all'anima sua. Che tragedia per i suoi familiari, dovremmo fare qualcosa per loro....
Invece non torner continu Marcie.  morto. Non so perch, n come sia potuto accadere, n chi l'abbia ucciso, ma non  possibile che pap sia scomparso cos dalla faccia della Terra. Gli  successo qualcosa di irreparabile.  morto, me lo sento.
Cercai di mantenere un'espressione comprensiva, mentre le mani ricominciavano a sudarmi. Patch era l'unica persona al mondo a sapere che ero stata io a uccidere Hank. E io non avevo nessuna intenzione di aggiungere il nome di Marcie alla lista.
Non sembri molto dispiaciuta notai.
Pap era invischiato in faccende poco chiare. Se l' meritata.
Avrei potuto raccontare tutto a Marcie in quel preciso momento, ma qualcosa non quadrava. Il suo sguardo freddo non si staccava dal mio viso e all'improvviso capii che sospettava di me. Sospettava che sapessi qualcosa sulla morte di suo padre, e fingeva indifferenza solo per farmi vuotare il sacco.
Non sarei caduta nella sua trappola, se di trappola si trattava.
Non  facile perdere il padre, credimi risposi. Il dolore non scompare mai del tutto, ma un po alla volta diventa sopportabile. E, non so come, la vita continua.
Non so che farmene della tua compassione, Nora.
Okay ribattei alzando le spalle. Poi aggiunsi di malavoglia: Chiamami pure se hai bisogno di parlare.
Non sar necessario. Mi trasferir a casa tua annunci Marcie. Porter da te le mie cose alla fine di questa settimana. Mia madre mi sta facendo impazzire, e insieme abbiamo deciso che ho bisogno di un altro luogo dove vivere per un po. Casa tua  un posto come un altro, andr benissimo. Be, sono molto felice che abbiamo fatto questa chiacchierata. Almeno una cosa mio padre me l'ha insegnata; i Nephilim si aiutano a vicenda.

6
No!, mi ribellai automaticamente. No, no e poi no. Non puoi trasferirti a casa mia... cos, come se niente fosse. Un'ondata di panico mi invest dalla punta dei piedi fino alle orecchie, con una velocit che non riuscii a controllare. Dovevo trovare una scusa valida, subito. Invece il mio cervello continuava a ripetere solo quell'unica parola completamente inutile, dettata dal panico che si era impadronito di me: no.
Ho gi deciso tagli corto Marcie. E con quelle tre semplici parole scomparve all'interno del locale.
E a me non hai pensato? le gridai dietro. Sferrai un calcio alla porta, ma quello che avevo davvero voglia di fare era prendermi a pugni per un'ora o due. Guarda un po cosa mi toccava solo perch volevo fare un favore a Vee.
Spalancai la porta ed entrai inviperita. Trovai Vee al nostro spar.
Dov' andata? strepitai. Chi?
Marcie!
Credevo fosse con te.
Le riservai il mio sguardo pi furibondo.  tutta colpa tua! Devo trovarla.
Senza aggiungere altro mi feci largo fra la folla con i sensi all'erta alla ricerca di Marcie. Dovevo risolvere la situazione prima che mi sfuggisse di mano. Ti sta mettendo alla prova, dissi a me stessa. Tasta il terreno. Non  successo nulla. Del resto la decisione finale spettava a mia madre. Che non avrebbe mai dato il permesso a Marcie di trasferirsi da noi. Marcie aveva la sua famiglia. D'accordo, aveva solo un genitore, ma io ero la prova vivente del fatto che una famiglia non dipendeva dal numero dei componenti. Galvanizzata da quelle riflessioni sentii che il mio respiro si calmava.
Le luci si abbassarono e il cantante dei Serpentine afferr il microfono, muovendo la testa a un ritmo che udiva solo lui. Il batterista aspettava solo quel gesto per attaccare; Scott e l'altro chitarrista si unirono a lui, dando inizio allo spettacolo con un pezzo dal ritmo angosciante. Il pubblico impazz. Tutti cominciarono a muoversi sulle note della canzone e a urlare le parole.
Mi guardai intorno un'ultima volta alla ricerca di Marcie, poi lasciai perdere, esasperata. Avrei dovuto sistemare le cose con lei pi tardi. L'inizio dello spettacolo era il segnale convenuto con Patch per trovarci al bancone, e ancora una volta mi si strinse il cuore.
Raggiunsi il bar e mi sedetti sul primo sgabello. Lo feci troppo in fretta, e all'ultimo secondo persi l'equilibrio. Fu come se le mie gambe fossero diventate di cera, mi tremavano le mani. Temevo che non ce l'avrei fatta.
Mostrami la patente, tesoro mi disse il barista. Da lui emanava una specie di corrente elettrica: capii subito che era un Nephilim, proprio come mi aveva anticipato Patch.
Scossi la testa. Solo una Sprite, per favore.
Meno di un secondo dopo sentii Patch alle mie spalle. L'energia che irradiava da lui era molto pi forte di quella del barista e mi accarezzava la pelle trasmettendomi una sensazione di calore. Mi faceva sempre quell'effetto ma, al contrario del solito, quella corrente bruciante mi colm di un'ansia che mi diede la nausea. Significava che Patch era arrivato, che il tempo era scaduto. Non volevo farlo, ma mi rendevo conto che non avevo altra scelta.
Dovevo giocarmela bene e pensare alla mia sicurezza e alla sicurezza delle persone che amavo.
Pronta? Mi chiese Patch nell'intimit dei nostri pensieri.
Se la sensazione di voler vomitare da un momento all'altro  il segnale che sono pronta, allora la risposta  s.
Pi tardi verr a casa tua e ne parleremo. Adesso facciamolo e basta.
Annuii.
Come abbiamo deciso quando abbiamo fatto le prove, mi disse con calma nella mente.
Patch... qualsiasi cosa accada, ti amo. Volevo aggiungere altro, perch quelle due parole erano pateticamente inadeguate a esprimere ci che provavo per lui. E al tempo stesso cos semplici e precise che non avrei potuto dirlo meglio.
Nessun rimpianto, angelo.
Nessuno, ripetei solennemente.
Il barista serv un cliente e and da Patch a prendere l'ordinazione. I suoi occhi lo scandagliarono, e dal cipiglio che gli comparve sul viso fu chiaro che l'aveva identificato come angelo caduto. Cosa desideri? chiese in tono sprezzante.
Patch biascic con la voce inconfondibile degli ubriachi: Una rossa da urlo, meglio se alta e magra, con gambe che non finiscono pi. Mi pass l'indice sulla guancia; mi irrigidii e mi scostai da lui.
Non sono interessata dissi bevendo un sorso di Sprite e tenendo lo sguardo fisso sullo specchio dietro il bancone. La mia voce era acuta e rabbiosa per attirare l'attenzione del barista.
Infatti il Nephilim si appoggi al banco, con gli avambracci poderosi sul piano di granito, e guard male Patch. La prossima volta leggiti il men prima di farmi perdere tempo. Qui non serviamo donne a cui non interessa l'articolo, rosse o bionde che siano. Fece una pausa minacciosa, poi si avvi verso un altro cliente in attesa.
E se  una Nephilim tanto meglio dichiar Patch strascicando le parole.
Il barista si ferm di colpo e fulmin Patch con lo sguardo. Ti dispiace abbassare la voce, amico? Qui siamo in compagnia: il locale  aperto anche agli umani.
Patch reag a quella frase con un gesto scomposto. Ti preoccupi per gli umani? Molto premuroso da parte tua, ma a me basta un trucchetto mentale perch non si ricordino neanche una parola. Ho usato questo metodo cos tante volte che posso farlo a occhi chiusi aggiunse con una punta di spavalderia.
Vuoi che ti tolga dai piedi questo disgraziato? mi chiese il barista. Se vuoi chiamo il buttafuori.
Grazie mille, ma so badare a me stessa risposi. Devi scusare il mio ex se si comporta da sfigato totale.
Patch scoppi a ridere. Sfigato? Non mi hai chiamato cos l'ultima volta che siamo stati insieme insinu.
Mi limitai a guardarlo senza dire niente, disgustata.
Non  sempre stata una Nephilim, sai rivel Patch al barista con un po di rimpianto nella voce. Forse hai sentito parlare di lei. L'erede della Mano Nera. La preferivo quando era umana, ma andarsene in giro con la Nephilim pi famosa della Terra ha il suo fascino.
Il barista mi squadr incuriosito. Sei la figlia della Mano Nera?
Fulminai Patch con lo sguardo. Grazie tante.
 vero che la Mano Nera  morta? mi chiese il barista. Non riesco a crederci. Un grand'uomo, pace all'anima sua. Le mie pi sincere condoglianze a te e alla tua famiglia. Fece una pausa, sconcertato. Ma  proprio morto... nel senso di morto davvero?
Cos si dice mormorai mesta. Non mi riusciva proprio di versare nemmeno una lacrima per Hank, ma pronunciai quelle parole con un tono reverenziale e cos pieno di nostalgia da soddisfare il barista.
Pago da bere all'angelo caduto che l'ha accoppato ci interruppe
Patch, sollevando il mio bicchiere in un brindisi. Non ci vuole molto a capire che dev'essere andata cos. Immortale ha perso il significato che aveva prima. Scoppi a ridere, battendo allegramente i pugni sul tavolo.
E tu stavi con questo bastardo? si meravigli il barista.
Guardai Patch in tralice e mi accigliai. Preferisco non parlarne.
Sai che  un... il barista bisbigli un angelo caduto, vero?
Un altro sorso, che faticai a ingoiare. Non ricordarmelo. Ma sono tornata sulla retta via: il mio nuovo ragazzo  Dante Matte- razzi, Nephilim al cento per cento. Lo conosci? Era il momento ideale per spargere il pettegolezzo.
S'illumin, colpito. Come no, certo! Un tipo in gamba. Dante lo conoscono tutti.
Patch mi serr la mano intorno al polso con troppa forza perch potessi scambiarlo per un gesto affettuoso. Ma che dici? Noi due stiamo ancora insieme. Andiamocene di qui, dolcezza.
Sobbalzai a quel tocco, come se fossi sconvolta. Toglimi le mani di dosso.
Qui fuori ho la moto. Ti porto a fare un giro. In ricordo dei vecchi tempi. Si alz, poi mi costrinse a fare lo stesso con tanta brutalit che lo sgabello si rovesci.
Chiama il buttafuori ordinai al barista, lasciando che l'ansia traboccasse dalla mia voce. Subito.
Patch mi trascin verso l'ingresso ma, mentre fingevo di divincolarmi, capii che il peggio doveva ancora arrivare.
Il buttafuori del locale, un Nephilim avvantaggiato dal fatto di essere non solo parecchio pi alto di Patch ma anche di pesare almeno cinquanta chili in pi, si fece largo verso di noi a gomitate. Afferr Patch per il colletto della camicia e lo scaravent contro una parete, staccandolo da me. Le melodie prodotte dai Serpentine erano diventate trascinanti, ipnotiche, e coprivano il rumore dell'alterco. Solo le persone pi vicine fecero spazio intorno ai due avversari, creando una specie di semicerchio e mettendosi a osservare la scena con curiosit.
Patch sollev le braccia per proteggersi. Sul suo viso comparve per un istante un sorriso ebete da ubriaco. Non voglio grane.
Troppo tardi comment il buttafuori sferrandogli un pugno in faccia che gli procur un taglio sulla fronte. La ferita cominci a sanguinare, ma io mi costrinsi a non battere ciglio e a non correre da lui.
Il barista fece un brusco cenno del capo verso la porta. Se ti fai rivedere da queste parti di grane te ne pioveranno addosso parecchie. Mi hai capito?
Patch si diresse barcollando all'entrata, abbozzando una specie di saluto militare. Sissignore.
Il buttafuori piant il piede nell'incavo del ginocchio di Patch facendolo ruzzolare sulla scaletta esterna di cemento. Oh, che sbadato. Ho messo male il piede.
Un uomo accanto alla porta scoppi in una risata sommessa, cattiva, e quel suono richiam la mia attenzione. L'avevo gi sentita, quella risata malevola. Strizzai gli occhi nel buio cercando di collegarla a un viso.
Ma certo, eccolo l!
Era Cappello da Cowboy. Quella sera non indossava cappello n occhiali, ma avrei riconosciuto ovunque le spalle spioventi e il sorriso crudele.
Patch! Gridai con la forza del pensiero senza sapere se mi avrebbe Mentita perch la folla mi aveva inghiottita, riempiendo lo spazio vuoto ora che la rissa si era placata. C' uno dei Nephilim che mi hanno rapita!  accanto all porta, indossa una camicia di flanella rossa e nera, jeans e stivali da cowboy.
Attesi, ma non ebbi risposta.
Patch! Gridai per la seconda volta, usando al massimo tutti i miei poteri mentali. Non potevo seguirlo fuori, perch la farsa doveva andare avanti altrimenti nessuno ci avrebbe creduto.
Al mio fianco si materializz Vee. Cosa sta succedendo? Dicono tutti che c' stata una rissa. Non riesco a credere di essermela persa. Tu hai visto qualcosa?
La presi da parte. Devi farmi un immenso favore. Vedi il tizio accanto alla porta, con quell'orribile camicia di flanella a scacchi? Scopri come si chiama.
Vee aggrott la fronte. Perch?
Te lo spiego dopo. Mettiti a flirtare con lui, rubagli il portafogli, non mi interessa. Per non fare mai il mio nome, okay?
Se vuoi che ti aiuti, dovrai restituirmi il favore: un'uscita a quattro. Tu e quello svalvolato del tuo ragazzo, io e Scott.
Non c'era tempo di spiegarle che tra me e Patch era finita, quindi risposi in fretta: Okay, promesso. Adesso sbrigati prima che scompaia tra la folla.
Vee schiocc le dita e si avvi ancheggiando. Io non rimasi ad assistere alla scena. Mi feci strada tra la folla, uscii dalla porta sul retro e corsi in fondo al vicolo. Feci un giro dell'edificio alla ricerca di Patch.
Patch! Gridai mentalmente alle ombre che mi circondavano.
Angelo, che fai! Non dobbiamo farci vedere insieme,  troppo rischioso.
Mi girai di scatto ma lui non c'era. Dove sei?
Dall'altra parte della strada, dentro il furgone.
Guardai nella direzione indicata e vidi un furgone Chevrolet arrugginito, parcheggiato accanto al marciapiedi. Era marrone, quindi si notava a stento sullo sfondo degli edifici fatiscenti che sorgevano in quella zona. I finestrini erano oscurati, per impedire a occhi ostili di sbirciare all'interno.
Uno dei Nephilim che mi ha rapita  dentro il locale! Proprio in questo momento!
Un attimo di silenzio carico di significato.
Ha assistito alla scena? Mi chiese Patch quando riprese a parlare. S.
Descrivimelo.
Ha una camicia di flanella nera e rossa e gli stivali da cowboy.
Fa in modo che esca. Se con lui ci sono anche i suoi complici fa uscire anche loro. Voglio parlargli.
Detta da Patch quella frase non prometteva niente di buono, ma se l'erano cercata. Avevano perso tutta la mia compassione nel momento in cui mi avevano spinta a forza dentro quel furgone.
Rientrai alla Sacca del Diavolo correndo e mi feci largo nella calca intorno al palco. I Serpentine continuavano ad andare forte; in quel momento stavano suonando una canzone d'amore dal ritmo trascinante e il pubblico era in visibilio. Non sapevo come fare uscire Cappello da Cowboy dalla Sacca del Diavolo, ma conoscevo una persona che mi avrebbe aiutata a svuotare l'intero locale.
Scott! Urlai con la mente, ma fu inutile. La musica assordante gli impediva di sentirmi. O forse non avvert il mio grido perch era concentratissimo sulla sua chitarra.
Mi misi in punta di piedi e mi guardai intorno alla ricerca di Vee. Stava venendo verso di me.
Ho cercato di travolgerlo con il mio fascino irresistibile, ma non ha funzionato mi disse. Forse dovrei cambiare taglio di capelli. Si annus le ascelle. Il deodorante sta ancora funzionando.
Ti ha ignorata?
Che di pi non si pu, e non mi ha nemmeno detto il suo nome. Significa che salta anche il nostro appuntamento a quattro?
Torno subito le urlai nelle orecchie, precipitandomi nel vicolo a furia di gomitate. Avevo intenzione di avvicinarmi a Patch quel tanto che bastava per dirgli telepaticamente che costringere a uscire dal locale il nostro amico Nephilim si stava rivelando un'operazione pi difficile del previsto, quando intravidi due figure nell'ombra e mi fermai di colpo: erano in piedi sulla scala sul retro dell'edificio accanto alla Sacca del Diavolo ed erano immersi in un'animata conversazione.
Pepper Friberg e... Dabria.
Dabria era stata un angelo della morte e anche la ragazza di Patch prima che entrambi fossero banditi dal paradiso. Patch mi aveva giurato mille volte che ora i loro rapporti erano noiosissimi e del tutto platonici. Mi aveva detto che la frequentava ancora perch poteva tornargli utile. Per... Dopo aver deciso che ero un ostacolo ai suoi piani di rimettersi con Patch qui sulla Terra, Dabria aveva cercato di uccidermi. Era bellissima, bionda, raffinata. Non l'avevo mai vista con un capello fuori posto, e il suo sorriso riusciva sempre a gelarmi il sangue. Era un angelo caduto che si guadagnava da vivere facendo credere alle sue vittime di poter prevedere il futuro. Era una degli angeli caduti pi pericolosi che conoscessi, e senza dubbio ero ai primi posti nella lista delle persone che odiava.
Mi accostai d'istinto al muro della Sacca del Diavolo. Trattenni il fiato per cinque secondi buoni prima di capire che n Pepper n Dabria mi avessero notato. Mi avvicinai un po, ma senza sfidare la mia buona sorte. Avrebbero avvertito la mia presenza prima che potessi riuscire a carpire una sola parola.
Pepper e Dabria continuarono a sussurrare per qualche minuto, prima che lei si avviasse verso il vicolo buio. Pepper le rivolse un gesto osceno alle spalle. Era solo una mia impressione o sembrava davvero furibondo?
Aspettai che anche Pepper se ne fosse andato prima di uscire dall'ombra e rientrare subito alla Sacca del Diavolo. Trovai Vee nel nostro spar e mi misi a sedere accanto a lei.
Ho bisogno che tutti escano di qui. Subito annunciai.
Vee sbatt le palpebre. Come, scusa?
Se mi mettessi a urlare al fuoco, al fuoco secondo te funzionerebbe?
Mi sembra un metodo un po antiquato, come urlare che  arrivata la polizia. Per io non ho niente contro i metodi antiquati. Ma scusa, che fretta hai? Non mi sembra che i Serpentine facciano schifo fino a questo punto.
Ti spiegher tutto...
Dopo. Vee annu. Come no. Sapevo che l'avresti detto. Se fossi in te urlerei polizia. Scommetto che qui dentro c' parecchia gente che si dedica ad attivit illegali. Urla sbirri e vedrai il fuggi-fuggi.
Mi morsi nervosamente le labbra, non sapevo cosa fare. Sei sicura? Mi sembrava che quel piano avesse ottime possibilit di ritorcersi contro di me. Ma cos'altro potevo fare? Patch voleva fare una chiacchierata con Cappello da Cowboy, e anche secondo me era una buona idea. Per volevo che si spicciasse, cos potevo anche avvertirlo della presenza di Dabria e Pepper.
Sono sicura solo al trentacinque per cento... rispose Vee.
S'interruppe perch un soffio d'aria gelida invase la sala. L per l non capii se il calo improvviso della temperatura fosse dovuto al fatto che qualcuno aveva spalancato le porte d'ingresso, o fosse solo la mia reazione al presentimento che stesse per accadere qualcosa. Qualcosa di molto brutto.
Gli angeli caduti fecero irruzione. Persi il conto dopo essere arrivata a dieci, ma erano moltissimi. Si muovevano con una tale velocit che vedevo solo vortici in movimento. Erano arrivati pronti a combattere; agitavano coltelli e tirapugni d'acciaio in faccia a chiunque si trovasse sul loro cammino. Nel marasma rimasi immobile a guardare due ragazzi Nephilim che cadevano in ginocchio, tentando inutilmente di resistere alla furia degli angeli caduti che pretendevano da loro il giuramento di fedelt.
Un angelo magrissimo e pallido come la luna avvolse il braccio intorno al collo di una ragazza Nephilim con tanta furia da spezzarglielo nel mezzo di un urlo disperato.
Anche a me venne voglia di urlare quando vidi il sangue schizzare sulle pareti. La sensazione di avere gi assistito a quella scena mi paralizzava, togliendomi il fiato.
L'angelo era solo un ragazzino. Sembrava ancora pi giovane di me. L'avevo gi visto, ne ero certa. Ma...
Dove?
Cercai di ricordare dove avessi gi incontrato quel viso. Frugai disperatamente nella memoria. Mi sembrava di rivederlo con un'espressione spaventata in volto. No, non spaventata: arrabbiata. Indossava un mantello nero con il cappuccio. No, forse stavo pensando a qualcun altro...
Non riuscendo a ricordare niente di preciso cominciai a dubitare di averlo gi visto. Forse la sensazione di dj vu era dovuta all'impressione prodotta da un sogno, o alla mia fantasia. Non ero pi sicura di niente. Il locale era buio, illuminato a sprazzi dalle luci stroboscopiche, e non riuscivo a mettere a fuoco nessun particolare. L'angelo caduto esamin la ragazza con il collo spezzato, che dalla distanza a cui mi trovavo mi assomigliava in modo inquietante. Stessi capelli lunghi e ricci; stessa corporatura e altezza.
Studi attentamente il suo viso, emise un grido di impazienza rabbiosa e le lasci cadere la testa. I suoi occhi gelidi percorsero la folla ed ebbi la sensazione che stesse cercando la sua prossima vittima.
Dobbiamo andarcene di qui ansim Vee stringendomi la mano con una tale violenza da risvegliarmi dalla mia trance. Muoviti.
Prima che mi potessi chiedere se anche Vee avesse visto l'angelo caduto spezzare il collo della ragazza - e se l'aveva visto come faceva a essere cos calma - mi spinse tra la folla.
Non voltarti mi strill all'orecchio e sbrigati.
Sbrigarsi, s, certo. Il problema era che un altro centinaio di persone si stava catapultando verso l'uscita. In pochi secondi la folla si era trasformata in una calca impazzita di gente che spingeva alla cieca e si azzuffava per raggiungere l'esterno. I Serpentine avevano smesso di suonare a met di una canzone. Non c'era tempo di tornare indietro per cercare Scott. Potevo solo sperare che fosse scappato dall'ingresso per gli artisti.
Vee mi stava alle calcagna e mi spintonava cos spesso che mi chiesi se mi stesse proteggendo. Non sapeva che sarebbe toccato a me proteggerla se gli angeli caduti ci avessero raggiunto. Nonostante la mia unica - per quanto devastante - seduta di allenamento con Dante quella mattina, ero convinta di non avere nessuna possibilit di riuscirci.
All'improvviso mi venne la folle tentazione di tornare dentro a combattere. I Nephilim avevano dei diritti. Io avevo dei diritti. I nostri corpi non appartenevano agli angeli caduti. Non potevano possederci. Non avevo esitato a promettere agli arcangeli di porre fine alla guerra, ma c'erano in gioco anche i miei interessi. Volevo la guerra e la libert, per non dovermi mai mettere in ginocchio e cedere il mio corpo a qualcun altro.
Ma come potevo avere ci che volevo e al tempo stesso placare gli arcangeli?
Finalmente Vee e io uscimmo nell'aria fredda della notte. La folla sciam in strada disperdendosi nel buio. Senza nemmeno fermarci a riprendere fiato corremmo verso la Neon.

7
Vee inchiod bruscamente nel vialetto d'ingresso della fattoria e spense lo stereo.
Troppe cose pazzesche per una sola serata sbuff. Ma cosa gli  preso a tutti? Sembrava una scena dei Ragazzi della 56 strada.
Fino a quel momento avevo trattenuto il fiato; espirai piano, sollevata. Vee non era fuori di testa, non gesticolava come una pazza, non menzionava colli spezzati. Per fortuna non aveva assistito al peggio. Ma se non l'hai nemmeno visto!
S invece! Matt Dillon era un vero figo prima di invecchiare.
Tra noi cal un silenzio opprimente.
Okay, basta con le stronzate attacc Vee. Non  il momento di parlare del pi e del meno. Spara. Quando mi vide esitare aggiunse: L dentro  successo qualcosa di grosso. Ti ho visto uscire e rientrare alla Sacca del Diavolo. Poi, all'improvviso, ti salta in mente di fare uscire tutti. Questa volta, tesoro, mi devi una spiegazione.
La faccenda si complicava. Morivo dalla voglia di raccontare a Vee tutta la verit, ma per la sua sicurezza era fondamentale che credesse alle bugie che stavo per raccontarle. Se Cappello da Cowboy e i suoi amici avevano davvero intenzione di frugare nella mia vita privata, prima o poi avrebbero scoperto che Vee era la mia migliore amica. Non potevo sopportare l'idea che la interrogassero o la minacciassero, ma se fosse successo volevo che le sue risposte fossero convincenti. Ma soprattutto, volevo che Vee dicesse, senza nessuna esitazione, che tra me e Patch non c'era pi niente. Volevo gettare acqua sul fuoco prima che l'incendio sfuggisse al mio controllo.
Quando ero seduta al bancone,  arrivato Patch ed  stato orribile cominciai a bassa voce. Era... ubriaco. Ha detto un sacco di idiozie, mi sono rifiutata di andare via con lui e lui  passato alle mani.
Porca puzzola comment Vee con un filo di voce.
Il buttafuori ha cacciato Patch dal locale.
Caspita. Non so che dire. Cosa significa questa storia?
Strinsi le mani in grembo, le aprii, le strinsi ancora. Tra me e Patch  finita.
Finita finita?
Pi di cos non si pu.
Vee si avvicin e fece per abbracciarmi. Apr la bocca per dire qualcosa, mi guard in faccia e cambi idea. Non lo dir, ma sai che lo penso.
Gli occhi mi si riempirono di lacrime. Il sollievo che leggevo negli occhi di Vee mi faceva sentire ancora pi in colpa. Ero una pessima amica. Me ne rendevo conto, ma non sapevo come rimediare. Mi rifiutavo di esporre Vee a gravi pericoli.
Ma cosa c'entra il tizio con la camicia di flanella?
Quello che non sa non pu causarle nessun male. Prima che lo buttassero fuori Patch mi ha detto di stare alla larga da lui. Mi ha spiegato che lo conosce e che  un poco di buono. Per questo ti ho chiesto di scoprire il suo nome. Non la finiva pi di tenermi gli occhi addosso e mi sono innervosita. Non volevo che mi seguisse fino a casa, se era quella la sua intenzione, quindi ho deciso di far scoppiare il caos, Volevo uscire dalla Sacca del Diavolo facendo in modo che non ci vedesse e non ci seguisse,
Vee sbuff. Hai lasciato Patch, va bene, ti credo. Ma quest'altra storia  davvero inverosimile.
Trasalii. Vee...
Alz una mano per fermarmi. Ho capito. Hai i tuoi segreti, e un giorno o l'altro ti deciderai a dirmi cosa cavolo sta succedendo. E io far lo stesso con te. Sollev un sopracciglio con aria misteriosa. Proprio cos. Non sei la sola ad avere dei segreti. Ti racconter tutto quando verr il momento.
La fissai sbalordita. Non mi aspettavo che la conversazione prendesse una piega simile. Hai dei segreti? Quali segreti?
Segreti da urlo.
Vuota il sacco!
Guarda qui fece Vee picchiettando con un dito l'orologio del cruscotto. E scattata l'ora del tuo coprifuoco.
Rimasi immobile, a bocca aperta. Non posso credere che tu mi nasconda qualcosa.
E io non posso credere che tu sia tanto ipocrita.
Non abbiamo finito mormorai con riluttanza aprendo la portiera.
Non  piacevole stare dall'altra parte della barricata, eh?
Augurai la buonanotte alla mamma, poi mi chiusi a chiave in camera mia e telefonai a Patch. Quando Vee e io eravamo scappate dalla Sacca del Diavolo il furgone Chevrolet marrone non era pi parcheggiato accanto al marciapiedi. Pensai che Patch se ne fosse andato prima dell'attacco a sorpresa degli angeli caduti, altrimenti, se avesse pensato che fossi in pericolo, si sarebbe precipitato dentro, ma ero pi curiosa di chiedergli se aveva acciuffato Cappello da Cowboy. Magari, proprio in quel momento, stavano facendo quelle famose quattro chiacchiere. Mi chiesi se Patch avesse optato per le domande o le minacce. Forse entrambe le cose.
Rispose la segreteria telefonica, cos riagganciai. Lasciare un messaggio mi sembrava troppo rischioso. Comunque avrebbe visto la chiamata senza risposta e avrebbe saputo che l'avevo cercato. Sperai che sarebbe venuto da me quella sera, come aveva promesso. Sapevo che la nostra lite era una messinscena, ma avevo bisogno di essere rassicurata e di sentirmi dire che non era cambiato niente. Ero scossa, volevo la certezza che tra noi le cose non fossero cambiate.
Composi ancora una volta il numero di Patch, non si sa mai, poi andai a letto sebbene mi sentissi terribilmente agitata.
Il giorno dopo era marted. Cheshvan sarebbe cominciato con la luna nuova.
Stando alle scene raccapriccianti a cui avevo appena assistito, avevo la sensazione che gli angeli caduti stessero contando i minuti che li separavano dal momento in cui avrebbero potuto scatenare la loro ira
Mi svegliai per uno scricchiolio del parquet. I miei occhi si abituarono rapidamente al buio e mi ritrovai a fissare due forti gambe muscolose avvolte in pantaloni da ginnastica blu.
Dante? bisbigliai allungando una mano verso il comodino per cercare a tentoni la sveglia. Mmm... Che ore sono? Che giorno ?
Marted mattina annunci lui. Sai cosa significa. Una tuta da ginnastica appallottolata mi atterr in faccia. Ci vediamo fuori, nel vialetto, quando vuoi.
Davvero?
Sorrise e, per un attimo, i suoi denti luccicarono nel buio. Non riesco a credere che tu l'abbia bevuta. Farai meglio a trascinarti fuori dal letto in meno di cinque minuti.
Uscii dopo cinque minuti esatti, rabbrividendo all'aria fredda di met ottobre. Un vento leggero trascinava con s le foglie non ancora cadute e faceva ondeggiare i rami. Mi stirai le gambe e Iniziai a saltare per riattivare la circolazione.
Stammi dietro ordin Dante prima di mettersi a correre verso il bosco.
L'idea di girovagare nel bosco da sola con lui mi innervosiva ancora, ma cercai di ragionare: se avesse voluto farmi del male avrebbe potuto approfittarne con tutto comodo il giorno precedente. Quindi gli stetti dietro, cercando di veder comparire il lampo bianco che a tratti segnalava la sua presenza. Ci vedeva molto meglio di me, dovevo riconoscerlo. Io ogni tanto inciampavo su tronchi rovesciati, centravo una pozzanghera e andavo a sbattere con la testa sui rami bassi, mentre lui non metteva mai un piede in fallo. Ogni volta che sentivo la sua risata divertita, pi efficace di un rimprovero, scattavo di nuovo in piedi decisa a farlo precipitare da un burrone alla prima opportunit. Intorno a noi ce n'erano parecchi. Dovevo solo avvicinarmi quel tanto che bastava per dargli una spinta.
Finalmente Dante si ferm. Quando lo raggiunsi era comodamente disteso su un grande masso, con le mani intrecciate dietro la nuca. Si era tolto i pantaloni della tuta e la giacca a vento, rimanendo con i pantaloncini che gli arrivavano alle ginocchia e una maglietta attillata. A parte il lieve sollevarsi e abbassarsi del petto, non avrei mai detto che avesse corso per almeno quindici chilometri, in salita.
Mi arrampicai sul masso e crollai accanto a lui. Acqua ansimai cercando di riprendere fiato.
Dante si sollev su un gomito e mi sorrise. Neanche per sogno. Ho intenzione di prosciugarti fino all'osso. L'acqua produce lacrime, e le lacrime sono una cosa che proprio non sopporto. E quando vedrai che cosa ho in programma per la prossima parte dell'allenamento ti verr voglia di piangere. Per mia fortuna non sarai in grado di farlo.
Mi prese sotto le ascelle e mi costrinse a rialzarmi. L'alba stava cominciando a illuminare l'orizzonte, dipingendo nel cielo sfumature di un rosa glaciale. In piedi sul masso uno accanto all'altra ammirammo il paesaggio che si estendeva sotto i nostri occhi per chilometri e chilometri. I sempreverdi, abeti e cedri, formavano un foltissimo tappeto che ci circondava in tutte le direzioni, adagiato sulle colline e sul fondo di un burrone che tagliava in due il paesaggio.
Scegline uno ordin Dante.
Uno di cosa?
Un albero. Potrai tornare a casa solo dopo averlo sradicato.
Fissai la distesa di alberi sbattendo le palpebre. Erano quasi tutti vecchi di cent'anni, con tronchi alti come tre pali del telefono. Mi cadde la mascella. Dante...
Corso intensivo di sollevamento pesi. Mi diede un colpetto sulla schiena per farmi coraggio, poi torn a distendersi sul masso. Sar molto divertente.
Ti odio.
Scoppi a ridere. Aspetta a dirlo. Vedrai come ti sentirai tra un'ora...
Un'ora dopo avevo esaurito tutte le mie energie - oltre che fiaccato la mia anima - nel tentativo di sradicare un cedro bianco molto testardo che si rifiut a tutti i costi di collaborare. Ero riuscita solo a farlo pendere leggermente da una parte, per il resto era ancora uno stupendo e rigoglioso esemplare. Avevo cercato di spingerlo, di scavare intorno al tronco, di sottometterlo alla mia volont a furia di calci, di tempestarlo di inutili pugni rabbiosi. Dire che avesse vinto lui era un eufemismo. E per tutto il tempo Dante era rimasto arroccato sul masso a sbuffare, ridere e ricoprirmi di commenti al vetriolo.
Mi raggiunse a passi lenti, con un sorriso appena accennato e odiosissimo che gli increspava gli angoli della bocca. Si gratt un gomito. Allora, comandante del grande e potente esercito Nephilim, ce l'hai fatta?
Il sudore mi scorreva a rivoli sul viso, mi gocciolava dal naso e dal mento. I palmi delle mani e i gomiti erano graffiati e coperti di sangue, avevo preso una storta alla caviglia e ogni singolo muscolo del mio corpo era in preda a dolori atroci. Afferrai la maglietta di Dante sul davanti e la usai per asciugarmi il sudore. Poi mi ci soffiai il naso.
Dante fece un passo indietro a mani alzate. Ehi, ehi, calma.
Gesticolai verso l'albero che avevo scelto. Non ce la faccio ammisi singhiozzando. Queste imprese non fanno per me. Non sar mai forte come te o come gli altri Nephilim. Mi tremavano le labbra per la delusione e la vergogna.
La sua espressione si addolc. Adesso fa un respiro profondo. Sapevo che non ci saresti riuscita. L'ho fatto apposta. Ho voluto affidarti un compito impossibile perch cos, quando ci riuscirai, potrai guardarti indietro e capire quanta strada hai fatto.
Lo fissai mentre il sangue mi ribolliva nelle vene.
Che c', Nora?
Che c'? Che c'! Ma sei pazzo? Oggi devo andare a scuola. Ho una verifica da preparare! Credevo di rinunciare per un motivo valido e adesso vieni a dirmi che questa fatica bestiale  servita solo a darmi una lezione? Be, adesso la lezione te la do io. Basta! Non sono stata io a chiederti di essere il mio personal trainer. Questa storia degli allenamenti  stata una tua idea. Finora hai deciso tutto tu, ma adesso tocca a me. E io dico BASTA! Sapevo di essere disidratata e forse nemmeno lucida, ma ne avevo abbastanza. Certo, volevo diventare pi resistente e pi forte, volevo imparare a difendere me stessa. Ma eravamo arrivati al ridicolo. Sradicare un albero? Ce l'avevo messa tutta e lui era stato a guardare e sghignazzare sapendo fin dall'inizio che non ce l'avrei fatta.
Sembri proprio inferocita disse accigliandosi e strofinandosi il mento, perplesso.
Davvero?
Prendila come una dimostrazione. Come una valutazione delle tue capacit.
Ah, s? E tu valuta questo. Gli mostrai il dito medio.
Stai veramente esagerando. Te ne rendi conto, vero?
Certo, tra due ore, forse, me ne sarei resa conto. Dopo aver fatto una doccia, bevuto per recuperare i liquidi che avevo perso ed essere tornata a letto barcollando come uno zombie. Cosa che, pur desiderandola con tutte le mie forze, non potevo fare perch dovevo andare a scuola.
Sei il comandante del nostro esercito aggiunse Dante. Sei anche una Nephilim intrappolata in un corpo umano. Devi allenarti pi di tutti noi, perch parti svantaggiata. Non ti aiuterei se ti riservassi un trattamento soft.
Mezzo accecata dal sudore lo fulminai con lo sguardo. Ti  mai passato per la testa che non voglio questo incarico? Che forse non voglio fare il comandante?
Si strinse nelle spalle. Non ha nessuna importanza. Ormai  fatta. Non ha senso immaginare situazioni diverse dalla realt.
Mi caddero le braccia. Perch non mi rubi il posto organizzando un colpo di Stato? borbottai scherzando solo a met. Per quanto ne sapevo, Dante non aveva motivo di desiderare che io rimanessi al potere e lasciarmi viva. Saresti un milione di volte meglio di me. E a te importa sul serio.
Continu a strofinarsi il mento. Be, visto che mi hai dato l'idea...
Non  divertente, Dante.
Smise di sorridere. No, non lo . Se conta qualcosa, ho giurato a Hank di aiutarti. Sto rischiando quanto te. Non vengo a buttarli gi dal letto tutte le mattine per guadagnarmi qualche punto karma. Sono qui perch per me  vitale che tu vinca. La mia vita dipende da te.
Finalmente capii. Mi stai dicendo che se non vado in guerra e non vinco morirai?  questo che hai giurato?
Fece un lungo, lento sospiro prima di rispondere. S.
Chiusi gli occhi e mi massaggiai le tempie. Avrei preferito che tu non me lo dicessi, davvero.
Ti senti forse sotto stress?
Mi appoggiai al masso per lasciarmi accarezzare dalla brezza. Respira a fondo. Se non fossi riuscita a guidare l'esercito di Hank non solo avrei ucciso mia madre: se non avessi vinto avrei condannato a morte anche Dante. E la pace? Cosa ne sarebbe stato della mia promessa agli arcangeli?
Maledetto Hank! Era tutta colpa sua. Se da morto non era finito dritto all'inferno, significava che non c'era giustizia, n in questo mondo n nell'altro.
Lisa Martin e gli altri Nephilim di pi alto rango vogliono incontrarti di nuovo mi annunci Dante. Ho cercato di prendere tempo, perch so che non sei decisa a muovere guerra, ma temo la loro reazione. Dobbiamo fare in modo che ti lascino il potere. Per farlo, dobbiamo convincerli che i tuoi desideri siano in sintonia con i loro.
Non voglio incontrarli, non ancora mormorai come un automa. Continua a prendere tempo. Avevo bisogno di riflettere. Qual era la minaccia pi grave? Gli arcangeli scontenti o i Nephilim ribelli?
Vuoi che riferisca che per il momento preferisci comunicare con loro attraverso di me?
S confermai con gratitudine. Fa qualsiasi cosa pur di ritardare l'incontro.
A proposito, ho sentito della tua falsa rottura con Patch. Evidentemente ieri sera avete dato spettacolo. I Nephilim l'hanno bevuta.
Tu no, per.
Patch mi aveva avvertito. Mi si rizz l'occhio. Ma non l'avrei bevuta comunque. Vi ho visti insieme: il sentimento che vi lega non pu morire cos. Tieni disse porgendomi una bottiglia con la scritta Cool Blue Gatorade. Bevila tutta. Hai perso molti liquidi.
Svitando il tappo gli feci un cenno di gratitudine e bevvi con avidit. Il liquido mi scese in gola e si condens all'istante chiudendomi l'esofago. Provai un senso di calore alla gola, che scese a riscaldarmi tutto il corpo. Mi chinai, tossendo e respirando affannosamente-
Che cos' questa roba? boccheggiai.
Idratazione post allenamento rispose, ma senza guardarmi negli occhi.
Mi sentivo ancora soffocare, avevo i polmoni contratti da spasmi dolorosi Ma., pensavo fosse Gatorade. C' scritto cos sulla bottiglia!
Dal suo viso scomparve ogni traccia di emozione.  per il tuo bene mormor. Poi schizz via, correndo cos veloce che la sua sagoma si trasform in una specie di scia.
Ero ancora piegata in due e avevo l'impressione che i miei organi interni si stessero lentamente sciogliendo. Lampi di un azzurro elettrico mi danzavano davanti agli occhi. Il mondo cominci a pendere verso sinistra... poi verso destra. Stringendomi la gola con la mano cercai di incamminarmi, temendo che se fossi svenuta nel bosco nessuno mi avrebbe mai pi trovata.

8
Barcollando, passo dopo passo riuscii a uscire dal bosco. Quando arrivai alla fattoria la sensazione che un incendio fosse divampato nelle mie viscere era quasi del tutto scomparsa. Il ritmo del respiro era tornato normale, ma non si era placato il senso di allarme. Cosa mi aveva fatto bere Dante? E... perch?
Al collo portavo una chiave appesa a una catenina, che usai per entrare in casa. Mi tolsi le scarpe e sgattaiolai al piano superiore passando in silenzio davanti alla stanza della mamma. Sul mio comodino l'orologio segnava le sette meno dieci. Prima che Dante entrasse nella mia vita era l'ora in cui mi alzavo. Di solito mi svegliavo piena di energie, ma quella mattina ero esausta e preoccupata. Presi degli abiti puliti e mi infilai nel bagno per fare una doccia e prepararmi per andare a scuola.
Alle otto meno dieci svoltai nel parcheggio per gli studenti a bordo della Volkswagen e raggiunsi a piedi la scuola, un imponente edificio grigio che assomigliava a una vecchia chiesa protestante. Entrai, buttai le mie cose nell'armadietto, presi i libri necessari alle prime due lezioni e mi diressi verso l'aula. Avevo lo stomaco contratto per la fame, ma ero troppo sconvolta per mangiare. Sentivo ancora quella bevanda blu nuotare dentro di me.
Alla prima ora avevo storia americana. Mi misi a sedere e controllai i messaggi sul cellulare. Ancora nessun segno di vita da parte di Patch. Tutto okay, mi dissi, forse ha avuto un imprevisto.
Per non potevo ignorare la sensazione che ci fosse qualcosa che non andava. La sera precedente Patch mi aveva detto che sarebbe passato da me, e non era da lui non mantenere una promessa. Soprattutto perch sapeva che sarei stata sconvolta a causa della nostra finta rottura.
Stavo per mettere via il cellulare quando mi arriv il trillo di un messaggio. Vediamoci al fiume wentworth tra 30 min, mi scriveva Patch. stai bene? Risposi immediatamente. s. ci vediamo al molo, accertati di non essere seguita.
Quell'orario mi creava qualche problema, perch in teoria avrei dovuto essere a scuola, per dovevo a tutti i costi andare all'appuntamento con Patch. Diceva di stare bene, ma non mi aveva convinta. Se era cos perch mi chiedeva di uscire da scuola e perch dovevamo vederci al molo, che era molto lontano?
Mi avvicinai alla cattedra della professoressa. Scusi, signora Warnock, non mi sento bene. Posso andare a stendermi in infermeria?
La signora Warnock si tolse gli occhiali e mi squadr da capo a piedi. Va tutto bene, Nora?
E quel periodo del mese... le sussurrai. Avrei potuto essere meno originale?
Sospir. Se ricevessi cinque centesimi tutte le volte che mi tocca sentire questa scusa...
Non glielo chiederei, ma i crampi sono davvero insopportabili. Pensai di appoggiare la mano sul ventre, ma rinunciai per non esagerare.
Alla fine mi disse: Fatti dare un analgesico dall'infermiera, ina appena ti senti meglio torna in classe. Oggi cominciamo il capitolo sul partito repubblicano fondato da Jefferson. Se non hai una persona fidata che ti possa prestare gli appunti ti serviranno due settimane per metterti in pari.
Annuii vigorosamente. Non so davvero come ringraziarla.
Uscii dall'aula come una scheggia, scesi a balzi una rampa di scale, poi, guardandomi intorno nel corridoio per verificare che il vicepreside non fosse nei paraggi, scappai da un ingresso secondario.
Mi fiondai a bordo della Volkswagen e partii schiacciando l'acceleratore a tavoletta. Questa era la parte facile, naturalmente. Tornare in classe senza un permesso firmato dall'infermiera avrebbe richiesto come minimo una magia. Nessun problema, mi dissi. Nel peggiore dei casi avrebbero scoperto che mi ero allontanata senza permesso e mi avrebbero messa in punizione per la settimana successiva: sarei stata costretta ad andare a scuola un'ora prima.
Se avevo bisogno di una scusa per stare lontana da Dante, del quale non mi fidavo pi, quella della punizione era pi che valida.
Il sole splendeva e il cielo era dell'azzurro lattiginoso tipico dell'autunno, ma l'aria frizzante mi penetr implacabile nel giubbotto senza maniche, ricordandomi che l'inverno era alle porte. Il parcheggio da cui si accedeva ai moli era deserto. In giro non si vedeva nemmeno un pescatore. Dopo aver parcheggiato mi accucciai per qualche minuto tra i cespugli che delimitavano il parcheggio per accertarmi di non essere stata seguita. Poi mi avviai sul sentiero lastricato che conduceva ai moli. Capii subito perch Patch aveva scelto questo luogo: a parte qualche uccellino che gorgheggiava, eravamo completamente soli.
Sull'ampio fiume si estendevano tre moli per le barche, ma non vidi nessuna imbarcazione. Camminai fino al termine della prima rampa, proteggendomi gli occhi dal sole per guardarmi in giro. Nessun segno di Patch.
Mi trill il cellulare.sono nel BOSCHETTO in fondo al SENTIERO, scriveva Patch.
Seguii il sentiero, oltrepassando i moli, e mi diressi al boschetto.
Proprio in quell'istante Pepper Friberg sbuc da dietro un albero. Aveva il cellulare di Patch in una mano e una pistola nell'altra. Il mio sguardo si fiss sull'arma e involontariamente feci un passo indietro.
Non  in grado di ucciderti, ma una ferita d'arma da fuoco pu essere terribilmente dolorosa minacci. I suoi pantaloni di poliestere avevano la vita troppo alta e la camicia gli pendeva storta perch se l'era abbottonata male. Eppure, nonostante l'aspetto buffo, sentii che il suo potere mi avvolgeva come un bruciante raggio di sole. Era molto pi pericoloso di quanto sembrasse.
Me lo dici per esperienza? ribattei.
I suoi occhi saettarono sul sentiero, in entrambe le direzioni. Si asciug la fronte con un fazzoletto bianco; il sudore era una prova di quanto fosse nervoso. Un'altra erano le unghie mangiucchiate. Se sai cosa sono, e scommetto che Patch te l'ha detto, sai benissimo che non posso provare dolore.
So che sei un arcangelo, e so che non hai giocato secondo le regole. Patch mi ha detto che conduci una doppia vita, Pepper. Un potentissimo arcangelo che finge di essere un umano. Con i tuoi poteri puoi permetterti di fare qualsiasi cosa. Cosa vuoi? Denaro? Potere? Divertirti?
Ti ho gi detto quello che voglio: Patch. Nuove gocce di sudore gli imperlarono la fronte. Non riusciva ad asciugarselo abbastanza in fretta. Perch non vuole vedermi?
Mmm... perch lo vuoi incatenare all'inferno. Feci un rabbioso gesto del mento verso il cellulare che Pepper teneva in mano. Bel trucchetto, trascinarmi qui usando il suo telefono. Come l'hai avuto?
Gliel'ho preso ieri sera alla Sacca del Diavolo. L'ho trovato nascosto in un furgone marrone parcheggiato davanti all'ingresso, dall'altra parte della strada.  scappato prima che riuscissi a mettergli le mani addosso, ma nella fretta si  dimenticato di prendere le sue cose, cellulare compreso. Dentro c'erano tutti i suoi contatti. Ho chiamato e mandato messaggi per tutta la mattina cercando di trovarti.
Dentro di me tirai un sospiro di sollievo. Patch gli era sfuggito. Se mi hai trascinata qui per farmi il terzo grado, ti  andata male. Non ho idea di dove sia. Non gli parlo da ieri. Anzi, sembra proprio che l'ultimo a vederlo sia stato tu.
Le sue orecchie da Dumbo si tinsero di rosa. Perbacco, che tono minaccioso. Per chi mi hai preso? Per un delinquente qualsiasi?
Se non hai domande da farmi perch mi hai trascinata qui con l'inganno? Fino a quel momento era stata una conversazione abbastanza tranquilla, ma mi sentivo sempre pi nervosa. Non mi fidavo delle patetiche buffonate di Pepper. Erano sicuramente uno stratagemma.
Vedi quella barca laggi?
Seguii lo sguardo di Pepper fino all'altra riva del fiume. Uno scintillante motoscafo bianco rollava sulla superficie dell'acqua. Elegante, costoso, e probabilmente anche molto veloce. Bello. Hai in programma un viaggetto? chiesi cercando di nascondere la mia preoccupazione.
S. E tu verrai con me.

9
Ti ho dato la possibilit di cavartela facilmente, ma sto perdendo la pazienza aggiunse Pepper. Si infil la pistola nella cintura dei pantaloni, liberando entrambe le mani per asciugarsi la fronte sudata. Se non riesco a prendere Patch sar lui a dover venire da me.
Capii cos'aveva in mente. Vuoi rapirmi? Allora non sei un delinquente qualsiasi, Pepper. Criminale sociopatico sembra una definizione pi vicina alla realt.
Si allent il colletto della camicia e fece una smorfia. Patch deve fare una cosa per me. Un piccolo... favore. E tutto. Una cosa da niente, davvero.
Avevo la sensazione che nel favore fosse inclusa una passeggiata all'inferno con Pepper, che poi avrebbe chiuso i cancelli alle spalle di Patch. Un modo come un altro per liberarsi di un ricattatore.
Io sto dalla parte dei buoni continu Pepper. Sono un arcangelo, pu fidarsi di me. Avresti dovuto dirglielo che di me poteva fidarsi.
Il modo pi veloce di ridurre a zero la sua fiducia nei tuoi confronti  rapirmi. Pensaci, Pepper. Davvero credi che rapirmi convincer Patch a collaborare?
Continu ad armeggiare con il colletto. Era diventato cos rosso i he assomigliava a un maialino sudato. La mia situazione non  facile come sembra. Non ho alternative, lo capisci?
Sei un arcangelo, Pepper, eppure te ne vai in giro sulla Terra con una pistola e la usi per minacciarmi. Non credo che tu sia innocuo. E non credo neanche che tu abbia buone intenzioni nei confronti di Patch. Gli arcangeli non si fermano a lungo sulla Terra. E non prendono ostaggi. Sai cosa penso? Che tu sia su una brutta strada.
Sono qui per un incarico... preciso. Non sono cattivo, ma devo prendermi certe... libert.
Accidenti! Sono quasi tentata di crederti.
Ho un lavoro per il tuo ragazzo che solo lui pu fare. Non voglio rapirti, sei stata tu a forzarmi la mano. Mi serve l'aiuto di Patch, e subito. Avviati con calma verso il motoscafo. Se fai movimenti bruschi ti sparo.
Pepper fece un gesto e, obbediente, il motoscafo scivol sull'acqua fino a raggiungere la rampa pi vicina. Patch non mi aveva spiegato che gli arcangeli possono dare ordini agli oggetti. La sorpresa non mi piacque, e mi chiesi fino a che punto quel potere avrebbe complicato il mio tentativo di fuga.
Te l'ho gi detto, Patch non  pi il mio ragazzo insistetti. Adesso sto con Dante Matterazzi. L'avrai sentito nominare, no? Lo conoscono tutti. Patch fa parte del mio passato.
Scopriremo presto se  vero, allora. Cammina adesso, o ti sparo a un piede.
Sollevai le braccia e mi avviai alla rampa. Con un po di ritardo pensai che avrei dovuto mettere il giubbotto di jeans con microspia. Se Patch avesse saputo dov'ero sarebbe venuto a salvarmi. Forse aveva inserito una microspia anche nel gilet imbottito che indossavo adesso, ma non potevo contarci. E, visto che non sapevo dove Patch fosse, e nemmeno se stesse bene, non potevo fare affidamento su di lui.
Sali sulla barca ordin Pepper. Prendi la cima che trovi sul sedile e legati le mani alla battagliola.
Fai davvero sul serio commentai cercando di prendere tempo. Il mio sguardo corse agli alberi che fiancheggiavano il fiume. Se riuscivo a raggiungerli avrei potuto nascondermi. Le pallottole di Pepper sarebbero riuscite pi facilmente a centrare gli alberi che me.
A una cinquantina di chilometri da qui ho un bel magazzino che aspetta solo te. Quando ci arriveremo, far una telefonata al tuo innamorato. Vedremo se riusciamo a metterci d'accordo. Se giura di occuparsi di una faccenda per conto mio,  possibile che tu riesca a rivedere lui, la tua famiglia e i tuoi amici.
Come farai a chiamarlo? Il suo cellulare ce l'hai tu.
Pepper aggrott la fronte. A questo non aveva pensato. Forse potevo sfruttare la sua disorganizzazione a mio vantaggio. Allora dovremo aspettare che sia lui a chiamare noi. Per il tuo bene, spero che non ci metta molto.
Salii sul motoscafo con riluttanza. Presi la cima e cominciai ad annodarla. Non riuscivo a credere che Pepper fosse cos stupido. Era davvero convinto che una banalissima corda sarebbe bastata a trattenermi?
Pepper rispose a quella domanda quasi mi avesse letto nel pensiero. Se credi di riuscire a scappare, devo avvertirti che quella cima e magica. Sembra uguale a tutte le altre ma  pi forte dell'acciaio. I i non appena ti sarai legata i polsi la stregher ulteriormente. Se cerchi anche solo di strattonarla per liberarti ti fulminer con una scarica elettrica da duecento volt.
Cercai di non perdere la calma. E un trucchetto degli arcangeli?
Diciamo solo che ho pi poteri di quanto immagini.
Pepper mise una delle sue corte gambette all'interno del motoscafo, appoggiando il piede sul sedile del conducente. Prima i he riuscisse a entrare anche con l'altra gamba mi buttai contro il fianco dell'imbarcazione, facendola oscillare e allontanare dalla rampa. Pepper aveva un piede fuori e uno dentro, e lo spazio tra le sue gambe diventava sempre pi ampio.
Reag all'istante. Schizz in aria, sollevandosi a pi d'un metro dal motoscafo. Stava volando. Quando avevo deciso di fargli perdere l'equilibrio avevo dimenticato che aveva le ali. Pertanto tutto quello che ottenni fu di farlo inferocire.
Mi tuffai in acqua, nuotando a grandi bracciate verso il centro del fiume e sentendo dietro di me una serie di spari nell'acqua.
Poi sentii un tonfo alle mie spalle e capii che Pepper si era buttato tra le onde. Mi avrebbe raggiunto in pochi secondi e probabilmente avrebbe messo in atto la minaccia di spararmi a un piede; forse avrebbe fatto anche di peggio. Non ero forte come un arcangelo, ero una Nephilim e mi ero allenata con Dante... solo due volte! Decisi di fare una cosa incredibilmente stupida, o incredibilmente coraggiosa.
Piantai i piedi sul letto sabbioso del fiume e mi proiettai verso l'alto con tutta la forza che avevo, schizzando fuori dall'acqua. Con mia enorme sorpresa balzai pi in alto del previsto e mi trovai sopra le cime degli alberi che fiancheggiavano il fiume. Riuscivo a guardarmi intorno per chilometri e chilometri, oltre fattorie e campi, fino all'autostrada punteggiata di automobili e trattori grandi come granelli di polvere. Oltre l'autostrada vidi anche Coldwater, un agglomerato di case, negozi e parchi.
Purtroppo, per, persi velocit altrettanto in fretta. Il mio stomaco fece una capriola e l'aria cominci a fischiarmi nelle orecchie quando invertii la direzione. Il fiume mi corse incontro. Mi venne la tentazione di agitare freneticamente le braccia, ma fu come se il mio corpo non potesse tollerare quella scompostezza. Si rifiut di compiere qualsiasi gesto che non fosse efficiente e aggraziato. Cos atterrai sulla rampa, i miei piedi la sfondarono e all'improvviso mi ritrovai di nuovo in acqua.
Altri proiettili mi fischiarono accanto. Emersi dai detriti, mi issai sulla riva e filai verso gli alberi. Due mattine passate ad allenarmi nel buio mi avevano preparato all'impresa, ma non spiegavano come riuscissi a correre alla stessa velocit di Dante. Gli alberi si trasformarono in un movimento verde che mi dava le vertigini, mentre i piedi toccavano terra e si sollevavano senza fatica, quasi riuscissero ogni volta ad anticipare la mia mente di qualche secondo.
Corsi a velocit folle sul sentiero, mi catapultai all'interno della Volkswagen e schizzai via dal parcheggio in un lampo. Incredibile: non avevo neanche il fiatone.
Che fosse l'adrenalina? Forse, ma ne dubitavo.
Andai alla Allen's Drug and Pharmacy e parcheggiai la Volkswagen in uno spazio vuoto tra due camion che la nascondevano dalla strada. Poi mi rannicchiai sul sedile, cercando di rendermi invisibile. Ero quasi certa di aver seminato Pepper gi al fiume, ma un po di prudenza non avrebbe guastato. Avevo bisogno di tempo per riflettere. Non potevo tornare a casa e nemmeno a scuola. Ci di cui avevo davvero bisogno era trovare Patch, ma non sapevo come.
Il cellulare squill, riscuotendomi bruscamente dalle mie riflessioni.
Ehi, Grey disse Scott. Vee e io stiamo andando al Taco Hut per pranzo. La domanda del giorno : dove sei? Per tua informazione, ora che (a) hai la patente e (b) sei motorizzata, grazie al sottoscritto, non sei costretta a pranzare alla mensa della scuola.
Ignorai il suo tono scherzoso. Mi serve il numero di Dante. Inviamelo subito per SMS e sbrigati gli risposi. Avevo il cellulare di Dante nella memoria del vecchio cellulare, non su questo.
Si dice per favore.
Ma cos' oggi, la giornata mondiale delle buone maniere?
A cosa ti serve il suo numero? Pensavo che Dante fosse il tuo ra...
Riagganciai e mi sforzai di riflettere sulla situazione. Che cosa sapevo? Che un arcangelo con una doppia vita voleva rapirmi e usarmi come esca per convincere Patch a largii un favore. O a smettere di ricattarlo. O tutt'e due le cose. Sapevo anche che il ricattatore non era Patch.
Che cosa non sapevo? In primo luogo non sapevo dove fosse Patch. Era al sicuro? Si sarebbe messo in contatto con me? Aveva bisogno del mio aiuto?
Dove sei, Patch! Gridai con la mente rivolta all'universo.
Il cellulare mi annunci con un trillo l'arrivo di un nuovo messaggio.
ecco il numero di dante. ho sentito che il cioccolato fa meraviglie per la sindrome premestruale.
Molto divertente sbuffai a voce alta componendo il numero di Dante. Rispose al terzo squillo.
Dobbiamo vederci sibilai.
Se  per via di stamattina...
Ma certo che  per via di stamattina! Cosa cavolo mi hai dato da bere? Ho ingurgitato un liquido sconosciuto, e all'improvviso corro pi veloce di te e riesco a fare salti di quindici metri e sono sicura che la mia vista  di molto superiore ai dieci decimi.
Ti passer. Per rimanere cos dovresti bere il liquido azzurro tutti i giorni.
Il liquido azzurro ha un nome, per caso?
Non voglio parlarne al telefono.
Benissimo. Allora vediamoci.
Al Rollerland tra mezz'ora.
Sbattei le palpebre. Vuoi che ci incontriamo alla pista di pattinaggio?
 mezzogiorno di un giorno feriale. Ci saranno solo mamme e bambini. Cos sar pi facile individuare eventuali spie.
Non sapevo chi secondo Dante avrebbe voluto spiarci, ma una sgradevole sensazione mi annod lo stomaco. Cominciai a sospettare che il liquido azzurro, di qualsiasi cosa si trattasse, fosse una specie di droga. Ne avevo sperimentato gli effetti di persona, mi aveva conferito poteri sovrannaturali. Mi era sembrato di non avere pi limiti, e la mia forza fisica era... infinita. Una sensazione inebriante ma innaturale; soprattutto il fatto che fosse innaturale mi preoccupava moltissimo.
Quando Hank era ancora vivo aveva fatto esperimenti con l'arte diabolica per chiamare in suo aiuto i poteri dell'inferno. Gli oggetti che aveva stregato proiettavano sempre strani bagliori azzurri. Fino a quel momento avevo creduto che quella conoscenza perversa fosse morta insieme a Hank, ma ormai cominciavo a dubitarne. Speravo che il colore della misteriosa bevanda propinatami da Dante fosse solo una coincidenza, ma l'istinto mi diceva che non era cos.
Scesi dalla macchina e percorsi a piedi, in fretta, gli ultimi isolati fino al Rollerland, voltandomi spesso per timore di essere seguita. Non vidi nessuno in impermeabile scuro e occhiali da sole, e neanche persone altissime, una caratteristica tipica dei Nephilim.
Entrai, affittai un paio di pattini misura trentanove e mi misi a sedere su una panchina accanto alla pista. Le luci erano basse e una sfera stroboscopica proiettava raggi luminosi sul pavimento di legno lucido. Gli altoparlanti diffondevano vecchie canzoni di Britney Spears. Come Dante aveva previsto, a quell'ora c'erano solo bambini accompagnati dalle mamme.
Una tensione nell'aria, improvvisamente carica di elettricit, mi annunci che Dante era arrivato. Si sedette accanto a me sulla panchina: indossava eleganti jeans scuri e una polo blu. Non si era tolto gli occhiali da sole, sottraendo cos il suo sguardo alla mia vista. Mi chiesi se si fosse pentito di avermi fatto bere il liquido blu e se si fosse fatto prendere dagli scrupoli. Sperai di s.
Pensi di pattinare? chiese indicando i pattini.
Notai che lui non li aveva. Il cartello all'entrata dice che bisogna affittare i pattini per venire vicino alla pista.
Avresti potuto usare un trucco mentale con il ragazzo al banco.
Mi incupii. Non  il mio modo di fare.
Dante si strinse nelle spalle. Allora non ti godi i vantaggi della tua condizione di Nephilim.
Parlami del liquido blu.
Serve a potenziare la forza fisica.
Fin qui ci ero arrivata. Ma che cosa contiene?
Dante accost la testa alla mia e sussurr: Arte diabolica. Non  terribile come sembra aggiunse per rassicurarmi.
Mi irrigidii, mentre mi si rizzarono i peli della nuca. No, no, no. Io ero convinta che quella stregoneria fosse scomparsa dalla Terra, che fosse morta con Hank. So cos'. E credevo fosse scomparsa.
Dante corrug le sopracciglia scure. Come fai a sapere dell'arte diabolica?
La usava Hank, e anche il suo complice, Chauncey Langeais. Ma quando Hank  morto... Riuscii a fermarmi in tempo. Dante ignorava che ero stata io a uccidere Hank e dire che, se il mio segreto fosse stato svelato i miei rapporti con i Nephilim, Dante compreso, non sarebbero migliorati, era l'eufemismo del secolo. Patch faceva la spia per conto di Hank.
Dante annu. Lo so. Avevano un accordo. Patch ci forniva informazioni sugli angeli caduti.
Non capii se Dante avesse volontariamente omesso di dire che Patch aveva accettato di fare la spia per conto di Hank a condizione che lui mi salvasse la vita. Forse Hank si era tenuto per s quei dettagli.
 stato Hank a parlare a Patch dell'arte diabolica mentii. Patch per mi ha detto che era sparita insieme a Hank. Era convinto che Hank fosse l'unico a sapere come usarla.
Dante scosse la testa. Hank ha incaricato il suo braccio destro, Blakely, di creare dei prototipi. Blakely conosce l'arte diabolica molto pi di Hank. Ha la passato gli ultimi mesi rinchiuso in un laboratorio a stregare coltelli, fruste e tirapugni per trasformarli in armi letali. La sua invenzione pi recente  questa bevanda in grado di aumentare i poteri dei Nephilim. Adesso siamo pari, Nora dichiar con un lampo negli occhi. Prima, per battere un angelo caduto servivano dieci Nephilim, ma ora non  pi cos. Ho sperimentato la bevanda per conto di Blakely, e quando la bevo sono imbattibile. Posso attaccare un angelo caduto senza temere che sia sicuramente il pi forte.
Quelle notizie mi fecero girare la testa. L'arte diabolica prosperava sulla Terra? I Nephilim avevano un'arma segreta, prodotta in un laboratorio segreto? Dovevo riferirlo subito a Patch. Il liquido che mi hai fatto bere  lo stesso che stai provando per Blakely?
S rispose con un sorriso scaltro. Adesso capisci di cosa sto parlando.
Se era a caccia di complimenti non li avrebbe certo ricevuti da me. Quanti Nephilim sanno della bevanda o l'hanno provata?
Dante si appoggi sospirando allo schienale della panchina. Lo chiedi perch sei curiosa? Fece una pausa significativa. O perch vuoi correre a dirlo a Patch?
Ebbi un attimo di esitazione e sul viso di Dante si dipinse lo sgomento.
Devi scegliere, Nora. Non puoi essere fedele a noi e anche a ci che ti lega a Patch. Ci stai provando con tutta te stessa e io I i ammiro per questo, ma fedelt significa scegliere da che parte stare. O sei con noi o contro di noi.
La cosa peggiore di quel colloquio era che Dante aveva ragione. In fondo al cuore lo sapevo. Patch e io avevamo deciso che il nostro obiettivo in quella guerra fosse uscirne vivi e insieme, ma per i Nephilim, invece, che cosa significava? Ero, almeno a parole, il loro capo. Gli stavo chiedendo di credere che li avrei aiutati quando non avevo nessuna intenzione di farlo.
Se racconti a Patch dell'arte diabolica non se ne star con le mani in mano continu Dante. Dar la caccia a Blakely e cercher di distruggere il laboratorio. E non lo far per un nobile dovere morale, ma solo per salvare se stesso. Non si tratta pi solo di Cheshvan spieg. Il mio obiettivo non  dare dei limiti agli angeli, per esempio impedendogli di possedere i nostri corpi. Il mio scopo  annientare la loro razza usando ogni mezzo, anche se viene dall'inferno. E se non l'hanno ancora capito, lo scopriranno presto.
Cosa? farfugliai.
Era questo il piano di Hank. Distruggere la loro razza. Blakely  convinto che entro breve riuscir a mettere a punto il prototipo di un'arma abbastanza potente da uccidere un angelo caduto, cosa che non credevamo possibile. Fino a oggi.
Schizzai in piedi e cominciai a camminare nervosamente avanti e indietro. Perch mi stai raccontando tutte queste cose?
 ora che tu faccia la tua scelta. Sei con noi oppure no?
Il problema non  Patch; non sta collaborando con gli angeli caduti. Non vuole la guerra. L'unico obiettivo di Patch era fare in modo che io rimanessi al potere, rispettassi il giuramento e uscissi viva da questa storia. Ma se gli avessi rivelato ci che sapevo sull'arte diabolica... Dante aveva ragione: avrebbe fatto tutto ci che poteva per distruggerla.
Se gli riveli il nostro segreto per noi  finita concluse Dante.
Mi stava chiedendo di tradire lui, Scott e migliaia di Nephilim innocenti... o Patch. Un peso immane mi attanagli lo stomaco. Il dolore era cos forte che mi piegai in due.
Prenditi il pomeriggio per pensarci mi consigli Dante alzandosi in piedi. Se non ti sento prima dar per scontato di trovarti pronta per l'allenamento domani mattina all'alba. Mi osserv per un attimo; i suoi occhi erano fermi e sicuri, ma velati da un'ombra di dubbio. Spero che siamo ancora dalla stessa parte, Nora mormor prima di andarsene.
Rimasi al Rollerland per alcuni minuti, seduta nella penombra, circondata dalle grida e dalle risate allegre di bambini che cercavano di scivolare sui pattini. Abbassai la testa e mi nascosi il viso tra le mani. Le cose non sarebbero dovute andare cos. Avevo progettato di mettere fine alla guerra, dichiarare il cessate il fuoco e uscire da quella situazione per vivere la mia vita con Patch.
Invece Dante e Blakely avevano architettato il loro piano, raccogliendo l'eredit di Hank e aumentando a dismisura la posta in palio: o tutto o niente. Stupidi, stupidi, stupidi!
In circostanze normali non avrei creduto che Dante e Blakely, o anche tutti i Nephilim insieme, avessero la bench minima possibilit di annientare gli angeli caduti, ma avevo il sospetto che l'arte diabolica fosse in grado di scombinare le carte in tavola. E come avrebbe cambiato il mio ruolo? Se i Nephilim avessero dichiarato guerra senza di me, gli arcangeli mi avrebbero comunque ritenuta responsabile?
S. L'avrebbero fatto.
Dovunque fosse rintanato Blakely, senza dubbio guardato a vista dalle sue guardie del corpo Nephilim, stava creando armi sempre pi potenti e pericolose. L'origine di ogni problema era lui.
Questo significava che la mia priorit assoluta era trovare lui e il suo laboratorio segreto.
Subito dopo aver trovato Patch. Il mio stomaco si contrasse per la preoccupazione, e innalzai al cielo l'ennesima preghiera silenziosa per lui.

10
Ero a pochi passi dalla Volkswagen quando vidi una figura che non riuscii a identificare seduta al posto di guida. Mi fermai, pensando che si trattasse di Cappello da Cowboy pronto al secondo round. Trattenni il fiato, chiedendomi se non fosse il caso di darmela a gambe. Ma pi riflettevo pi la mia immaginazione troppo fertile si placava, e riuscii a capire di chi si trattasse. Patch mi fece cenno di entrare. Sorrisi, dimenticando all'istante tutte le mie paure.
Salti la scuola per andare a pattinare? chiese mentre mi sedevo in macchina accanto a lui.
Mi conosci... le ruote sono la mia passione.
Patch sorrise. Non ho visto la tua macchina a scuola. Ti ho cercata dappertutto. Hai qualche minuto per me?
Gli porsi le chiavi. Guida tu.
Patch mi condusse in un complesso di villette a schiera affacciato su Casco Bay. Era una magnifica struttura in mattoni rossi, con decorazioni ricavate dalla pietra di una cava non lontana; dallo stile e dai fascino si capiva che era antica, risalente almeno a un secolo prima, ma era stata completamente ristrutturata e abbellita con ampie finestre luminose e colonne di marmo nero. C'era perfino il portiere. Patch parcheggi la macchina in un garage con un solo posto auto e abbass la porta a saracinesca, immergendoci in una tenebra fresca.
Casa nuova? gli chiesi.
Pepper ha assunto qualche canaglia Nephilim per cambiare l'arredamento del mio monolocale. Il Delphic non  pi sicuro, quindi ho cercato un nuovo appartamento.
Scendemmo dalla Volkswagen, salimmo una rampa di stretti gradini, oltrepassammo una porta e sbucammo nella cucina. Le finestre che occupavano pareti intere regalavano una vista stupenda della baia e del molo riservato ai residenti. L'acqua era punteggiata da qualche vela bianca, e una pittoresca nebbiolina azzurra avvolgeva le scogliere circostanti. La baia era incorniciata da alberi ammantati dei classici colori dell'autunno e le sfumature di un rosso intenso davano la sensazione che il paesaggio fosse in fiamme.
 bellissimo feci a Patch.
Mi porse una tazza di cioccolata calda, mi si avvicin da dietro e mi baci sulla nuca.  un po troppo esposto per i miei gusti, e questa non  una frase che mi sentirai dire spesso.
Mi appoggiai con la schiena al suo petto. Ero preoccupata per te.
Pepper mi ha sorpreso ieri sera fuori dalla Sacca del Diavolo. Non sono riuscito a parlare con Cappello da Cowboy, il nostro amico Nephilim. Per ho fatto qualche telefonata e ho raccolto un po di informazioni. Ho cominciato dalla capanna di tronchi in cui ti ha portata. Non  molto intelligente.  la casa di villeggiatura dei suoi nonni! Lui si chiama Shaun Corbridge, e ha due anni Nephilim. Ha giurato fedelt due anni fa a Natale e si  arruolato volontariamente nell'esercito della Mano Nera. Ha un brutto carattere e dei precedenti per droga. Sta cercando il modo di farsi un nome e crede che ci riuscir grazie a te. La sua stupidit non conosce limiti. Patch mi baci ancora sul collo, questa volta lasciando che le labbra indugiassero pi a lungo sulla mia pelle. Anche tu mi sei mancata. Cos'hai per me?
Mmm, non sapevo da dove cominciare.
Potrei iniziare col dirti che questa mattina Pepper ha cercato di rapirmi e di tenermi in ostaggio, o forse ti farebbe piacere sapere che Dante mi ha dato di nascosto una bevanda potenziata dall'arte diabolica? Ho scoperto che Blakely, il braccio destro di Hank, fa esperimenti da mesi e ha creato una droga che aumenta enormemente i poteri dei Nephilim.
Ha fatto cosa? ringhi. Non l'avevo mai sentito cos furioso. Pepper ti ha fatto del male? E far a pezzi Dante!
Scossi la testa facendo segno di no, ma fui molto sorpresa quando mi salirono le lacrime agli occhi. Sapevo perch Dante l'aveva fatto - doveva riuscire a rendermi abbastanza forte da condurre i Nephilim alla vittoria - ma questo non toglieva che il suo comportamento fosse stato scorretto. Mi aveva mentito. Mi aveva fatto bere una sostanza che non solo era proibita sulla Terra, ma poteva essere anche pericolosa. Non ero cos ingenua da credere che l'arte diabolica non avesse effetti collaterali. Forse i poteri che conferiva svanivano, ma dentro di me era stato depositato un seme del male.
Dante mi ha assicurato che gli effetti della bevanda svaniscono dopo un giorno dichiarai. E questa  la buona notizia. Quella cattiva  che progetta di metterla a disposizione di un'infinit di Nephilim, e presto. Dar loro dei... superpoteri, posso solo descriverteli cos. Dopo averla bevuta sono stata in grado di correre pi veloce e di saltare incredibilmente in alto; mi ha anche potenziato i sensi. Dante mi ha spiegato che dopo averla bevuta, un Nephilim potrebbe sconfiggere un angelo caduto. Gli credo, Patch. Sono riuscita a sfuggire a Pepper, un arcangelo. Se non avessi bevuto quel liquido a quest'ora sarei sua prigioniera.
Gli occhi di Patch brillavano di un'ira gelida, feroce. Dimmi dove posso trovarlo mi ordin.
Non mi aspettavo che Patch si infuriasse cos e all'improvviso mi resi conto di aver commesso un grave errore. Ma certo che era furioso! Il problema era che se ora fosse andato a cercare Dante, il Nephilim avrebbe capito che ero stata io a parlargli dell'arte diabolica. Dovevo agire con prudenza. Ha sbagliato, ma pensava di farlo per il mio bene spiegai.
Patch scoppi a ridere, una risata aspra. Ne sei davvero sicura?
Credo sia disperato, non vede altre possibilit.
Allora significa che non le sta cercando.
Mi ha anche messa di fronte a un ultimatum: o sto con lui e gli altri Nephilim, o sto con te. Mi ha parlato dell'arte diabolica per mettermi alla prova. Per vedere se te l'avrei riferito. Alzai le braccia, poi le lasciai ricadere. Non ti terrei mai all'oscuro di una cosa cos grave. Siamo una squadra, tu e io. Ma dobbiamo riflettere bene prima di decidere come muoverci.
Lo uccider.
Sospirai, premendomi i polpastrelli contro le tempie. Non riesci ad andare oltre la tua antipatia per Dante. Ti lasci guidare dall'odio e dalla rabbia.
Rabbia? La risata di Patch fu sprezzante, ma anche minacciosa. Oh, angelo. La parola rabbia non si avvicina nemmeno lontanamente a esprimere quello che provo in questo momento. Ho appena saputo che un Nephilim ha contaminato il tuo corpo con l'arte diabolica. Non mi interessa che cosa pensasse, e non me ne frega niente se era disperato. E un errore che non commetter pi. E prima di avere la tentazione di provare piet per lui, stammi bene a sentire: sapeva a cosa andava incontro. Se ti fossi anche solo graffiata, mentre eri affidata a lui, l'avrei ritenuto responsabile. L'avevo avvertito.
Affidata a lui? ripetei, cercando di capire a cosa si riferisse.
So che vi state allenando insieme.
Lo sai?
Sei perfettamente in grado di prendere le tue decisioni da sola. Avevi le tue buone ragioni se hai deciso di imparare a difenderti con il suo aiuto, questo  chiaro, e non avevo intenzione di oppormi. Mi fidavo di te. Era lui che mi preoccupava, e adesso scopro che avevo ragione. Te lo chiedo un'altra volta: dove si nasconde? Fu quasi un ringhio.
Cosa ti fa pensare che si stia nascondendo? risposi disperata. Mi sconvolgeva la sensazione di essere ancora una volta tra l'incudine e il martello: Patch da una parte, Dante dall'altra. Tra gli angeli caduti e i Nephilim. Non avevo intenzione di tenere nascosti a Patch gli allenamenti con Dante, mi era solo sembrato meglio non alimentare la competizione fra loro due.
La risata di Patch mi fece rabbrividire. Se  intelligente si  nascosto.
Sono arrabbiata anch'io, Patch. Credimi. Vorrei tornare indietro nel tempo e cancellare ci che  successo stamattina. Ma odio pensare che tu prenda decisioni senza consultarmi. Mi hai messa sotto controllo con una microspia, poi hai minacciato Dante senza dirmi niente. Stai facendo tutto di testa tua, mentre io ho bisogno di sentirti al mio fianco, di sapere che lavoriamo insieme.
Il nuovo cellulare di Patch trill, e lui diede un'occhiata al display. Era un comportamento insolito. In genere non rispondeva mai, poi controllava la segreteria telefonica per selezionare chi richiamare.
Aspetti una telefonata importante? chiesi.
S, e devo occuparmi subito di una faccenda. Sono dalla tua parte, angelo. Mi dispiace se hai l'impressione che non tenga conto delle tue esigenze.  l'ultima cosa che voglio, credimi. Mi sfior le labbra con le sue, ma fu un gesto brusco. C' una cosa che devi fare per me. Vedi se riesci a scoprire qualcosa su Blakely. Qualsiasi cosa. Dove vive, dove  andato di recente, quante guardie del corpo lo proteggono, i prototipi a cui sta lavorando, e quando pensa di somministrare ai Nephilim la bevanda diabolica. Hai ragione: credo che a questo punto solo Dante e Blakely siano a conoscenza dell'arte diabolica. Se lo sapessero altri, agli arcangeli non sarebbe sfuggito e di sicuro avrebbero reagito. Ci sentiamo presto, angelo.
Allora finiremo questa conversazione un'altra volta? gli gridai, ancora sconcertata dalla rapidit con cui se n'era andato.
Si ferm in fondo alle scale. Dante ti ha messo di fronte a un ultimatum, ma questo momento doveva arrivare, prima o poi, con o senza il suo intervento. Non posso essere io a decidere per te, ma se hai bisogno di parlarne fammi un fischio. Sarei felice di aiutarti. Metti l'allarme prima di andartene. La tua chiave  sul piano della cucina. Vieni quando vuoi, sei sempre la benvenuta. Ci sentiamo presto.
E Cheshvan? chiesi. Non ero riuscita a dirgli neanche la met delle cose di cui volevo parlare con lui, e se ne stava andando. Comincia stasera con la luna nuova.
Patch annu brusco. Tira una brutta aria. Ti tengo d'occhio, ma voglio che tu stia molto attenta. Non trattenerti fuori a lungo: questa sera il tuo coprifuoco deve scattare al tramonto.
Non aveva senso tornare a scuola senza un permesso dell'infermeria firmato; inoltre mancava solo un'ora alla fine delle lezioni. Decisi di rimanere a casa di Patch per riflettere e frugarmi nell'anima.
Aprii il frigo per cercare qualcosa da mangiare, ma era vuoto. Era chiaro che Patch si era trasferito in fretta e furia e che l'appartamento era gi ammobiliato. Le stanze erano immacolate, ma prive di qualsiasi tocco personale. Elettrodomestici in acciaio, pareti beige, pavimento in legno di noce. Mobili moderni di fattura americana. Tv con lo schermo piatto e poltrone di pelle sistemate una di fronte all'altra. Molto maschile, elegante e senza calore.
Ripensai alla mia conversazione con Patch e decisi che non si era mostrato molto comprensivo a proposito dell'ultimatum di Dante e del dilemma che dovevo affrontare. Cosa significava quella mancanza di sensibilit? Era convinto che sarei riuscita a risolvere il problema da sola? Non che ci fosse molto da capire o da risolvere. O dicevo a Dante tutta la verit, o gliene rivelavo solo qualche frammento scelto con cura o...
O cosa?
Non avevo una risposta, quindi mi misi a rimuginare su quanto sapevo di sicuro e cio che Patch voleva farmi scoprire cosa stesse combinando Blakely. Forse Patch pensava che Dante fosse la mia migliore chance, che potesse diventare una specie di intermediario tra Blakely e me. Per mantenere i contatti con Dante e conservare la sua fiducia, la cosa pi utile era fargli credere che fossi dalla sua parte. Che avevo abbracciato la causa dei Nephilim.
E per certi versi era vero: avevano tutta la mia comprensione perch non lottavano per conquistare il potere o mossi da altre ambizioni meschine: combattevano per ottenere la libert. Li capivo e li ammiravo. Avrei fatto qualunque cosa per aiutarli. Per non volevo che Blakely o Dante eliminassero l'intera razza degli angeli caduti. Se gli angeli caduti fossero stati cancellati dalla faccia della Terra, Patch se ne sarebbe andato insieme a loro. Non volevo perderlo, e avrei fatto di tutto per assicurare la sopravvivenza della sua specie.
In altre parole, non riuscivo a trovare nessuna risposta. Ero ancora al punto di partenza, continuavo a fare, per cos dire, il doppio gioco. Mi colp l'ironia della situazione in cui mi ero cacciata: non c'era differenza tra Pepper Friberg e me. L'unica diversit tra noi era che io in realt volevo prendere una posizione. Sotterfugi, bugie, fingere di essere fedele a entrambe le parti mi avevano tolto il sonno. Presto mi sarei lambiccata il cervello per ricordare tutte le bugie e non cadere nella complicata rete che avevo tessuto con le mie stesse mani.
Sospirai. E tornai a controllare il freezer di Patch. Purtroppo, da quando lo avevo aperto la prima volta, non era comparsa per magia una confezione di gelato.

11
L'indomani alle cinque del mattino il mio materasso si abbass sotto il peso di un altro corpo.
Spalancai gli occhi e vidi Dante seduto ai piedi del letto. Era accigliato e cupo.
Allora? mi chiese.
Avevo passato tutta la giornata precedente, e anche buona parte della notte, a valutare le mie opzioni e alla fine ero giunta a una decisione. Adesso arrivava la parte difficile: metterla in pratica. Dammi cinque minuti per vestirmi, ci vediamo fuori.
Sollev un sopracciglio con aria interrogativa, speranzoso. Significa quello che penso?
Non vado ad allenarmi con gli angeli caduti, mi pare. Non era esattamente una risposta chiara, ma sperai che non insistesse.
Invece sorrise. Tra cinque minuti.
Per niente porcherie blu aggiunsi, facendolo fermare sulla soglia. Tanto per essere chiari.
L'assaggio di ieri non ti ha convinta? Rimasi sgomenta quando vidi che non c'era traccia di pentimento sul suo viso. Anzi, sembrava deluso.
Dubito che potrei comprarlo in farmacia, quindi non mi sembra un farmaco sicuro.
Se cambi idea offro io.
Decisi di approfittare della piega presa dalla conversazione.
Blakely sta mettendo a punto altre super bevande? Quando pensi che prover il liquido blu su un campione pi ampio?
Una scrollata di spalle. Non ci sentiamo da un po.
Davvero? Stai testando gli effetti dell'arte diabolica per lui ed eravate entrambi fedelissimi di Hank. Mi sorprende che non vi teniate in contatto.
Conosci il detto non puntare tutto su un numero solo? E la nostra strategia. Blakely crea i prototipi nel suo laboratorio, e io li ritiro in luoghi sempre diversi. Se dovesse accadere qualcosa a uno di noi due, l'altro sarebbe salvo. Non so dove si trovi Blakely quindi, se fossi catturato e torturato, non potrei rivelare nulla. Procedura standard. Cominciamo con una corsa di venticinque chilometri, quindi accertati di avere bevuto a sufficienza.
Un momento... non mi dici niente di Cheshvan? Osservai attentamente il suo viso preparandomi al peggio. La sera precedente ero rimasta sveglia per ore, in attesa. Mi aspettavo un cambiamento, una corrente di energia negativa che mi avrebbe bruciato la pelle, o qualsiasi altro segno sovrannaturale. Viceversa, non avevo avvertito l'arrivo di Cheshvan in nessun modo. Eppure ero sicura che, in tutto il mondo, migliaia di Nephilim stessero soffrendo in modi che non potevo neppure immaginare.
Niente rispose Dante con voce cupa.
Come sarebbe a dire, niente?
Per quanto ne so nessun angelo caduto ha posseduto il suo vassallo ieri notte.
Mi misi a sedere. Ma  fantastico! No?
Dante, un'espressione grave e impenetrabile stampata sul volto, ci mise un po a rispondere. Non so cosa significhi, ma non credo che sia un buon segno. Non rinuncerebbero a farlo senza motivo... senza un ottimo motivo.
Non capisco.
Benvenuta nel club.
Che si tratti di una specie di guerra psicologica? Pensi che stiano cercando di spiazzare i Nephilim?
Credo sappiano qualcosa che noi ignoriamo.
Dopo che Dante si fu chiuso silenziosamente alle spalle la porta della mia stanza da letto indossai la tuta e archiviai quella nuova informazione. Morivo dalla voglia di sapere cosa ne pensasse Patch. Era un angelo caduto, quindi doveva avere una spiegazione. Cosa significava questo stallo?
Delusa dalla mancanza di risposte, ma sapendo che rimuginare era una perdita di tempo, mi concentrai sulle altre cose che avevo saputo. Sentivo di aver fatto un passo in avanti - bench microscopico - nel mio tentativo di risalire alla fonte dell'arte diabolica. Dante aveva detto che lui e Blakely non si incontravano mai di persona. Questo significava che qualcuno faceva da intermediario, consegnando i prototipi di Blakely a Dante. Dovevo scoprire chi fosse.
Quando lo raggiunsi, Dante inizi a correre verso il bosco. Fu il segnale che dovevo seguirlo. Capii subito che tutta la stregoneria che avevo trangugiato il giorno prima era gi stata eliminata dal mio corpo. Dante schizzava tra gli alberi a velocit vertiginosa, mentre io facevo fatica persino a stargli dietro e dovevo concentrarmi su ogni passo per non inciampare. Eppure, mi accorsi che stavo migliorando. E in fretta. Un grande masso bloccava il sentiero di fronte a me: invece di aggirarlo decisi in una frazione di secondo di saltarlo. Piazzai il piede a met della roccia, mi diedi una spinta e lo scavalcai. Quando riappoggiai i piedi a terra, schivai senza esitazione un cespuglio di rovi e mi rimisi a correre.
Dopo venticinque chilometri di corsa grondavo sudore e soffiavo come un mantice. Mi appoggiai contro un ramo e sollevai il viso verso il cielo perch la brezza mi accarezzasse.
Stai davvero migliorando si compliment Dante, sorpreso. I Distolsi lo sguardo. Lui, naturalmente, era fresco e riposato, senza un capello fuori posto.
E senza l'aiuto dell'arte diabolica gli feci notare.
Otterresti risultati ancora migliori se l'accettassi.
Mi staccai dall'albero e scrollai le braccia per sciogliere i muscoli. Cosa mi aspetta adesso? Altri esercizi?
Trucchi mentali.
Mi colse alla sprovvista. Per influenzare le menti?
Per far vedere alla gente cose che in realt non esistono.
Non avevo bisogno di spiegazioni. Li avevano usati su di me e l'esperienza non era stata piacevole. Lo scopo dei trucchi mentali era ingannare le vittime.
Non so, non sono sicura di voler imparare esitai.  davvero necessario?
E un'arma potente, soprattutto per te. Se riesci a far credere a un avversario pi veloce, pi forte e pi grande di te che sei invisibile, o che stai per buttarti da una scogliera, i pochi secondi che guadagni potrebbero essere la tua salvezza.
Okay, fammi vedere come si fa accettai con riluttanza.
Primo passo: invadi la mente dell'avversario.  come parlare nella mente. Prova con me.
E facilissimo replicai gettando su Dante le mie reti mentali, catturando la sua mente e inserendo parole nei suoi pensieri. Sono nella tua mente, sto dando un'occhiata in giro. Non c' niente qui dentro. Tutto vuoto.
Bella spiritosaggine, ribatt Dante.
Nessuno usa pi la parola spiritosaggine. A proposito, qual  la tua et in anni Nephilim1 Non avevo mai pensato di chiederglieli).
Ho giurato fedelt quando Napoleone invase l'Italia, la mia patria.
Quindi stiamo parlando dell'anno...? Dammi un piccolo aiuto, non vado forte in storia.
Dante sorrise. 1796.
Accidenti! Sei vecchissimo.
No, sono esperto. Passo successivo: simiglia i fili che formano i pensieri dell'avversario. Demoliscili, mescolali, tagliali in due. Fai quello che ti pare. Ogni Nephilim compie questa operazione in modo diverso. Personalmente ritengo che la cosa migliore sia demolirli. Attacco il muro che si trova nella loro mente, quello che custodisce il nucleo in cui si forma ogni pensiero, e lo demolisco. Cos.
Prima che me ne accorgessi, Dante mi aveva spinta contro un albero, accarezzandomi i capelli. Mi sollev il mento con un dito per costringermi a guardarlo negli occhi e non sarei riuscita a staccarmi da quello sguardo penetrante neanche se avessi voluto. I suoi lineamenti erano bellissimi. Profondi occhi scuri, naso dritto, labbra voluttuose che si curvavano in un sorriso sicuro. Aveva la mascella pronunciata e ben disegnata, liscia per la rasatura recente. E tanta perfetta simmetria era incorniciata da un volto dalla carnagione olivastra e da folti capelli neri. Sarebbe stato meraviglioso baciarlo. Non riuscivo a pensare ad altro. Tutti i miei pensieri erano stati cancellati e non me ne importava. Ero persa in un sogno paradisiaco dal quale non avrei voluto svegliarmi pi. Bacia Dante. S, era esattamente ci che volevo. Mi alzai in punta di piedi, accorciando la distanza tra le nostre bocche, sentendo nel petto un frullo simile a un battito d'ali che mi dava i brividi.
Ali. Angeli. Patch.
D'impulso costruii un nuovo muro nella mia mente. E all'improvviso vidi la situazione per ci che era: Dante mi aveva davvero Spinta contro il tronco di un albero, ma io non volevo baciarlo.
Fine della dimostrazione annunci Dante, con un sorriso un po troppo sfacciato per i miei gusti.
La prossima volta vedi di scegliere una dimostrazione pi appropriata lo rimproverai, piena di rabbia. Patch ti ucciderebbe se venisse a saperlo.
Continu a sorridere. Questa espressione non  appropriata per i Nephilim.
Io, per, non avevo proprio voglia di scherzare. So cos'hai in mente. Stai cercando di provocarlo. Questa vostra assurda competizione raggiunger livelli imprevedibili se ti metti a fare lo stupido con me. Patch  l'ultima persona che ti conviene avere come nemico, credimi. Non riesce a portare rancore solo perch le persone che lo fanno infuriare tendono a sparire dalla circolazione molto in fretta. E tu cos'hai appena fatto? Lo hai provocato.
E stata la prima idea che mi  venuta in mente si difese. Non succeder pi. Forse avrei accettato con pi piacere le sue scuse se fosse sembrato almeno un po pentito.
Fa in modo che sia davvero cos risposi gelidamente.
Dante ignor la tensione che si era creata tra noi e alz le spalle. Adesso tocca a te. Entra nella mia mente e demolisci i miei pensieri. Se ci riesci puoi sostituirli con qualcosa che hai pensato tu. Cerca di creare un'illusione, insomma.
Dal momento che rimettersi al lavoro era il modo pi veloce di concludere la lezione e di salutare Dante, misi da parte la mia irritazione e mi concentrai sul compito che mi aveva assegnato. Con le mie reti ancora immerse nella mente di Dante visualizzai me stessa mentre afferravo i suoi pensieri e li facevo in mille pezzi, uno dopo l'altro. L'immagine che mi creai nella mente non era diversa da quando si stracciano i fogli di carta, uno alla volta.
Lavora pi in fretta, mi ordin Dante. Ti sento nella mia mente, ma non mi stai procurando alcun problema. Crea delle onde, Nora. Una tempesta che scuote la barca. Colpiscimi prima che me ne accorga. Dev'essere come un'imboscata. Se fossi un avversario reale, i tuoi tentativi riuscirebbero solo a farmi capire che stai pasticciando nella mia testa. E questo ti porterebbe a un incontro faccia a faccia con un Nephilim molto incazzato.
Uscii dalla mente di Dante, presi un respiro profondo e gettai di nuovo le reti, ma pi lontano questa volta. Chiusi gli occhi per annullare ogni distrazione e creai un'immagine nuova. Un paio di forbici. Forbici luccicanti, enormi, affilatissime.. Tagliai i pensieri di Dante...
Pi in fretta ringhi Dante. Sento la tua esitazione. Sei cos insicura che posso quasi annusare la scarsa fiducia che hai in te stessa. Qualsiasi Nephilim degno di questo nome ti massacrerebbe. Prendi il controllo della situazione!
Mi ritirai di nuovo, strinsi i pugni, sempre pi frustrata. Ero arrabbiata con Dante e con me stessa. Mi pungolava troppo e aveva aspettative esagerate. Inoltre non riuscivo a mettere a tacere la voce del dubbio che si prendeva gioco di me nella mia mente. Mi rimproverai perch ero esattamente come Dante pensava che fossi: debole.
Quella mattina avevo deciso di allenarmi perch volevo restare in contatto con Dante. Il mio obiettivo era stato usarlo per arrivare a Blakely e al suo laboratorio. Adesso, invece, volevo manipolare la sua mente. Dovevo riuscirci. Ira e rancore si accesero dietro i miei occhi come luci rosse. Focalizzai lo sguardo. Non volevo pi essere inadeguata. Non volevo essere pi bassa, pi lenta, pi debole. Una feroce determinazione mi fece ribollire il sangue. Tremavo in tutto il corpo, quando puntai gli occhi in quelli di Dante. Tutto il resto svan. C'eravamo solo lui e io.
Scagliai una rete dentro la mente di Dante con tutta la forza di cui ero capace. Gettai nella sua mente la rabbia feroce che provavo nei confronti di Hank, le mie insicurezze e la sensazione orrenda, il braccio di ferro paralizzante che mi attanagliava tutte le volte che ero costretta a scegliere tra Patch e i Nephilim. Visualizzai un'esplosione gigantesca, nubi di fumo e macerie che s'innalzavano verso il cielo e che si aprivano come un fungo atomico. Innescai un'altra esplosione, e un'altra ancora. Feci scempio di ogni sua speranza di dare ordine ai propri pensieri.
Dante vacill per un attimo, sconvolto. Come hai fatto? riusc a chiedere dopo un secondo. Non... non vedevo niente. Non ho nemmeno capito dov'ero. Sbatt le palpebre diverse volte, fissandomi come se non fosse pi sicuro che esistessi davvero.  stat come rimanere sospeso tra due momenti nel tempo. Non c'era nulla. Nulla. Era come se non esistessi. Non mi era mai capitata una cosa simile.
Ho immaginato di farti esplodere in testa una serie di bombe confessai.
Be, ha funzionato.
Allora sono promossa?
S,  proprio il caso di dirlo rispose Dante scuotendo la testa, ancora incredulo. Lo faccio da un sacco di tempo e non avevo mai visto niente del genere.
Non sapevo se dovevo urlare di gioia per aver fatto qualcosa di giusto, finalmente, o sentirmi in colpa perch ero stata bravissima a invadere la sua mente. Non era un talento di cui andare fiera. Se avessi potuto mettere in mostra un premio sul com di camera mia, non avrei scelto quello vinto per l'abilit con cui ingannavo la mente delle persone.
Quindi abbiamo finito? chiesi.
S, fino a domattina rispose Dante ancora stordito. Brava, Nora.
Tornai a casa facendo jogging come tutti gli esseri umani - a un'esasperante lentezza di nove chilometri all'ora - perch era l'alba e anche se non sentivo la presenza di altre persone intorno a me era meglio essere prudenti. Uscii dal bosco, attraversai la strada davanti alla fattoria e mi fermai di colpo all'inizio del vialetto.
La Toyota 4Runner rossa di Marcie Millar era parcheggiata sotto casa.
Con lo stomaco contratto, raggiunsi la veranda. Accanto alla porta erano ammonticchiati diversi scatoloni. Mi precipitai in casa, ma prima che potessi dire una parola mia madre balz in piedi.
Eccoti finalmente! sbott. Dove ti eri cacciata?  un pezzo che Marcie e io ci chiediamo dove potessi essere a quest'ora.
Marcie era seduta al tavolo della mia cucina, con una tazza di caff tra le mani. Mi rivolsi un sorriso innocente.
Sono andata a correre spiegai.
S, questo lo vedo replic mamma. Perch non me l'hai detto? Non ti sei neanche disturbata a lasciare un biglietto.
Sono le sette del mattino e dovresti essere a letto. Lei che ci fa qui?
Guarda che sono a un metro da te protest con dolcezza Marcie. Puoi chiedermelo direttamente.
Le puntai gli occhi addosso. Benissimo. Cosa ci fai qui?
Te l'ho detto, non vado d'accordo con mia madre. Abbiamo bisogno di stare separate per un po. Per il momento credo sia meglio che mi trasferisca da voi. A mia madre sta bene. E con grande tranquillit bevve un sorso di caff.
E perch pensi che sia una buona idea?
Marcie alz gli occhi al cielo. Heil, ci sei? Siamo una famiglia, ricordi?
Rimasi a bocca aperta e i miei occhi corsero subito al viso della mamma. Incredibile, non sembrava affatto sconvolta.
Oh, andiamo, Nora disse. Lo sapevamo tutti, anche se finora abbiamo preferito non parlarne. Date le circostanze Hank vorrebbe che io accogliessi Marcie a braccia aperte.
Mi lasci senza parole. Come faceva a essere tanto generosa con Marcie? Aveva dimenticato cosa ci aveva fatto passare la famiglia Millar?
Tutta colpa di Hank, mi dissi schiumando di rabbia. Avevo sperato che la sua influenza su mamma sarebbe finita con la sua morte, ma ogni volta che cercavo di parlare di quell'uomo lei adottava sempre il medesimo atteggiamento sereno. Hank sarebbe tornato da lei, lo desiderava con tutto il cuore, e l'avrebbe atteso con coraggio fino a quel momento. Il suo strano comportamento costituiva l'ennesima conferma della mia teoria e cio che, prima di morire, Hank avesse usato su di lei un trucco telepatico potenziato con l'arte diabolica Non c'era niente che potessi dire o fare per modificare il suo ricordo da cartolina dell'uomo pi malvagio che fosse vissuto sul nostro pianeta.
Marcie fa parte della famiglia, e proprio perch la situazione  un po problematica ha fatto bene a chiederci aiuto. Se non puoi contare sulla famiglia su chi puoi farlo? continu mamma.
La fissavo ancora, esasperata dal suo comportamento serafico, quando in testa mi si accese la lampadina numero due. Ma certo. Questa sceneggiata non era solo colpa di Hank. Perch ci avevo messo tanto a capirlo? I miei occhi schizzarono su Marcie.
Stai ingannando mia madre con un trucco telepatico?  cos? So che le stai facendo qualcosa, perch non esiste che mia madre nel pieno possesso delle sue facolt mentali ti permetta di venire a vivere con noi.
Marcie si port una mano alla testa con un gemito. Ahi! Come hai fatto?
Non fare la finta tonta. So che sei una Nephilim, ricordi? Sei perfettamente in grado di eseguire trucchi mentali e di parlare con la mente. A me non la fai con questa messinscena e non esiste che tu ti trasferisca da noi.
Okay, rispose Marcie sullo stesso tono. So che i Nephilim comunicano con la mente. E so che esistono i trucchi telepatici. Ma non li sto usando con tua madre. Mia madre spiega il suo comportamento da pazza con il fatto che anche mio padre avrebbe voluto cos, sai. Forse ha usato un trucco telepatico con le nostre madri prima di morire. Non vorrebbe che corresse cattivo sangue tra le nostre famiglie. Non prendertela con me solo perch sono l'unico bersaglio disponibile su cui sfogare la tua rabbia.
Marcie, la stanza degli ospiti sar pronta quando torni da scuola questo pomeriggio annunci mia madre folgorandomi con lo sguardo. Perdona Nora per il suo comportamento villano.  figlia unica, abituata a fare tutto a modo suo. Forse questa novit l'aiuter a vedere le cose in una prospettiva diversa.
Sono abituata a fare lutto a modo mio? la sfidai. Anche
Marcie  figlia unica. Se proprio dobbiamo puntualizzare, allora facciamolo davvero.
Marcie sorrise giungendo le mani, estasiata. Non so davvero come ringraziarla, signora Grey. Le sono immensamente grata. Ebbe anche il coraggio di alzarsi e abbracciare la mamma.
Che mi venga un accidente borbottai.
Attenta ai desideri che esprimi disse Marcie con un'espressione melensa.
Sei pronta a questa nuova vita? chiesi a mamma. Due adolescenti in guerra costrette a dividere il bagno?
Rimasi disgustata quando vidi che mia madre si limitava a sorridere. La famiglia  lo sport estremo pi di moda. Dopo la scuola porteremo di sopra gli scatoloni e i bagagli di Marcie, l'aiuteremo a sistemarsi, poi andremo tutte insieme a mangiarci una pizza. Nora, potresti chiedere a Scott di darci una mano? Forse alcune scatole sono pesanti.
Credo che Scott faccia le prove con il suo gruppo di mercoled mentii, sapendo che Vee avrebbe fatto una scenata di proporzioni epiche se avesse scoperto che avevo permesso a Marcie e Scott di ritrovarsi nella stessa stanza.
Glielo chieder io cinguett Marcie.  un vero tesoro. Lo convincer a venire qui dopo le prove. Posso invitare anche lui a mangiare la pizza, signora Grey?
Cosa? Scott Parnell un tesoro? Ero l'unica a rendermi conto dell'assurdit della situazione?
Ma certo! rispose mamma.
Devo fare la doccia borbottai, cercando disperatamente una scusa per scappare il pi lontano possibile. Per quel giorno avevo sfondato la barriera di sopportazione anti-Marcie e avevo bisogno di ricaricare le pile. All'improvviso mi sfior un pensiero orrendo. Se Marcie si fosse trasferita da noi avrei sfondato quella barriera tutti i giorni entro le sette del mattino..
Oh, Nora mi richiam mia madre prima che raggiungessi le scale. Ieri pomeriggio la scuola ha lasciato un messaggio. Credo fosse l'ufficio presenze. Sai perch hanno chiamato?
Rimasi come paralizzata.
Marcie era in piedi dietro mia madre e con le labbra form la parola beccata, senza nemmeno cercare di nascondere la contentezza.
Oh, mmm... oggi passer dall'ufficio per sapere di cosa hanno bisogno farfugliai. Probabilmente era solo una telefonata di routine.
S, probabilmente mi fece eco Marcie, con quel sorrisetto altezzoso che odiavo pi di ogni altra cosa.

12
Poco dopo colazione mi ritrovai faccia a faccia con Marcie.
Chiacchierava al telefono in veranda.
La tua macchina blocca la mia le comunicai.
Sollev l'indice per chiedermi di aspettare un attimo. Afferrai il suo cellulare, chiusi la telefonata e ripetei con stizza: Non riesco a uscire se non sposti l'auto.
Non agitarti tanto. E non farmi arrabbiare. Se tocchi un'altra volta il mio cellulare ti faccio la pip nei cereali della colazione.
Sei disgustosa.
Stavo parlando con Scott; oggi non ha le prove ed  felice di aiutarci con gli scatoloni.
Perfetto. Adesso potevo pregustarmi una litigata furibonda con Vee.
Mi piacerebbe moltissimo stare qui con te a non fare niente, ma ho lezione. Quindi... Feci un gesto plateale verso la Toyota di Marcie, che bloccava la mia Volkswagen.
Se hai bisogno di una giustificazione per le assenze ne ho qualcuna da offrirti. Lavoro in segreteria e, ogni tanto, chiss come mai, me ne ritrovo un paio nella borsa.
Perch pensi che mi serva una giustificazione?
I.ufficio presenze vi ha lasciato un messaggio sillab Marcie, che non aveva bevuto la mia finta innocenza. Hai saltato le lezioni, vero? Non era una domanda.
E va bene, forse mi serve una giustificazione firmata dall'infermiera ammisi.
Marcie mi squadr da capo a piedi con la sua solita aria di superiorit. Hai usato la vecchia scusa del mal di testa? O forse quella pi classica dei dolori mestruali? E perch sei uscita da scuola?
Non sono fatti tuoi. Mi puoi procurare la giustificazione o no?
Apr la borsa, frug, poi estrasse un foglietto rosa con lo stemma della scuola. Mi parve autentico. Eccola disse.
Esitai. Non  una di quelle cose che mi pentir di avere fatto?
Ahi, ahi, ahi, come siamo sospettosi.
Se sembra troppo bello per essere vero...
Lo vuoi o no? mi provoc sventolandomelo in faccia.
Avevo la sgradevole sensazione che presto le avrei dovuto ricambiare il favore. Tra una decina di giorni vorrai che ti restituisca il favore?
Forse non saranno esattamente dieci...
Alzai una mano. Allora lasciamo perdere.
Stavo scherzando, davvero. Uffa, quanto la fai lunga. Vuoi la verit? Stavo cercando di essere gentile.
Marcie, non sapresti nemmeno da dove cominciare.
Consideralo un tentativo tagli corto lei sbattendomi in mano il foglietto rosa. Prendilo. E adesso sposto la macchina.
Infilai in tasca il foglietto e aggiunsi: Visto che non abbiamo ancora smesso di rivolgerci la parola vorrei chiederti una cosa. Tuo padre aveva un amico che si chiama Blakely? Devo assolutamente trovarlo. Il nome ti  familiare?.
Il suo viso era una maschera impenetrabile. Dipende. Perch devi trovarlo?
Vorrei fargli alcune domande.
Che genere di domande?
Preferirei non dirtelo.
Anch'io.
Ingoiai qualche commento poco gentile e ci riprovai. Vorrei farlo, Marcie, davvero, ma ci sono cose che  meglio tu non sappia.
Me lo ripeteva sempre anche pap. Credo che lui mentisse allora, e che tu menta adesso. Se vuoi che ti aiuti a trovare Blakely devi dirmi tutto.
Come faccio a sapere se hai davvero informazioni su Blakely? protestai. Marcie era bravissima in questo genere di giochetti, e non potevo escludere che stesse bluffando.
Una volta pap mi ha portato a casa sua.
Drizzai le orecchie. Hai l'indirizzo? Riusciresti a trovare la strada?
Non abita pi l. In quel periodo stava divorziando e mio padre gli ha prestato un appartamento per un certo periodo. Per ho visto delle foto sulla mensola del caminetto. Blakely ha un fratello minore. Lo conosci, perch frequenta la nostra scuola. Alex Blakely.
Il giocatore di football?
La stella della squadra. E il running back.
Rimasi di sasso. Significava che anche Alex era un Nephilim? Sono molto uniti, lui e il fratello?
Una volta sono stata a casa sua, e Blakely non ha fatto altro che vantarsi di Alex. Che scemenza! Cio, la nostra squadra di football fa schifo. Blakely ha detto che non si perde una partita.
Blakely aveva un fratello. E suo fratello era la stella della nostra squadra di football. Quand' la prossima partita? chiesi, cercando di non far capire a Marcie quanto fossi elettrizzata.
Ma come diavolo fai a non saperlo? Venerd. Giocano sempre il venerd sera.
In casa o in trasferta?
In casa.
Una partita in casa! Probabilmente Blakely lavorava ai suoi proto! di giorno e notte, un'ottima ragione per allontanarsi dal laboratorio per qualche ora e distrarsi con qualcosa che lo appassionava.
Era probabile che quel venerd sarebbe uscito allo scoperto per andare a vedere la partita del fratellino. Visto che Blakely era divorziato, forse il fratello era l'unico familiare che gli rimaneva. Probabilmente assistere alla partita di Alex significava molto per lui.
Pensi che Blakely venga alla partita dedusse Marcie.
Mi farebbe un grande favore.
Questo  il momento in cui dovresti spiegarmi cosa vuoi chiedergli.
Guardai Marcie negli occhi e mentii senza battere ciglio. Voglio chiedergli se ha idea di chi sia stato a uccidere nostro padre.
Marcie fu sul punto di sussultare, ma si trattenne in tempo. Il suo sguardo vag lontano; era impossibile capire a cosa stesse pensando. Vorrei esserci anch'io quando glielo chiedi.
Certo mentii ancora. Non c' problema.
Rimasi a guardarla mentre faceva marcia indietro sul vialetto. Appena ebbi via libera cacciai la chiave nel blocco di accensione della Volkswagen. Dopo sei tentativi falliti il motore non era ancora risorto. Non mi spazientii. Nulla poteva guastare la mia gioia, nemmeno la pigrizia della mia Volkswagen. Avevo appena trovato la pista che cercavo disperatamente.
Dopo la scuola presi la macchina e andai da Patch. Ricordai che era meglio essere prudenti e feci qualche giro dell'isolato prima di lasciare la Volkswagen nel parcheggio, con spazi enormi per ogni singola vettura. Non mi piaceva dovermi costantemente guardare le spalle, ma le visite a sorpresa di Nephilim malintenzionati e arcangeli crudeli mi piacevano ancora meno. Per quanto ne sapeva il mondo esterno, Patch e io ci eravamo lasciati. Entrai usando la chiave che Patch mi aveva dato.
Ci sei? chiamai a voce alta. Ebbi la sensazione che l'appartamento fosse deserto. I cuscini del divano non recavano tracce del corpo di qualcuno che vi si fosse seduto di recente, il telecomando della
Tv era nella stessa posizione del giorno prima. In effetti non riuscivo proprio a immaginare Patch che guardava la Tv tutto il pomeriggio steso sul divano. Se dovevo azzardare un'ipotesi mi sembrava pi probabile che avesse passato la giornata a cercare di trovare il vero ricattatore di Pepper oppure Cappello da Cowboy & Company.
Mi inoltrai nella casa. C'era un bagno di servizio a destra, una stanza da letto per gli ospiti a sinistra e infine la stanza matrimoniale. Il rifugio di Patch.
Sul letto c'era un piumone blu con lenzuola e cuscini in tinta che non erano stati toccati. Aprii le persiane e mi beai alla vista del panorama mozzafiato di Casco Bay e di Peaks Island sotto un cielo nuvoloso. Se Marcie si fosse rivelata pi insopportabile del previsto potevo sempre trasferirmi da Patch. Mamma avrebbe fatto i salti di gioia.
Mandai un SMS a Patch, indovina dove sono?
non c' bisogno di indovinare. hai addosso una microspia.
Abbassai gli occhi. Ma certo, avevo il giubbotto di jeans.
dammi 20 min e arrivo. in quale stanza sei in questo momento?
camera da letto.
allora facciamo io min.
Sorrisi e rimisi il cellulare nella borsa. Poi mi stesi sul letto gigantesco. Il materasso era morbido, ma non troppo. Immaginai Patch steso su quel letto, con addosso chiss cosa. Cosa indossava? I boxer? Gli slip? Niente? Sapevo come scoprirlo, ma imboccare quella strada non mi sembrava un'idea prudente. Non quando stavo facendo del mio meglio per evitare problemi con lui. Avevo bisogno che la nostra vita si tranquillizzasse un po prima di decidere quando e se volevo compiere il prossimo grande passo, quello con la P maiuscola...
Quando Patch arriv, esattamente dieci minuti dopo, mi trov seduta sul divano a lare zapping. Spensi il televisore.
Hai cambiato stanza, angelo.
Qui  pi sicuro.
Ti faccio cos tanta paura?
Tu no, ma le conseguenze di quello che potrebbe succedere s. Chi volevo prendere in giro? S, Patch mi faceva tanta paura. Era pi alto di un metro e ottantacinque e ogni centimetro del suo corpo rappresentava la quintessenza della perfezione maschile. Io avevo una figura snella e ben proporzionata; sapevo di essere carina, ma non uno schianto che blocca il traffico. Non avevo problemi di autostima, questo no, ma come tutti reagivo alle intimidazioni, grazie tante.
Ho sentito di Cheshvan esordii cambiando argomento. Mi hanno detto che  stato una specie di flop.
Non credere a tutte le chiacchiere che senti. C' ancora molta tensione in giro.
Sai perch gli angeli caduti stanno aspettando?
Chi  che lo vuole sapere?
Resistetti alla tentazione di alzare gli occhi al cielo. Non sono la spia di Dante.
Ne sono contento.
Sospirai. Mi faceva male sentire che c'era tensione tra noi. In caso tu te lo stessi chiedendo, ho fatto la mia scelta. Sono tua mormorai. Tutta tua.
Patch gett le chiavi nello svuotatasche. ...Ma?
Ma stamattina ho detto a Dante la stessa cosa. Hai ragione, dobbiamo trovare Blakely e sradicare l'arte diabolica. Mi  sembrato che Dante fosse la mia carta migliore per cercare di avvicinare Blakely, quindi, praticamente... Era molto difficile ammetterlo senza sentirmi un mostro.
Lo stai usando.
Sembra una cosa orribile detto cos, ma  vero, pi o meno. S, lo sto facendo. Confessarlo non serv a farmi sentire meglio.
Dante e io non la vedevamo allo stesso modo su un sacco di cose, ma non si meritava di essere preso in giro.
Pensa ancora di essere l'uomo della tua vita? Il tono di Patch era gelido.
Si sta dando da fare per rendere pubblica la nostra relazione. Comunque  una messinscena ed  lui il primo a saperlo.
Patch si sedette accanto a me. Non intrecci le sue dita alle mie come faceva sempre. Cercai di non sentirmi ferita, ma mi si form un groppo in gola. E Cheshvan? insistetti.
Ne so quanto te. Agli angeli caduti ho detto che non voglio aver niente a che fare con questa guerra. Non l'hanno presa bene e non aprono bocca in mia presenza. Temo che passer del tempo prima che torni a essere una fonte attendibile su quello che combinano gli angeli caduti. Inclin la testa per appoggiarla al divano e si copr il viso col berretto da baseball. Pensai che si sarebbe messo a russare: sembrava distrutto.
Giornata pesante? gli chiesi.
Mugugn un s. Ho seguito alcune piste sul conto di Pepper per scoprire l'identit del ricattatore, ma mi sono ritrovato al punto di partenza. Posso sopportare molte cose, ma non un giorno sprecato.
Senti da che pulpito... come puoi dire una cosa simile tu che tenti sempre di convincermi a passare tutto il giorno a letto con te? scherzai cercando di alleggerire l'atmosfera.
Quello sarebbe un giorno molto produttivo, angelo. Le parole erano scherzose ma il tono era quello di una persona esausta.
E possibile che sia Dabria a ricattarlo? chiesi. L'altra sera alla Sacca del Diavolo l'ho vista discutere con Pepper nel vicoletto sul retro. Lui non aveva l'aria molto contenta.
Patch non si mosse, mentre rifletteva su quell'informazione.
Credi sia possibile? insistetti.
Dabria non sta ricattando Pepper.
Come lai a esserne sicuro? Non mi piaceva che ci avesse messo meno di due secondi a decidere per il no. Il ricatto ben si addiceva a un personaggio come Dabria.
Lo so e basta. Com' andata la tua giornata? Era chiaro che non mi avrebbe fornito ulteriori spiegazioni.
Gli parlai della decisione di Marcie di trasferirsi da noi e del fatto che mamma l'aveva accolta a braccia aperte. Pi parlavo, pi la mia rabbia cresceva. Lo fa per un motivo preciso sbottai. Secondo me, Marcie sospetta che io sappia chi ha ucciso suo padre. Trasferirsi da noi  uno stratagemma per controllarmi.
Patch mi appoggi la mano sulla coscia, e dentro di me si accese la speranza. Non sopportavo la sensazione che qualcosa ci stesse allontanando. Solo due persone al mondo sanno che sei stata tu a uccidere Hank, ed  un segreto che mi porterei all'inferno se fosse necessario. Nessuno lo scoprir mai.
Grazie, Patch gli sussurrai in tutta sincerit. Mi dispiace se prima ho ferito i tuoi sentimenti. Mi dispiace per Dante, e per tutto questo casino. Voglio solo tornare a sentirmi vicina a te.
Patch mi baci il palmo della mano. Poi se l'appoggi sul cuore. Anch'io ti voglio vicina, angelo, mi mormor nella mente.
Mi accoccolai accanto a lui, posandogli la testa sulla spalla. Mi bastava toccarlo perch la tensione dentro di me si sciogliesse. Aspettavo questo momento da tutto il giorno. Sopportavo la tensione tra noi quanto il dolore di non essere con lui. Un giorno ci saremo solo Patch e io, mi dissi. Un giorno sfuggirai a Cheshvan, alla guerra, agli angeli caduti e ai Nephilim. Un giorno... solo noi due.
Ho scoperto una cosa interessante annunciai, e raccontai a Patch del fratellino di Blakely e del fatto che fosse una stella del football. Aggiunsi che Blakely non si perdeva una partita quando il fratello giocava in casa.
Patch sollev la visiera e mi guard negli occhi. Ottimo lavoro, angelo si compliment. Era rimasto colpito, si vedeva.
E adesso cosa facciamo? chiesi,
Venerd sera andiamo alla partita.
E se Blakely ci vede?
Non  sospetto che tu vada a una partita di football; io sar travestito. Lo catturer e lo porter in una casa che posseggo vicino al lago Sebago. Non c' nessuno lass in questo periodo dell'anno. Una sfortuna per Blakely e una fortuna per noi. Lo costringer a raccontarmi tutto dei prototipi, soprattutto dove li fabbrica, e troveremo il modo di renderli inoffensivi. Poi lo terr sempre sott'occhio. Sar la fine della sua carriera di ingegnere dell'arte diabolica.
Devo avvertirti per: Marcie vuole essere presente al suo interrogatorio.
Patch sollev le sopracciglia.
 il prezzo che ho dovuto pagare per ottenere l'informazione spiegai.
Hai giurato di portarla con te? mi chiese.
No.
Hai una coscienza?
No. Mi morsi il labbro inferiore. Feci una pausa. Uffa, va bene! S, ho una coscienza. Se inganniamo Marcie mi sentir in colpa per tutta la notte. Le ho mentito senza fare una piega stamattina, e ci sono stata male per ore. Adesso vivo con lei, Patch. Devo affrontarla. Forse possiamo usare la situazione a nostro vantaggio. Se le dimostriamo che pu fidarsi di noi, forse ci fornir altre informazioni.
Ci sono modi molto pi facili per ottenere informazioni, tesoro.
Sto solo dicendo che potremmo portarla con noi. Cosa potrebbe mai succedere?
Potrebbe capire che non ci siamo lasciati sul serio e andare a spifferarlo ai Nephilim.
A questo non avevo pensato.
Oppure possiamo portarla con noi, poi le canceller la memoria. Fece spallucce. Cos puoi dire addio ai sensi di colpa.
Ci rimuginai un po su.
Sembrava un piano fattibile, con una sola controindicazione: mi sarei trasformata in un'ipocrita.
Un'ombra di sorriso incresp le labbra di Patch. Sarai in prima fila in questa operazione o hai deciso di fare da baby-sitter a Marcie?
Scossi la testa. Del lavoro sporco ti occuperai tu: io terr d'occhio Marcie.
Patch si allung per darmi un bacio. Anche se mi divertir un mondo a interrogare Blakely, mi dispiace moltissimo non poter assistere alla tua battaglia con Marcie.
Non ci sar nessuna battaglia. Le spiegher con la massima calma che pu venire con noi ma deve aspettare in macchina insieme a me mentre tu te la vedi con Blakely.  la nostra ultima offerta. Prendere o lasciare. Mentre lo dicevo mi accorsi di quant'ero stupida se pensavo davvero che sarebbe stato cos facile. Marcie odiava prendere ordini. Nella sua scala di valori c'era solo una cosa peggiore di prendere ordini: prenderli da me. D'altro canto era vero che avrebbe potuto rivelarsi utile in futuro. Da un punto di vista legale era l'unica figlia di Hank, dopotutto. Se Patch e io decidevamo di allearci con lei, questo era il momento giusto.
Sar irremovibile promisi a Patch. Non mi far mettere i piedi in testa.
A questo punto Patch stava sorridendo apertamente. Mi baci ancora. Sei cos carina quando cerchi di fare la dura mi bisbigli all'orecchio.
Cercare? Ero capacissima di fare la dura. Capacissima! E gliel'avrei dimostrato venerd sera.
Occhio, Marcie.
Ero poco lontana da casa quando superai una volante della polizia nascosta in una stradina laterale. Non ero riuscita a percorrere nemmeno quindici metri dopo l'incrocio quando il poliziotto attiv la sirena e si lanci all'inseguimento.
Fantastico! borbottai. Davvero fantastico!
Mentre aspettavo che l'agente arrivasse al finestrino calcolai mentalmente la somma guadagnata facendo la baby-sitter, chiedendomi se sarebbe bastata a pagare la multa.
Picchi con la penna sul finestrino e mi fece segno di abbassarlo. Diedi un'occhiata al suo viso da dietro il vetro e rimasi a bocca aperta. Non era uno sbirro qualsiasi, ma il meno simpatico di tutti. Il detective Basso e io avevamo alle spalle una lunga storia fatta di reciproci sospetti e forte antipatia.
Abbassai il finestrino. Stavo superando il limite solo di cinque chilometri! protestai prima che potesse aprire bocca.
Tra le labbra teneva uno stuzzicadenti. Non ti ho fermata per eccesso di velocit. La luce posteriore sinistra  rotta. Sono cinquanta dollari di multa.
Sta scherzando?
Scarabocchi qualcosa sul blocchetto e mi pass la multa dal finestrino.  un rischio per la sicurezza tua e degli altri automobilisti. Non c' da scherzare.
 una scusa qualsiasi per multarmi? chiesi, a met tra il sarcasmo e l'incredulit.
Ti piacerebbe, eh? Dopo questa battuta irresistibile risal sulla volante. Lo guardai rimettersi in strada e superarmi. Passandomi accanto mi rivolse un cenno di saluto, ma non ebbi il coraggio di rispondere con un gestaccio. C'era qualcosa che non quadrava.
Un brivido mi diede l'impressione di avere appena immerso la mano nell'acqua ghiacciata. La presenza del detective Basso mi aveva trasmesso una sensazione di gelo, fredda come una raffica d vento invernale, ma me l'ero immaginato di sicuro. Stavo diventando paranoica. Perch...
Perch avvertivo quelle sensazioni solo con i non-umani.

13
Venerd sera sostituii gli abiti che indossavo a scuola con pantaloni di velluto, il maglione di lana merino pi caldo che possedessi, cappotto, cappello e guanti. La partita di football iniziava al tramonto, e a quell'ora faceva gi molto freddo. Mentre mi infilavo il maglione intravidi la mia immagine nello specchio. Mi fermai per guardare meglio. Non c'era dubbio, bicipiti e tricipiti erano molto pi definiti. Incredibile. Mi allenavo con Dante solo da una settimana e si vedevano gi i risultati. Sembrava che il mio corpo Nephilim sviluppasse i muscoli molto pi in fretta di quanto potessi sperare quando ero ancora umana.
Scesi le scale di volata, baciai la mamma sulla guancia e corsi fuori. Il motore della Volkswagen si lament, ma alla fine si arrese e part. Hai paura di questo freddo? Aspetta febbraio minacciai rivolta al catorcio.
Arrivai a scuola, parcheggiai su una stradina secondaria non lontana dallo stadio e chiamai Patch.
Sono arrivata annunciai. Siamo sempre d'accordo sul piano A?
Se non mi senti prima, s. Sono tra la folla. Ancora nessun segno di Blakely. Hai sentito Marcie?
Gettai un'occhiata all'orologio, quello che poco prima avevo sincronizzato con quello di Patch. Ci vediamo al chiosco tra dieci minuti.
Vuoi ripercorrere insieme le fasi del piano un'ultima volta?
Se vedo Blakely ti chiamo immediatamente. Non mi avvicino a lui ma non devo nemmeno perderlo di vista. All'inizio ci ero rimasta male perch Patch voleva che mi tenessi a distanza di sicurezza, ma la verit era che non me la sentivo di affrontare Blakely da sola. Non sapevo quanto fosse forte, e, ammettiamolo pure, neanche quanto fossi forte io. Mi sembrava che la mossa pi intelligente fosse lasciare che Patch si occupasse della cattura di Blakely, visto che aveva molta pi esperienza di me in questo genere di operazioni.
E Marcie?
Le sto incollata addosso tutta la sera. Dopo che hai preso Blakely l'accompagno in macchina alla tua casa vicino al lago Sebago. Ho con me le indicazioni stradali. Prendo la strada pi lunga per lasciarti il tempo di interrogare Blakely e renderlo innocuo prima del nostro arrivo.  tutto, giusto?
Un'ultima cosa aggiunse Patch. Sta attenta.
Sempre risposi, e scesi dall'auto.
Mostrai la mia tessera di studente all'ingresso, comprai un biglietto e mi avviai verso il chiosco tenendo gli occhi bene aperti. Patch mi aveva descritto Blakely nei particolari, ma appena fui dentro lo stadio, mescolata alla folla, realizzai che met degli uomini presenti avrebbero potuto essere lui. Alto e distinto, capelli grigi, fisico asciutto, con l'aria intelligente e un po svanita del classico professore di chimica. Mi chiesi se si fosse travestito anche lui, come Patch; in quel caso sarebbe stato ancora pi difficile individuarlo. Si era vestito da boscaiolo? O aveva optato per il look standard del tifoso dei Razorbills della Coldwater High School? Era arrivato al punto di tingersi i capelli? Comunque sarebbe stato uno degli uomini pi alti, questo era poco ma sicuro.
Marcie mi aspettava al chiosco e tremava per il freddo nei suoi jeans rosa con maglione a collo alto e gilet di piuma d'oca in tinta. Vedendola conciata a quel modo mi venne da chiederle: Dov' il tuo costume da cheerleader? Non sei in campo stasera?.
Non  un costume:  un'uniforme. Comunque ho mollato.
Hai lasciato il gruppo?
Ho lasciato la squadra.
Accidenti.
Ho cose pi importanti a cui pensare. Tutto il resto scompare quando scopri che sei... lasci la frase in sospeso e si guard attorno a disagio ...Nephilim.
Non me lo sarei mai aspettata, ma sentii una strana affinit con lei, affinit che svan alla velocit della luce quando ricordai a me stessa il lungo elenco dei modi in cui mi aveva avvelenato la vita, e stavo pensando solo all'ultimo anno. Eravamo tutte e due Nephilim, ma le somiglianze tra noi finivano l. E avrei fatto bene a non dimenticarmelo.
Riconosceresti Blakely se lo vedessi? le chiesi a bassa voce.
Mi lanci un'occhiataccia. Ti ho detto che lo conosco, s o no? In questo momento rappresento la tua migliore chance di trovarlo. Non rompere.
Quando e se lo vedi cerca di essere discreta. Patch catturer Blakely e lo seguiremo fino alla sua casa sul lago, dove interrogheremo Blakely tutti insieme. A quel punto, per, Blakely sarebbe stato svenuto e Marcie non avrebbe potuto chiedergli proprio un bel niente. Un dettaglio trascurabile.
Pensavo che con Patch avessi rotto.
Infatti  cos mentii ignorando i sensi di colpa che facevano le capriole nel mio stomaco. Per per affrontare Blakely non mi fido di nessun altro. Il fatto che non stiamo pi insieme non significa che non posso chiedergli di restituirmi un favore. Forse non credette alla mia spiegazione, ma la cosa non mi turb. Tra poco Patch le avrebbe cancellato dalla memoria ogni traccia di quella conversazione.
Voglio interrogare Blakely prima di Patch dichiar Marcie.
Non  possibile. Abbiamo un piano e dobbiamo rispettarlo.
Marcie alz le spalle con incredibile arroganza. Vedremo.
Feci qualche respiro profondo e scacciai la tentazione di digrignare i denti. Era ora di far vedere a Marcie che non era lei a comandare. Se mandi tutto a monte te ne far pentire per tutta la vita. Cercai di rendere il mio ammonimento persuasivo, ma capii subito che risultavo minacciosa meno della met di quanto avrei voluto. Forse avrei dovuto chiedere aiuto a Dante. Anzi, ancora meglio, avrei dovuto farmi spiegare da Patch le finezze di quell'arte.
Credi davvero che Blakely abbia delle informazioni su chi ha ucciso pap? chiese Marcie, squadrandomi.
Il mio cuore smise di battere per un istante, ma riuscii a nascondere il mio turbamento. Spero che lo scopriremo stanotte.
E adesso che si fa? domand Marcie.
Adesso ci facciamo un giretto cercando di non dare nell'occhio.
Parla per te sbuff Marcie.
Okay, forse aveva ragione. Era davvero uno schianto: carina e maledettamente sicura di s. Era piena di soldi e si percepiva in ogni dettaglio. L'abbronzatura ottenuta sul lettino di un'estetista, le mche cos-naturali-da-sembrare-vere, il reggiseno push up. Un miraggio. Perfetta. Mentre salivamo tra le tribune molti occhi si puntarono su di noi, e di certo non stavano guardando me.
Mi richiamai all'ordine. Pensa a Blakely. Hai cose pi importanti di cui occuparti invece di macerarti nell'invidia.
Avanzammo fra le tribune, superammo le toilette e tagliammo sulla pista che circondava il campo da football, dirette verso i posti riservati agli ospiti. Con grande disappunto vidi il detective Basso in uniforme. Era in piedi sulla tribuna pi alta e fissava con occhi scettici la folla rumorosa venuta a fare il tifo per la squadra ospite. Il suo sguardo si pos su di me, e il dubbio che gli leggevo sul viso si fece pi evidente. Ricordando la strana sensazione che aveva suscitato in me due sere prima, afferrai il gomito di Marcie e la trascinai via. Non potevo accusare Basso di avermi seguita-era senza dubbio in servizio - ma questo non significava che volessi sentirmi i suoi occhi puntati addosso tutta la sera.
Marcie e io camminammo avanti e indietro sulle tribune affollatissime; era calata la notte, la partita era cominciata e, a parte gli ammiratori di Marcie, non avevamo attirato attenzioni indesiderate. Almeno, cos sembrava.
Sono stanca protest Marcie. Non ne posso pi di camminare. In caso non l'avessi notato, ho gli stivali con la zeppa.
Mi venne voglia di urlarle in faccia: Non sono cavoli miei! Invece ribattei: Vuoi trovare Blakely o no?.
Sbuff, e quella reazione infantile mi diede sui nervi. Facciamo un altro giro e poi basta.
Meno male, cos non dovr pi sopportarti, pensai.
Mentre tornavamo ai posti riservati agli studenti sentii un inquietante formicolio per tutto il corpo. Mi girai d'istinto per individuare la fonte di quella sensazione. Alcuni uomini s'aggiravano nel buio, fuori dall'alto recinto che circondava lo stadio, le dita appese alle maglie della rete. Uomini che non avevano comprato il biglietto ma volevano guardare la partita. Uomini che preferivano sostare nell'ombra invece di mostrare il viso alla luce dei riflettori. Uno in particolare, magro, molto alto e con le spalle spioventi, attir la mia attenzione. Irradiava un'energia non umana che mandava in tilt il mio sesto senso.
Cos, senza smettere di camminare, mormorai a Marcie: Guarda verso la recinzione. Per caso uno di quegli uomini assomiglia a Blakely?.
Comportandosi per una volta in modo intelligente Marcie riusc a controllare con un'occhiata furtiva, che dur meno di un secondo. Credo di s, al centro, quello un po ingobbito. Potrebbe essere lui.
Era la conferma che aspettavo. Continuando a camminare afferrai il cellulare e feci una chiamala.
L'abbiamo trovato comunicai a Patch. Si trova vicino alla curva nord dello stadio, fuori dal recinto. Ha i jeans e una maglia grigia dei Razorbills. Ci sono altri uomini vicino a lui, ma non credo siano insieme. Avverto la presenza di un solo Nephilim, ed  Blakely.
Arrivo tagli corto Patch.
Ci vediamo alla casa vicino al lago.
Va piano. Ho un sacco di domande da fare a Blakely puntualizz.
Avevo smesso di ascoltarlo: Marcie si era volatilizzata.
Oh, no! sussurrai. Marcie! Sta correndo da Blakely! Devo andare. Mi gettai all'inseguimento.
Marcie era quasi arrivata al recinto, e sentii gli acuti della sua voce stridula. Sai chi ha ucciso mio padre? Dimmi subito quello che sai!
La domanda fu seguita da una raffica di parolacce. Blakely si volt e si dilegu.
Dando prova di grande determinazione, Marcie si arrampic sulla rete, scivolando e annaspando prima di riuscire a scavalcarla con una gamba, poi corse dietro a Blakely scomparendo nel tunnel buio che unisce lo stadio alla scuola.
Raggiunsi il recinto un attimo dopo, ficcai la punta della scarpa in una maglia della rete e scavalcai senza rallentare. Mi accorsi appena delle espressioni sconvolte degli uomini l accanto. Avrei cercato di cancellare la loro memoria, ma non ne avevo il tempo. Mi lanciai all'inseguimento correndo a tutta velocit, felice che la mia visione notturna fosse molto pi acuta di quando ero un essere umano.
Avvertii la presenza di Blakely di fronte a me e anche quella di Marcie, bench l'energia irradiata da lei fosse molto pi debole. Visto che entrambi i suoi genitori erano Nephilim purosangue, era quasi un miracolo che fossero riusciti a concepirla e che lei fosse nata viva. Anche se era Nephilim pura al cento per cento, io ero pi forte di lei gi come semplice essere umano.
Marcie! Le sibilai nella mente. Torna subito qui!
All'improvviso Blakely scomparve dal mio radar. Non avvertivo pi la sua presenza. Mi fermai, scandagliando il tunnel buio, cercando di individuare una traccia. Era riuscito a correre cos in fretta da sottrarsi del tutto al mio sesto senso? Marcie! Sibilai ancora.
Poi la vidi, in piedi in fondo al tunnel, illuminata dalla luna. La raggiunsi cercando di controllare la rabbia. Aveva rovinato tutto. Avevamo perso Blakely e, peggio ancora, gli avevamo fatto capire che gli stavamo dando la caccia. Di sicuro non si sarebbe pi presentato a una partita di football. Forse si sarebbe trincerato nel suo nascondiglio senza pi uscirne. Avevamo avuto un'unica occasione... e l'avevamo persa.
Che ti  preso? aggredii Marcie quando le fui accanto. Dovevi lasciare che fosse Patch a catturare Blakely... Pronunciai quelle parole lentamente, con voce rauca. Deglutii. Avevo gli occhi fissi su Marcie e c'era qualcosa che non andava in lei. Qualcosa di terribilmente sbagliato.
Patch  qui? domand Marcie; per non era la sua voce. Era una voce bassa, maschile e colma di stizzoso divertimento. Non sono stato abbastanza prudente.
Blakely? chiesi e all'improvviso mi sentii la gola secca. Marcie dov'?
Oh,  qui. Accanto a te. Sto possedendo il suo corpo.
Come hai fatto? Ma lo sapevo gi: grazie all'arte diabolica. Era l'unica spiegazione possibile. Oltre al fatto che, naturalmente, era il mese di Cheshvan. L'unico periodo dell'anno in cui era possibile possedere un corpo che non fosse il proprio.
Un rumore di passi echeggi dietro di noi, e nonostante l'oscurit vidi gli occhi di Blakely diventare di ghiaccio. Si gett su di me all'improvviso. Fu cos rapido che non ebbi il tempo di reagire.
Mi fece voltare e mi attir a s, stringendo la mia schiena contro il suo petto. Di fronte a noi comparve Patch, ma rallent la corsa quando mi vide.
Cosa succede, angelo? chiese a voce bassa, incerta.
Non dire una parola mi ringhi Blakely all'orecchio.
Avevo gli occhi lucidi. Blakely usava un braccio per tenermi ferma ma nell'altra mano reggeva una lama, e la sentivo sulla pelle, pochi centimetri sopra l'anca.
Neanche una parola ripet Blakely. Il suo fiato fece muovere una ciocca di capelli.
Patch si ferm; il suo viso era confuso. Sapeva che qualcosa non andava, ma non riusciva a capire cosa. Sapeva che ero pi forte di Marcie e che mi sarei potuta liberare se l'avessi voluto.
Lascia andare Nora sussurr a Marcie, incerto, diffidente.
Non avvicinarti gli ordin Blakely. Questa volta la sua voce era identica a quella di Marcie. Alta, tremante. Ho un coltello e lo user se mi costringi a farlo. Blakely mosse il coltello per confermare le sue parole.
Arte diabolica, mi disse Patch nella mente. La sento dappertutto.
Sta attento! Blakely si  impossessato del corpo di Marcie, cercai di dirgli, ma i miei pensieri erano bloccati. Non so come, ma Blakely li stava schermando. Sentivo che rimbalzavano indietro, come se stessi urlando contro un muro di cemento. Aveva un controllo totale dell'arte diabolica ed era in grado di utilizzarla come un'arma potentissima e incredibilmente duttile.
Con la coda dell'occhio vidi Blakely sollevare il coltello. La lama splendeva di un'eterea luce azzurrognola. Prima che potessi battere ciglio mi conficc il coltello nel fianco e fu come se mi avessero gettata in una fornace incandescente.
Mi accasciai a terra cercando di gemere e urlare per il dolore, ma ero troppo sconvolta per emettere un suono. Quando fui a terra cominciai a contorcermi: volevo strapparmi il coltello dalla carne ma tutti i muscoli del mio corpo erano in stato di shock, paralizzati da un dolore indicibile.
In meno di un secondo Patch fu al mio fianco e si abbandon a una lunga serie di imprecazioni. Aveva la voce tesa, spaventata. Estrasse il coltello e lo gett lontano. In quel momento riuscii a urlare; il grido disperato mi sgorg dal profondo dell'anima. Sentii Patch impartire ordini, ma le sue parole si frantumarono nella mia mente, insignificanti a confronto del dolore che lacerava ogni cellula del mio corpo. Ero divorata da un incendio le cui fiamme mi mordevano dentro e fuori. Il calore era insopportabile, terribili brividi simili a convulsioni mi facevano agitare contro la mia volont.
Patch mi sollev tra le braccia. A stento mi resi conto che usciva correndo dal tunnel. L'eco dei suoi passi che rimbombava tra le pareti fu l'ultimo suono che udii.

14
Mi svegliai con un sobbalzo e cercai di capire dove mi trovavo. Ero distesa su un letto che mi parve vagamente di riconoscere, in una stanza buia che odorava di calore e di terra. Un corpo era steso accanto al mio e si mosse.
Angelo?
Sono sveglia mormorai. Mi sentii sommergere da un'ondata di sollievo quando capii che Patch mi era vicino. Non sapevo per quanto tempo ero rimasta priva di conoscenza, ma mi sentivo al sicuro in casa sua, con lui a proteggermi. Blakely si era impossessato del corpo di Marcie. Non ho avvertito la sua presenza e mi sono accostata a lui senza rendermi conto che stavo cadendo nella sua trappola. Ho cercato di avvertirti ma Blakely mi aveva imprigionata in una specie di bolla: le parole che ti inviavo con la mente tornavano indietro.
Patch annu, sistemandomi un ricciolo ribelle dietro l'orecchio. L'ho visto uscire dal corpo di Marcie e darsela a gambe. Marcie sta bene.  ancora un po scossa, ma sta bene.
Perch mi ha pugnalata? Feci una smorfia di dolore mentre mi sollevavo il maglione per osservare la ferita. Doveva gi essersi rimarginata grazie al mio sangue Nephilim, ma era ancora fresca e circondata di un alone azzurrognolo.
Sapeva che se l i avesse ferita sarei rimasto al tuo fianco invece di inseguirlo. Un trucchetto che gli coster molto caro rispose
Patch con la mascella contratta. Quando ti ho portata qui tutto il tuo corpo irradiava una luce azzurra, dalla punta dei piedi ai capelli. Sembravi in coma. Non potevo raggiungerti, neanche parlando alla tua mente: non ho mai avuto tanta paura in vita mia. Patch mi strinse a s, facendo aderire il suo corpo contro il mio in modo protettivo. Mi stringeva quasi troppo forte, e in quel momento capii quanto era stato in pena per me.
Conseguenze?
Non lo so. Ma di sicuro non  una cosa positiva essere stata esposta all'arte diabolica per due volte.
Dante beve quella pozione tutti giorni. Se stava bene lui, non sarebbe successo niente neanche a me. Giusto? Volevo crederlo con tutta me stessa.
Patch tacque, ma sapevo cosa stava pensando. Come me, capiva che l'assorbimento di sostanze contaminate dal male doveva avere degli effetti collaterali.
Dov' Marcie? chiesi.
Ho alterato la sua memoria in modo che non ricordi di avermi visto stasera, poi ho chiesto a Dabria di accompagnarla a casa. Non fulminarmi con lo sguardo. Non avevo altra scelta, e avevo con me il suo numero di cellulare.
 proprio questo che mi preoccupa! Sobbalzai, perch la mia reazione mi aveva fatto contrarre la ferita.
Patch si volt a baciarmi la fronte alzando contemporaneamente gli occhi al cielo. Non costringermi a ripeterti per l'ennesima volta che non c' niente tra Dabria e me.
Non ti ha dimenticato.
Fa finta di non avermi dimenticato per turbare te. Non renderle la cosa cos facile.
E tu non chiamarla per chiederle dei favori come se facesse parte della nostra squadra lo rimbeccai. Ha cercato di uccidermi e cercherebbe di portarti via da me in questo preciso momento, se solo tu glielo permettessi. Pu negarlo un milione di volte, non mi interessa. Ho visto come ti guarda.
Ebbi la sensazione che Patch avesse la risposta pronta, ma si costrinse al silenzio e scese dal letto con un balzo. Aveva la T-shirt nera sgualcita e i capelli in disordine: sembrava un pirata. Vuoi qualcosa da mangiare? Da bere? Mi sento inutile e questa sensazione mi sta facendo impazzire.
Se non sai cosa fare, potresti buttarti sulle tracce di Blakely sibilai. Cos'avrei dovuto fare per liberarmi per sempre di quella maledetta Dabria?
Un sorriso tra il subdolo e il sinistro alter i tratti di Patch, dandomi i brividi. Non c' bisogno di andare a cercarlo. Sar lui a venire da noi. Per scappare ha dovuto abbandonare il coltello. Sa che lo abbiamo noi, e sa che  una prova che potrei portare agli arcangeli per dimostrare che sta usando oggetti stregati. Verr a riprenderselo. Molto presto.
Denunciamolo subito agli arcangeli. Lascia che siano loro a preoccuparsi dell'arte diabolica.
Patch fece una risata sommessa che non riusc a mascherare il nervosismo. Degli arcangeli non mi fido pi. Pepper Friberg non  l'unica mela marcia. Se lo consegno a loro non ho nessuna garanzia che risolveranno la situazione. Credevo che gli arcangeli fossero incorruttibili, ma hanno fatto di tutto per convincermi del contrario. Li ho visti giocare con la morte, restare indifferenti di fronte a crimini orrendi e punirmi per reati che non avevo commesso. Ho fatto degli errori, questo s, e ho pagato, ma sospetto che non molleranno fino al giorno in cui riusciranno a incatenarmi all'inferno. Quindi questa volta me ne occuper di persona. Blakely verr qui a riprendersi il suo coltello e, quando lo far, io sar pronto ad accoglierlo.
Voglio aiutarti esclamai. Volevo distruggere il Nephilim che era stato tanto stupido da pugnalarmi. Blakely stava aiutando l'esercito Nephilim e il capo di quell'esercito ero io. Il suo comportamento nei miei confronti era stato a dir poco irrispettoso. A ben vedere si trattava di tradimento e la razza Nephilim non aveva simpatia per i traditori.
Patch mi fiss dritto negli occhi, in silenzio, studiandomi come se volesse giudicare la mia capacit di affrontare Blakely. Poi, con mia enorme soddisfazione annu. D'accordo, angelo. Ma una cosa alla volta. La partita di football  finita due ore fa e tua madre si star chiedendo dove ti sei cacciata.  ora di tornare a casa.
Le luci della fattoria erano spente, ma sapevo che mamma non si sarebbe addormentata prima del mio rientro. Bussai leggermente alla porta della sua stanza da letto, la socchiusi e sussurrai nel buio: Sono tornata.
Ti sei divertita? mi chiese sbadigliando.
La squadra ha giocato benissimo risposi senza aggiungere altri dettagli.
Marcie  tornata gi da qualche ora. Non ha detto una parola; si  infilata di corsa in camera sua e ha chiuso la porta. Sembrava... stranamente silenziosa. Forse sconvolta. C'era una domanda inespressa nella sua voce.
Forse ha le sue cose. Forse stava facendo del suo meglio per non farsi prendere da un attacco di panico. Anch'io ero stata posseduta, e le parole non potevano esprimere quanto ci si sentisse violati. Ciononostante, non mi sentivo particolarmente solidale. Se Marcie avesse fatto ci che le avevo chiesto non le sarebbe accaduto nulla.
Quando fui in camera da letto mi spogliai e guardai meglio la mia ferita. L'alone azzurrognolo stava scomparendo. Lentamente, ma stava svanendo. Doveva essere un buon segno.
Mi ero appena sdraiata quando sentii bussare alla porta. Marcie l'apr e rimase ferma sulla soglia. Sto andando fuori di testa mormor, e a giudicare dal suo aspetto era sincera.
Le feci cenno di entrare e chiudere la porta.
Cosa  successo? mi chiese con le lacrime agli occhi. Come ha fatto a impadronirsi del mio corpo a quel modo?
Blakely ti ha posseduta.
Come puoi rimanere cosi calma? mi rimprover sommessamente, con voce rotta.  entrato nel mio corpo come... un parassita!
Se non ti fossi intromessa e avessimo catturato Blakely come avevamo stabilito non sarebbe successo. Appena pronunciai quelle parole mi pentii di essere stata tanto dura. Marcie aveva fatto una cosa stupida, ma io non avevo il diritto di giudicarla. Aveva reagito d'istinto. Voleva sapere chi aveva ucciso suo padre: chi poteva biasimarla? Io no, di sicuro.
Sospirai. Scusa, non mi sono spiegata bene.
Era gi troppo tardi per le scuse. Mi guard addolorata e usc.

15
Mi svegliai di soprassalto. Dante era chino sul mio letto.
Buongiorno, tesoro.
Cercai di divincolarmi, ma le sue mani mi tenevano per le spalle, bloccandomi.  sabato protestai debolmente. Allenarsi andava benissimo, ma meritavo almeno un giorno di riposo.
Ho una sorpresa per te: una bella sorpresa, tanto per cambiare.
L'unica sorpresa che desidero davvero  rimanere a letto un'altra ora. Il cielo dietro la finestra era ancora buio; dovevano essere passate da poco le cinque.
Tir via le coperte e strillai, cercando di riafferrarle alla cieca. Ehi, ma che fai?
Carino il pigiama.
Indossavo una maglietta nera recuperata dall'armadio di Patch, che non mi arrivava nemmeno a met coscia. Riuscii ad abbassare la T-shirt e a coprirmi con il lenzuolo. E va bene mi arresi sbuffando. Aspettami gi.
Dopo aver indossato la tuta e allacciato le scarpe da ginnastica mi trascinai fuori. Dante non era sul vialetto, ma avvertii la sua presenza poco lontano, forse nel bosco. Stranamente, percepii la presenza di un altro Nephilim insieme a lui. Mi avviai in quella direzione aggrottando le sopracciglia.
Non mi ero sbagliata: Dante aveva portato con s un amico. Ma a giudicare dall'aspetto occhi neri, un taglio sul labbro, la mascella gonfia e un bernoccolo in fronte che doveva fargli molto male - ebbi la sensazione che tra loro non corresse buon sangue.
Lo riconosci? mi chiese in tono allegro Dante afferrando alla nuca il Nephilim ferito perch potessi vederlo meglio.
Mi avvicinai senza capire. No,  troppo conciato. Sei stato tu a ridurlo cos?
Sei sicura che questo bel faccino non ti dica niente? insistette Dante prendendo il tizio per il mento e costringendolo a girare il viso a destra e a sinistra. Ieri sera ha raccontato un sacco di sciocchezze sul tuo conto. Si  vantato di avertele date di santa ragione. Ovviamente la cosa mi interessava parecchio cos gli ho detto che stava mentendo perch se avesse fatto davvero una cosa del genere doveva vedersela con me. Sai che non mi piacciono i Nephilim che mancano di rispetto ai propri superiori, soprattutto quando si tratta dell'erede della Mano Nera. Il tono scherzoso era scomparso dalla voce di Dante. Ora fissava il Nephilim con disprezzo.
Era uno scherzo borbott lui. Abbiamo pensato di scoprire se ha davvero intenzione di realizzare il progetto della Mano Nera. Non  nemmeno nata Nephilim. Volevamo darle una piccola dimostrazione di cosa dovr affrontare...
Cappello da Cowboy! Il viso era cos tumefatto che non rassomigliava neanche lontanamente a quello di chi mi aveva rapita, trascinata in una capanna, legata e minacciata, ma riconobbi la voce. Era proprio lui, Cappello da Cowboy alias Shaun Corbridge.
Uno scherzo? sibil velenosamente Dante. Se per te quello era uno scherzo, allora troverai molto divertente quello che stiamo per farti. Colp Cappello da Cowboy con una tale violenza da farlo cadere in ginocchio.
Dante, posso parlarti un attimo? chiesi. In privato.
Certo. Punt l'indice contro il Nephilim in segno di ammonimento. Se ti muovi la pagherai cara.
Ci allontanammo e quando fui certa che Cappello da Cowboy non ci sentisse sbottai: Cosa sta succedendo?.
Ieri sera ero alla Sacca del Diavolo e quel pallone gonfiato senza cervello si vantava di averti pestata. L per l ho pensato di aver capito male, ma pi parlava pi mi convincevo che non stava raccontando storie. Perch non mi hai riferito che un gruppo dei nostri ti ha aggredita? ringhi Dante. Per non sembrava arrabbiato. Addolorato, forse, ma non arrabbiato.
Sei preoccupato per il mio indice di gradimento o per me?
Dante scosse la testa. Non parlare cos. Non sto pensando alla tua popolarit, lo sai.  per te che mi preoccupo. Quell'idiota ti ha messo le mani addosso e la cosa non mi piace neanche un po. S, dovrebbe mostrare rispetto perch sei il comandante dell'esercito a cui dice di appartenere, ma c' di pi. Dovrebbe rispettarti perch sei una persona onesta e ce la stai mettendo tutta. Io me ne rendo conto, e voglio che se ne renda conto anche lui.
Quella franchezza e quel calore mi misero a disagio. Soprattutto dopo il bacio che mi aveva rubato ingannando la mia mente. Mi sembrava che le sue parole andassero oltre l'interesse professionale, anche se i nostri rapporti erano esclusivamente professionali. E desideravo che rimanessero cos.
Ti ringrazio per le tue parole risposi ma vendicarsi non far cambiare idea a quel tizio. Mi odia, come molti Nephilim del resto. Potrebbe essere l'occasione per dimostrare a tutti che forse si sbagliano sul mio conto. Credo che dovremmo lasciarlo andare e continuare il nostro allenamento.
Dante non parve convinto: anzi, sul suo volto lessi delusione e impazienza. Il perdono non  la strada giusta. Non questa volta. Quel delinquente penser di aver fatto bene se lo lasci andare. Sta cercando di convincere tutti che non sei adatta a guidare il nostro esercito, e se non lo punisci come merita, finirai per dimostrare che ha ragione. Dagli una lezione. Fa in modo che alla prossima occasione ci pensi due volte prima di calunniarti o metterti le mani addosso.
Lascialo andare ripetei con maggiore fermezza. Non credevo che la violenza fosse la risposta giusta alla violenza. N in quella circostanza, n mai.
Dante apr la bocca e fece per insistere, ma io glielo impedii. Non ho intenzione di cambiare idea. Non mi ha fatto del male. Mi ha trascinata in quella capanna perch aveva paura e non sapeva che altro fare. Sono tutti spaventati. Cheshvan  arrivato ed  in gioco il nostro futuro. Ha sbagliato, ma non posso prendermela con lui perch ha cercato di calmare le sue paure. Seppellisci l'ascia di guerra e lascialo andare. Dico sul serio.
Dante prese un lungo respiro. La sua disapprovazione era lampante. Io, per, ero convinta di essere nel giusto. Non volevo alimentare le polemiche fra i Nephilim. Dovevamo essere disposti a mostrare compassione, rispetto e fedelt anche quando non era facile farlo.
Non hai altro da dire? insistette Dante.
Puoi andartene gridai a Cappello da Cowboy. Scusa per il disturbo.
Per un attimo ci fiss a bocca aperta, incredulo, poi decise di non sfidare la fortuna e scapp come se fosse inseguito da un branco di orsi.
Allora dissi a Dante. Quali mostruose crudelt hai preparato per me questa mattina? Correre una maratona? Spostare una montagna? Separare le onde dell'oceano?
Un'ora dopo i muscoli di gambe e braccia mi tremavano per la fatica. Dante mi aveva costretto a una serie di esercizi massacranti: flessioni, addominali, corse e salti. Stavamo uscendo dal bosco quando all'improvviso sollevai un braccio e fermai Dante mettendogli una mano sul petto. Mi portai un dito alle labbra per pregarlo di stare in silenzio.
In lontananza sentivo un lieve rumore di passi.
Doveva averli sentiti anche lui.  un cervo? Mi chiese.
Aguzzai gli occhi nel buio. Il bosco era ancora avvolto nelle tenebre e in quel punto gli alberi erano foltissimi: non si vedeva niente.
No.
Dante mi tocc una spalla e indic il cielo. Non capii subito: poi intuii cosa cercava di dirmi. Mi stava proponendo di arrampicarci su un albero per avere una migliore visuale e prepararci ad affrontare un eventuale problema.
Anche se ero esausta, in pochi istanti mi arrampicai su un cedro. Dante si appollai su un albero accanto.
La nostra attesa non fu lunga. Poco dopo sei angeli caduti entrarono furtivamente nella piccola radura sotto di noi. Tre maschi e tre femmine. Il petto nudo era decorato con strani geroglifici che sembravano fatti con la vernice. I loro visi erano dipinti di rosso. Il loro aspetto faceva paura, sembravano una trib di pellerossa.
Ne osservai uno in particolare. Un ragazzo dinoccolato con gli occhi cerchiati di nero. I suoi lineamenti familiari mi gelarono il sangue. Ricordai la sua furia selvaggia alla Sacca del Diavolo e la rapidit con cui le sue mani si erano mosse. Rammentai la vittima della sua violenza, la ragazza che assomigliava moltissimo a me.
Avanzava tra gli alberi con ghigno feroce e un obiettivo preciso. Sul petto aveva una ferita recente, piccola e circolare, come se qualcuno gli avesse strappato un brandello di carne. Nei suoi occhi brillava una luce fredda e spietata che mi fece rabbrividire.
Dante e io rimanemmo sull'albero fino a quando il gruppetto si fu allontanato. Come hanno fatto a trovarci? chiesi appena misi i piedi a terra.
Gli occhi di Dante, gelidi, si fissarono nei miei. Hanno commesso un grave errore a darti la caccia.
Credi che ci abbiano spiato?
Credo che abbiano avuto una soffiata.
Hai presente quello molto magro? L'ho gi visto alla Sacca del Diavolo. Ha aggredito una ragazza Nephilim che mi assomigliava come una goccia d'acqua. Lo conosci?
Esit un istante, poi disse: No.
Cinque ore pi tardi avevo fatto la doccia, mi ero vestita, avevo divorato una colazione salutista a base di omelette di solo albume con funghi e spinaci e avevo anche finito tutti i compiti. Niente male, considerando che non era ancora mezzogiorno.
In fondo al corridoio la porta della stanza di Marcie si apr e la vidi. Aveva i capelli spettinati e gli occhi cerchiati. Anche se si trovava a una certa distanza mi sembrava di sentire il cattivo odore del suo alito.
Ciao la salutai.
Ciao.
Mia madre vuole che rastrelliamo le foglie in cortile, quindi forse  meglio che tu faccia la doccia quando avremo finito.
Marcie aggrott le sopracciglia. Potresti ripetere?
Sono le faccende di casa del sabato spiegai. Capivo che forse per Marcie era un concetto sconosciuto. E l'idea che fosse toccato proprio a me spiegarglielo mi rendeva euforica.
Non faccio faccende domestiche, io.
Se abiti qui le fai, eccome!
Okay accett Marcie con riluttanza. Fammi fare colazione e qualche telefonata.
Non credevo che in un giorno normale Marcie sarebbe stata tanto arrendevole: forse si comportava cos per scusarsi dell'enorme casino che aveva combinato con Blakely. Comunque mi andava benissimo.
Mentre Marcie versava i cereali in una tazza, andai in garage a prendere i rastrelli. Avevo quasi finito di ripulire la porzione di cortile di fronte alla casa quando un'automobile arriv rombando. Scott parcheggi la Barracuda nel vialetto e scese con un agile balzo. La maglietta gli aderiva ai muscoli scolpiti quasi fosse bagnata, e mi sarebbe piaciuto avere la macchina fotografica per fare un immenso regalo a Vee.
Come va, Grey? chiese. Estrasse i guanti di pelle da lavoro dalla tasca posteriore e li indoss. Sono venuto a dare una mano: avanti, fammi lavorare! Per oggi sar il tuo schiavo. Al mio posto dovrebbe esserci il tuo adorato Dante, ma per questa volta dovrai accontentarti. Continuava a prendermi in giro su Dante, ma non capivo se era davvero convinto che tra noi ci fosse qualcosa, perch c'era sempre una punta di ironia nelle sue punzecchiature. Ma Scott era sempre ironico.
Mi appoggiai al rastrello. Come fai a sapere che oggi devo rastrellare il giardino?
Me l'ha detto la tua nuova migliore amica.
Non avevo una nuova migliore amica, solo la peggiore nemica di sempre. I miei occhi si ridussero a una fessura. Ti ha reclutato Marcie?
Ha detto che aveva bisogno di aiuto per certi lavoretti. Ha un'allergia che le impedisce di lavorare all'aperto.
E una balla spaziale! E io che ero stata tanto ingenua da credere che mi avrebbe dato sul serio una mano!
Scott prese il secondo rastrello che avevo appoggiato alla veranda e venne ad aiutarmi. Facciamo un mucchio di foglie gigante, cos poi ti ci butto dentro.
Che idiozia: si sparpaglierebbero tutte un'altra volta.
Scott sorrise e mi diede un colpetto alla spalla. Gi, ma sarebbe divertente.
Marcie apr la porta d'ingresso e usc in veranda. Si.mise a sedere sui gradini, incroci le gambe e le abbracci. Ciao, Scott.
Ciao!
Grazie di essere venuto a salvarmi. Sei il mio cavaliere senza macchia e senza paura.
Potrei mettermi a vomitare dissi alzando gli occhi al cielo.
Sempre al tuo servizio le rispose Scott. Ogni occasione  buona per tormentare Grey. Mi infil dentro la maglietta un pugno di foglie secche.
Ehi! gridai. Mi chinai a raccogliere una manciata di foglie e gliele gettai in faccia.
Scott si abbass, venne alla carica e mi fece cadere spargendo dappertutto il mucchio che avevo rastrellato. Ero arrabbiata con lui per aver mandato in fumo tutto il mio lavoro, ma al tempo stesso non riuscii a trattenermi e scoppiai a ridere. Mi venne addosso, mi fece cadere e mi ficc delle foglie ovunque: dentro la maglietta, nelle tasche e anche nei pantaloni. Scott! protestai ridendo come una matta.
Andate in camera almeno comment Marcie con voce annoiata, ma era evidente che eravamo riusciti a irritarla.
Quando Scott finalmente si alz, dissi a Marcie:  davvero un peccato che tu abbia l'allergia. Raccogliere le foglie a volte  davvero divertente. Non te lo avevo detto?.
Mi folgor con uno sguardo al vetriolo prima di rientrare in casa.

16
Infilammo tutte le foglie in sacchetti dell'immondizia arancioni decorati come zucche che sistemammo nel giardino a mo di addobbo. Scott entr in casa per ricevere il suo premio: bere un bicchiere di latte accompagnato dai deliziosi biscotti al cioccolato e menta preparati da mia madre. Pensavo che Marcie avesse battuto in ritirata in camera sua, invece ci aspettava in cucina.
Credo che dovremmo organizzare una festa di Halloween annunci.
Sbuffai appoggiando sul tavolo il mio bicchiere di latte. Senza offesa, ma a noi le feste non vanno molto a genio.
Il viso della mamma invece s'illumin. Penso sia una splendida idea, Marcie. Non facciamo una festa da quando Harrison se n' andato. Pi tardi potrei passare dal negozio dove vendono le decorazioni e vedere che cos'hanno.
Guardai Scott per cercare un suo sostegno, ma lui si limit a stringersi nelle spalle. Potrebbe essere divertente.
Hai uno sbaffo di latte in faccia gli feci notare acidamente.
Se la pul con il dorso della mano... che poi mi strofin sul braccio.
Che schifo! gridai rifilandogli uno spintone.
Credo che dovremmo scegliere un tema per la festa. Non so, tipo le coppie famose della storia, e dire a tutti che devono venire in due propose Marcie.
Bella idea. L'ho sentita almeno un miliardo di volte protestai.
Allora solo coppie di personaggi a tema: Halloween puntualizz Scott con un sorriso sadico.
Ehi, ehi, frenate, tutti e due esclamai alzando le mani per fermare quel vulcano di proposte. Mamma, ma ti rendi conto che dovresti pulire tutta la casa?
Lei ridacchi, un po offesa. Non  cos sporca, Nora.
Diciamo a tutti di portare qualcosa da bere o da mangiare, o i rinfreschi li organizziamo noi? chiese Scott.
Niente birra esclamammo all'unisono mamma e io.
Be, l'idea delle coppie famose mi piace insistette Marcie, che ovviamente aveva gi fatto i suoi piani. Scott, io e te partecipiamo insieme, okay?
Scott prese la palla al balzo. Posso travestirmi da Michael Myers? Tu potresti fare la parte di una delle baby-sitter mutilate.
No replic Marcie. Saremo Tristano e Isotta.
Alla faccia dell'originalit brontolai.
Scott mi sferr un calcio scherzoso. Ehi, benvenuta tra noi, Miss Sorriso.
Credo sia assurdo progettare una festa di Halloween nel bel mezzo di Cheshvan, lo rimproverai telepaticamente. Gli angeli caduti se la stanno prendendo comoda, ma non durer a lungo. Sappiamo entrambi che c' una guerra all'orizzonte e tutti si aspettano da me che faccia qualcosa. Quindi, scusa tanto se la mia allegria lascia un po a desiderare.
Touch, rispose Scott. Ma forse una festa ti aiuter a distrarti.
Stai pensando sul serio di fare da cavaliere a Marcie?
Sulle sue labbra comparve un sorriso. Preferisci che sia il tuo cavaliere?
Dovresti venire alla festa con Vee.
Prima che riuscissi a vedere la reazione di Scott, Marcie propose: Andiamo tutti insieme al negozio di decorazioni, signora Grey. Poi possiamo fermarci in cartoleria per dare un'occhiata agli inviti. Voglio qualcosa di raccapricciante, ma anche carino. Oh, ci divertiremo un mondo!.
Con chi verrai alla festa, Nora? chiese mia madre.
Strinsi le labbra, senza sapere cosa rispondere. Scott era gi prenotato, Dante non andava bene - presentarci insieme sarebbe stato perfetto, ma non ero dell'umore adatto -, mia madre detestava Patch. E la cosa peggiore era che per stare al gioco dovevo fingere di odiarlo anch'io.
Non volevo saperne di questa festa. Avevo ben altri problemi per la testa: un arcangelo crudele e vendicativo mi perseguitava; ero il comandante di un esercito ma non sapevo da dove cominciare a guidarlo e la guerra iniziava a sembrarmi inevitabile; la mia migliore amica mi nascondeva qualcosa. Ci mancava solo una festa a casa mia, dove avrei dovuto comportarmi da brava padrona di casa.
Marcie mi rivolse un sorrisetto. Anthony Amowitz ha una cotta per te.
Oooh, raccontami di questo Anthony trill mamma.
Marcie andava pazza per i pettegolezzi e non se lo fece ripetere due volte. Era nel nostro corso di educazione fisica l'anno scorso. Tutte le volte che giocavamo a softball faceva il ricevitore e tutte le volte che Nora era alla battuta le guardava le gambe praticamente sbavando. Era cos distratto che non prendeva una palla.
Be, le gambe di Nora sono davvero bellissime comment mamma.
Puntai l'indice verso le scale. Ora vado in camera mia a sbattere la testa contro il muro: sar senz'altro meglio che sopportarvi.
Tu e Anthony potreste vestirvi da Rossella e Rhet! mi grid dietro Marcie. O da Buffy e Angel. Oppure che mi dici di Tarzan e Jane?
Quella sera lasciai socchiusa la mia finestra e subito dopo mezzanotte Patch sgattaiol dentro. Mentre si stendeva in silenzio sul letto accanto a me sentii che odorava di terra, come il bosco. Anche se avrei preferito poterlo vedere anche alla luce dei sole, senza dubbio c'era qualcosa di molto eccitante nei nostri incontri notturni.
Ti ho portato una cosa annunci appoggiandomi un sacchettino di carta marrone sulla pancia.
Mi misi a sedere e diedi un'occhiata. Una mela caramellata della spiaggia di Delphic! esclamai sorridendo. Sono le pi buone! Ed  ricoperta di cocco, la mia preferita!
 un regalo per la mia piccola malata. Come va la ferita?
Sollevai la maglietta per mostrargli le buone notizie. Benissimo. L'alone blu era scomparso del tutto solo da poche ore, ma la ferita sembrava completamente guarita. Restava solo una pallida cicatrice.
Patch mi baci. Splendido.
Nessuna novit su Blakely?
No, ma  solo una questione di tempo.
Hai avuto la sensazione che ti seguisse?
No, ma sono sicuro che mi sta tenendo d'occhio. Deve assolutamente riprendersi il coltello.
L'arte diabolica sta cambiando le regole, vero?
Mi sta costringendo a diventare creativo, devo ammetterlo.
Hai portato con te il coltello di Blakely? Diedi un'occhiata veloce alle sue tasche, che mi parvero vuote.
Sollev la maglietta quel tanto che bastava a rivelarne l'impugnatura, che sbucava dalla cintura. Non lo perdo d'occhio un istante.
Sei sicuro che verr a riprenderselo? Forse ha capito il tuo gioco. Forse sa che gli arcangeli non sono cos severi come tutti pensavamo che fossero, e che non lo puniranno per gli esperimenti che stanno facendo nel mio laboratorio.
 possibile, si, ma non credo. Gli arcangeli sono bravissimi a mantenere i segreti, soprattutto con i Nephilim. Credo che Blakely se la stia facendo sotto e che presto far la sua mossa.
E se non viene solo? Se saremo tu e io contro una ventina di loro?
Verr solo rispose Patch con convinzione. Ha commesso un gran casino e cercher di sistemarlo con la massima discrezione. Scommetto che non aveva il permesso di andare a una partita di football:  scappato per poter vedere il fratellino. E per di pi ha lasciato in giro un coltello stregato. Sa di averla fatta grossa e di dover rimediare prima che qualcuno lo scopra. Ho intenzione di usare la sua paura e la sua disperazione a nostro vantaggio. Sa che siamo ancora insieme. Dovr fargli giurare di mantenere il segreto: non deve parlarne con anima viva.
Scartai la mela caramellata e le diedi un morso. Tanto valeva fingermi calma.
Altre novit? mi chiese Patch.
Mmm... s. Questa mattina durante l'allenamento Dante e io siamo stati interrotti da alcuni angeli caduti. Alzai le spalle con finta noncuranza e proseguii: Siamo rimasti nascosti fino a quando se ne sono andati, ma  chiaro che Cheshvan sta scaldando gli animi di tutti. Conosci per caso un angelo caduto magrissimo con il petto pieno di tatuaggi o simili? Era la seconda volta che lo vedevo.
La descrizione non mi dice niente, ma terr gli occhi aperti. Sei sicura di stare bene?
S, sto benissimo. L'altra novit  che Marcie ha deciso di dare una festa di Halloween qui alla fattoria.
Patch sorrise. La soap-opera della famiglia Grey-Millar va avanti.
Il tema della festa saranno le coppie famose. Non potrebbe essere pi banale neanche se ci provasse. La cosa peggiore  che ha coinvolto mia madre. Oggi sono andate insieme a comprare le decorazioni. Ci hanno messo tre ore, ti rendi conto? Sembra che all'improvviso siano diventate inseparabili. Diedi un altro morso alla mela facendo una smorfia. Marcie rovina sempre tutto. Volevo che Scott venisse alla festa con Vee, ma Marcie l'ha gi accalappiato.
Il sorriso di Patch si allarg.
Gli puntai addosso lo sguardo pi cupo del mio repertorio. Non c' niente da ridere. Marcie sta trasformando la mia vita in un incubo. Ma tu da che parte stai?
Patch alz le mani in segno di resa. Ehi, non voglio entrare in questa storia.
Ho bisogno di un cavaliere per questa pagliacciata di festa. Voglio lasciare Marcie a bocca aperta aggiunsi colta da un'improvvisa ispirazione. Voglio che al mio fianco ci sia il ragazzo pi figo del mondo, con un costume da urlo. Mi verr in mente qualcosa un milione di volte meglio di Tristano e Isotta. Guardai Patch in tralice, speranzosa.
Lui si limit a restituirmi lo sguardo. Non possiamo farci vedere insieme.
Ma saresti travestito. Pensala come una sfida. Devi ammettere che tutti questi misteri e sotterfugi sono intriganti.
Non mi piacciono le feste in costume.
Ti prego ti prego ti prego... dissi sbattendo le ciglia a tutto spiano.
Non attacca.
Conosco solo un ragazzo pi bello di Scott... cercai di convincerlo con l'adulazione.
Tua madre non mi permetter di mettere piede in casa tua. Ho visto il fucile che tiene in ripostiglio.
Ma saresti travestito! Non ti riconoscerebbe.
Tu non molli mai, vero?
Esatto. Che ne dici di John Lennon e Yoko Ono? O Sansone e Dalila? Oh! Ci sarebbero anche Robin Hood e Lady Mariani
Lui inarc un sopracciglio. Non hai pensato a Patch e Nora?
Intrecciai le dita sulla pancia e gettai al soffitto un'occhiata assassina. Devo a tutti i costi battere Marcie.
Il cellulare di Patch si mise a trillare e lui guard il display. Numero privato mormor; mi si gel il sangue nelle vene.
Credi che sia Blakely?
C' solo un modo per scoprirlo. Rispose con voce calma, ma non amichevole. Sentii subito che il suo corpo si irrigidiva: doveva essere Blakely. La telefonata dur solo una manciata di secondi.
 il nostro uomo annunci Patch. Vuole incontrarmi. Subito.
Tutto qui? Sembra quasi troppo facile.
Patch mi fiss negli occhi e capii che c'era dell'altro. Non riuscii a interpretare la sua espressione, ma il modo in cui mi guardava mi fece tremare d'ansia. Se gli do il coltello lui in cambio ci dar l'antidoto.
Quale antidoto? chiesi.
Quando ti ha pugnalata ti ha infettata. Non ha detto con cosa. Ha solo spiegato che se non prendi in fretta l'antidoto... Si interruppe e deglut. Ce ne pentiremo amaramente. Tutti e due.

17
Sta bluffando.  una trappola. Sta cercando di mandarci nel panico, cos saremo troppo preoccupati per affrontare la situazione in maniera intelligente. Saltai gi dal letto e cominciai a percorrere la mia stanza a grandi passi. Oh,  furbo. Quasi geniale. Secondo me dovremmo richiamarlo e dirgli che riavr il coltello solo dopo aver giurato che non user mai pi l'arte diabolica.  un compromesso accettabile.
E se non stesse mentendo? chiese a bassa voce Patch.
Non volevo nemmeno pensarci. Se l'avessi fatto mi sarei prestata al gioco di Blakely. Sono sicura che mente insistetti con maggiore convinzione. Era il protetto di Hank, e la cosa che riusciva meglio a Hank era mentire. Sono sicura che gli ha trasmesso il vizio di raccontare balle. Richiamalo. Digli che non accettiamo. Digli che la mia ferita  guarita, e che se avessi contratto una malattia ce ne saremmo gi accorti.
Stiamo parlando di arte diabolica, Nora. Non funziona come una banale influenza. Le parole di Patch erano colme di angoscia e di rabbia. E faremmo bene a non dare niente per scontato: non possiamo correre il rischio di sottovalutare Blakely. Se ti ha fatto qualcosa, angelo... Un muscolo sulla mascella di Patch si contrasse per la violenza delle emozioni che provava in quel momento, e in preda al panico mi chiesi se non stesse reagendo esattamente come Blakely aveva progettato: pensando con il cuore invece che con la testa.
Aspettiamo. Se ci stiamo sbagliando, e secondo me non  cos, ma se dovessimo accorgerci che ci stiamo sbagliando, Blakely vorr ancora il suo coltello tra due, quattro, sei giorni. Siamo noi ad avere l'asso nella manica. Se cominciamo a sospettare che mi abbia sul serio infettata lo richiamiamo. Accetter di incontrarci perch ha bisogno di quel maledetto coltello. Non abbiamo niente da perdere.
Patch non sembrava convinto. Ha detto che avremo bisogno dell'antidoto molto presto.
Vorrei farti notare che la parola presto  molto vaga. Se avesse detto la verit sarebbe stato pi preciso. Non fingevo di essere coraggiosa: ero sicura al cento per cento che Blakely non stesse dicendo la verit. La ferita era guarita e mi sentivo benissimo. Non mi aveva trasmesso alcuna malattia. Non sarei caduta nel suo tranello. E mi irritava vedere Patch cos prudente e credulone. Volevo attenermi al nostro piano originale: catturare Blakely e sradicare l'arte diabolica. Dove dobbiamo incontrarlo per lo scambio?
Non ho nessuna intenzione di dirtelo rispose Patch calmo.
Sbattei le palpebre, confusa. Cos'hai detto, scusa?
Patch mi si avvicin e mi prese il viso tra le mani. Era irremovibile, e nulla avrebbe potuto fargli cambiare idea. Non me lo avrebbe detto. Quel tradimento mi fece male come uno schiaffo. Non riuscivo a credere che mi trattasse cos in un momento tanto decisivo. Mi scostai, troppo infuriata per riuscire a parlare, ma lui mi trattenne afferrandomi il polso.
Rispetto la tua opinione, ma ho molta pi esperienza di te in queste cose mi ammon a voce bassa, serissimo.
Non trattarmi come una stupida.
Blakely non  una persona onesta.
Grazie tante, da sola non ci sarei mai arrivata ribattei con feroce sarcasmo.
Non escludo che possa davvero avert i infettata con Dio sa cosa.
Fa esperimenti con l'arte diabolica da troppo tempo per avere ancora un grammo di decenza o di umanit in corpo. L'arte diabolica ha trasformato il suo cuore in pietra, gli ha fatto venire idee strane: furbe, malvagie, disonorevoli. Credo che la sua minaccia sia reale. Mi  sembrato sincero quando ci minacciava e sono sicuro che se non lo incontro stanotte getter via l'antidoto. Non ha paura di farci vedere che razza di uomo .
Facciamogli vedere chi siamo noi, allora! Dimmi dove vuole incontrarti. Catturiamolo e interroghiamolo dissi a Patch in tono di sfida. Controllai la sveglia. Erano passati cinque minuti da quando Patch aveva riattaccato. Blakely non avrebbe aspettato tutta la notte. Dovevamo muoverci: stavamo sprecando tempo prezioso.
Questa sera non verrai all'appuntamento con Blakely, fine della discussione dichiar Patch.
Odiai la sua ottusa cocciutaggine tipicamente maschile. La mia opinione contava quanto la sua, e invece mi stava mettendo in disparte. Di ci che pensavo io non gliene importava niente, anche se sosteneva di rispettare la mia opinione. Era solo una frase fatta, un velo sottile che nascondeva il suo atteggiamento reale. Ci faremo sfuggire l'occasione di catturarlo! esclamai esasperata.
Andr da solo a fare lo scambio: tu resti qui.
Come puoi dire una cosa simile? Lasci che sia lui a condurre il gioco! Cosa ti  successo?
I suoi occhi si fissarono nei miei. Mi sembra che sia abbastanza ovvio, angelo. La tua salute  pi importante delle risposte che Blakely potrebbe darci. Ci sar un'altra occasione per catturarlo.
Rimasi a bocca aperta mentre parlava, poi scossi la testa. Se te ne vai di qui senza di me non ti perdoner mai. Era una minaccia terribile, ma ero serissima. Patch mi aveva promesso che saremmo stati una squadra. Tagliarmi fuori era un tradimento. Ne avevamo passate troppe insieme, e non intendevo farmi mettere da parte proprio adesso.
Blakely  gi molto nervoso. Se avr la sensazione che qualcosa non va secondo i suoi piani scapper, e addio antidoto. Ha detto che voleva incontrarmi da solo e io lo far.
Scossi di nuovo la testa con furia. Non fare finta che si tratti di Blakely: questo problema riguarda te e me. Hai detto che d'ora in poi saremmo stati una squadra. Siamo noi che dettiamo le regole, non lui.
Qualcuno buss alla porta della mia stanza, e ringhiai: Che c'?.
Marcie apr la porta e rimase in piedi sulla soglia a braccia conserte. Indossava una vecchia maglietta extra large e un paio di boxer. Non era esattamente la mise notturna che associavo a Marcie: mi sarei aspettata nuvole di pizzo rosa sulla pelle nuda.
Con chi cavolo stai parlando? borbott strofinandosi gli occhi. Ti si sente fino in fondo al corridoio.
Mi girai verso Patch, ma si era volatilizzato. Marcie e io eravamo sole.
Presi un cuscino e lo scagliai contro il muro.
Domenica mattina mi svegliai con un appetito famelico. Mi buttai gi dal letto e mi fiondai in cucina senza nemmeno passare dal bagno. Aprii il frigo e scrutai avidamente i ripiani: latte, frutta, avanzi della carne della sera prima, fette di formaggio, insalata. Niente mi attirava, ma il mio stomaco si contorceva per la fame. Mi affacciai nella dispensa, passai in rassegna gli scaffali, ma tutto mi sembrava fatto di polistirolo. Avevo talmente fame che mi venne la nausea, eppure non vidi niente che volessi mangiare.
Fuori era ancora buio, mancava qualche minuto alle cinque, cos mi trascinai in camera mia per tornare a letto. Se non riuscivo a placare la fame almeno avrei potuto continuare a dormire. Il problema era che mi sembrava di essere sulle montagne russe e le vertigini mi trascinavano in voli folli. Avevo la lingua secca e gonfia per la sete, ma il pensiero di bere qualcosa, fosse stata anche semplice acqua, mi rivoltava lo stomaco. Mi chiesi per un attimo se potesse essere una conseguenza della ferita, ma stavo troppo male per pensare.
Passai qualche minuto a dibattermi nel letto, cercando di trovare un punto fresco tra le lenzuola, quando una voce morbida come la seta mi sussurr all'orecchio: Indovina che ore sono?.
Mi lasciai sfuggire un gemito di dolore. Oggi non posso allenarmi, Dante. Sto male.
 la scusa pi vecchia del mondo: alzati, avanti insistette dandomi un colpetto alla gamba.
Mi ritrovai a fissargli le scarpe: evidentemente la mia testa ciondolava dal materasso. Se ti vomito sui piedi mi crederai?
Non sono un tipo schifiltoso. Ti aspetto gi tra cinque minuti. Se arrivi in ritardo dovrai farti perdonare: otto chilometri in pi per ogni minuto di ritardo.
Se ne and e mi ci volle tutta la mia forza di volont per trascinarmi fuori dal letto. Allacciai le scarpe lottando con i morsi della fame rabbiosa e le vertigini sempre pi violente.
Quando fui sul vialetto Dante annunci: Prima di cominciare vorrei aggiornarti e farti rapporto sull'addestramento del nostro esercito. Una delle mie prime iniziative come luogotenente  stato nominare degli ufficiali per le truppe. Spero approverai. L'addestramento procede molto bene prosegu senza darmi il tempo di rispondere. Abbiamo lavorato sulle tecniche anti-invasione, sui trucchi telepatici come strategia offensiva e difensiva, e curato la tonicit muscolare. Il nostro punto debole  il reclutamento di spie: dobbiamo ottenere informazioni attendibili. Dobbiamo sapere quali sono i progetti degli angeli caduti, ma finora i nostri sforzi non hanno avuto successo. Mi fiss aspettando un commento.
Mmm... okay. Mi fa piacere saperlo. Cercher di farmi venire delle idee.
Ti suggerisco di chiedere a Patch.
Di spiare per noi?
Usa la vostra relazione a tuo vantaggio. Forse ha informazioni sui punti deboli degli angeli caduti. Forse sa quali tra loro sarebbero i pi facili da sconfiggere.
Non ho intenzione di servirmi di Patch. E, come ti ho gi detto, lui vuole tenersi fuori dalla guerra. Non si  schierato con gli angeli caduti. Non voglio chiedergli di fare la spia per conto dei Nephilim replicai. Non vuole essere coinvolto in questa storia.
Dante annu. Capisco; fa finta che non te l'abbia chiesto. Okay, partiamo con il solito riscaldamento. Sedici chilometri di corsa. Da il massimo verso la fine: voglio vederti sudare sul serio.
Dante... protestai con un filo di voce.
Hai presente i chilometri in pi di punizione? Valgono anche se accampi delle scuse.
Devi solo resistere fino alla fine dell'allenamento, pensai cercando di farmi coraggio. Hai tutto il giorno per dormire. E mangiare, mangiare, mangiare.
Dante mi fece sgobbare: dopo i sedici chilometri di riscaldamento mi esercitai a scavalcare massi alti il doppio di me, poi dovetti risalire i pendii di un burrone e per finire ripassammo le lezioni gi fatte, soprattutto i trucchi telepatici.
Finalmente, allo scoccare della seconda ora, Dante dichiar: Per oggi basta. Riesci a trovare la strada per tornare a casa?.
Ci eravamo inoltrati molto nella foresta, ma il sole stava sorgendo e capii dov'era l'est: ero sicura di poter rientrare da sola. Non c' problema risposi, e m'incamminai.
Sulla strada del ritorno, trovai il masso su cui avevamo lasciato le nostre cose, la giacca a vento che mi ero tolta dopo il riscaldamento e il borsone sportivo di Dante. L'aveva portato a ogni allenamento, trascinandoselo dietro per parecchi chilometri: doveva essere molto pesante, oltre che poco pratico, e non l'aveva mai aperto. Non in mia presenza, perlomeno. Forse la borsa conteneva una miriade di attrezzi di tortura che intendeva usare con il pretesto di allenarmi, ma era pi probabile che al suo interno ci fossero solo abiti puliti e un paio di scarpe. E magari - mi venne da ridere - un paio di mutande bianche o di boxer con i pinguini che avrei potuto usare per sfotterlo per l'eternit. O addirittura appendere a un ramo l vicino. Non c'era nessuno che potesse vederli, ma Dante sarebbe morto di vergogna al pensiero che li avessi visti io.
Con un sorriso furbetto aprii un po la cerniera. Appena vidi le bottiglie di vetro piene di liquido azzurro allineate all'interno, lo stomaco mi si contorse in spasmi feroci. La fame mi piant le unghie dentro come se fosse una creatura vivente.
Un desiderio inarrestabile mi travolse. Un urlo stridulo mi rimbomb nelle orecchie. Il sapore fortissimo dell'arte diabolica mi travolse la mente come uno tsunami. Un sapore disgustoso, ma ne valeva la pena. Ricordai la forza sovrannaturale che mi aveva regalato. Riuscivo a stento a stare in piedi, tanto forte era il bisogno di provare ancora quella sensazione inebriante. I balzi fino al cielo, la velocit senza limiti, l'agilit animalesca. Il mio cuore si mise a lare le capriole, la necessit di bere divent insopportabile. Mi si annebbi la vista, le ginocchia cedettero. Riuscivo quasi a sentire in bocca il gusto del sollievo e dell'appagamento che mi avrebbe regalato un solo sorso.
Contai in fretta le bottiglie. Quindici. Anche se ne fosse sparita una, Dante non se ne sarebbe mai accorto. Sapevo che rubare  sbagliato, e sapevo anche che quella roba era dannosa per me. Ma quei pensieri si trasformarono in pallide scuse e affondarono nella mia coscienza. Mi dissi, cercando di razionalizzare il mio impulso, che anche le medicine hanno effetti collaterali, eppure a volte ne avevo bisogno. Proprio come ora avevo bisogno di un sorso di arte diabolica.
Arte diabolica... Non riuscivo pi a pensare, tanto ero ammaliata desiderosa di tornare ad avere i poteri che, lo sapevo, mi avrebbe regalato. All'improvviso un pensiero orrendo mi squarci la mente: rischiavo di morire se non avessi bevuto! Non potevo pi resistere a quel bisogno e avrei fatto qualsiasi cosa per soddisfarlo.
Prima di rendermene conto, avevo afferrato una bottiglia. Solo tenerla in mano mi faceva provare una fresca, rassicurante sensazione. Non avevo ancora bevuto il primo sorso, ma la mia mente era gi pi lucida. Le vertigini scomparvero, cos come i morsi della fame.
La bottiglia era della misura perfetta per il mio pugno, quasi fosse stata creata apposta per me. Dante voleva che la trovassi. Quante volte aveva gi cercato di convincermi a bere l'arte diabolica? Aveva anche detto che la mia prossima dose me la offriva la casa...
Avrei preso solo una bottiglia, sarebbe bastata. Avrei provato ancora una volta quella incomparabile sensazione di potere e sarebbe bastato.
Solo un'altra volta.

18
Spalancai gli occhi quando qualcuno buss improvvisamente alla porta. Mi rizzai a sedere, disorientata. Il sole filtrava dalle persiane della mia camera da letto. Avevo la pelle umida di sudore e le gambe intrappolate in un groviglio di lenzuola. Sul mio comodino una bottiglia vuota giaceva rovesciata.
Il ricordo di ci che era successo mi travolse.
Ero riuscita a malapena ad arrivare in camera prima di svitare il tappo, scaraventarlo lontano e bere in un secondo tutto il diabolico contenuto della bottiglia, fino all'ultima goccia. Avevo boccheggiato, ansimato, provato una terribile sensazione di soffocamento mentre il liquido mi serrava la gola, ma sapevo che ingoiando pi in fretta quel dolore sarebbe durato meno. Un'ondata di adrenalina pi forte di qualsiasi sensazione mai provata prima mi aveva percorsa da capo a piedi, aguzzando i miei sensi a livelli impensabili. Avevo provato il bisogno impellente di correre fuori e di spingere il mio corpo oltre il limite della sopportazione fisica, scavalcando ed evitando tutto ci che si parava sul mio cammino. Come volare, ma molto pi esaltante.
Poi, con la stessa rapidit con cui mi aveva travolto, quella sensazione di invincibilit si era volatilizzata e io ero crollata. Non ricordavo nemmeno di aver raggiunto il mio letto.
Svegliati, dormigliona mi chiam mia madre da dietro la porta. So che  domenica, ma non puoi dormire tutto il giorno! Sono le undici passale.
Le undici? Avevo dormito come un sasso per quattro ore?
Scendo tra un attimo risposi. Tremavo in tutto il corpo: doveva essere un effetto collaterale dell'arte diabolica. Ne avevo bevuta troppa, troppo in fretta. Questo spiegava perch il mio corpo era caduto in una specie di letargo per ore e anche la strana ansia che mi pulsava dentro.
Avevo rubato l'arte diabolica a Dante! Non potevo crederci. E, peggio ancora, non riuscivo ancora a capacitarmi di averla bevuta. Mi vergognavo di me stessa. Dovevo cercare un modo per rimediare a quell'errore ma non sapevo da dove cominciare. Come potevo confessare a Dante ci che avevo fatto? Mi considerava un debole essere umano e, se avesse saputo che non riuscivo a controllare i miei istinti, ne avrebbe avuto la prova.
Avrei dovuto chiedergli se potevo prenderla, quella maledetta bottiglia. Rimasi sconvolta rendendomi conto che rubarla mi era piaciuto, e molto. Era stato emozionante commettere una brutta azione senza farmi beccare. La stessa emozione che avevo provato quando avevo deciso di bere il contenuto della bottiglia tutto d'un fiato senza pensare a conservarne un po.
Perch avevo avuto quei pensieri? E come avevo potuto metterli in pratica? Io non ero cos.
Giurando a me stessa che era l'ultima volta che usavo l'arte diabolica, nascosi la bottiglia in fondo al cestino della carta straccia e cercai di dimenticare il mio momento di debolezza.
Diedi per scontato che a quell'ora avrei fatto colazione da sola, invece trovai Marcie seduta al tavolo della cucina che cancellava da un foglio una serie di numeri di telefono. Ho passato tutta la mattina a invitare un sacco di persone alla festa di Halloween spieg. Puoi cominciare a telefonare anche tu quando vuoi.
Pensavo che mandassi gli inviti per posta.
Non c' tempo: la festa  gioved.
Ma il giorno dopo si va a scuola. Venerd non andava meglio?
C' la partita di football, ricordi? Evidentemente cap dalla mia espressione che ero confusa, perch spieg: Tutti i miei amici ni ino giocatori o cheerleader. E venerd vanno in trasferta, quindi non possiamo invitarli a venire dopo la partita.
 sabato? insistetti. Non riuscivo ancora a credere che avremmo dato una festa in un giorno in mezzo alla settimana. Mamma non l'avrebbe mai permesso, normalmente, per in quel periodo Marcie riusciva a convincerla ad accettare qualsiasi cosa, dovevo ammetterlo.
Sabato  l'anniversario dei miei genitori: non possiamo dare una festa rispose con un tono che non ammetteva repliche. Tocca a me fare tutto, e mi sto davvero scocciando.
Non voglio avere niente a che fare con questa storia le ricordai.
Sei solo di cattivo umore perch non hai ancora trovato uno straccio di cavaliere.
Aveva ragione. Non ce l'avevo. Avevo chiesto a Patch di accompagnarmi, ma ora le cose erano un po cambiate e prima l'avrei dovuto perdonare per avere incontrato Blakely da solo la sera precedente. Ricordai in un flash la nostra violenta discussione. Tra il sonno, l'allenamento con Dante e lo svenimento di qualche ora mi ero completamente dimenticata di controllare i messaggi sul cellulare.
Suon il campanello e Marcie schizz in piedi. Vado io.
Mi venne una gran voglia di urlarle: Smettila di comportarti come se abitassi qui!, ma invece le tagliai la strada senza tanti complimenti e salii precipitosamente i gradini per tornare in camera. La mia borsa era appesa al pomello dell'armadio a muro e frugai fino a quando trovai il cellulare.
Nessun messaggio. Cosa significava? Dovevo cominciare a preoccuparmi? Che Blakely avesse teso un agguato a Patch? O il suo silenzio era dovuto alla discussione della sera prima? Quando ero arrabbiata preferivo stare sola e Patch lo sapeva.
Digitai un messaggio alla velocit della luce: possiamo parlare?
Sentii la voce stizzita di Marcie al piano inferiore: Ti ho detto che vado a chiamarla, okay?. Devi aspettare qui. Ehi! Non puoi entrare se non ti dico che puoi farlo!.
Chi l'ha detto? url Vee; la sentii salire le scale come una furia.
Andai incontro alle due litiganti in corridoio. Che succede?
La tua amica grassa si  fatta largo a gomitate ed  entrata a forza protest Marcie.
Questa stronza anoressica si comporta come se fosse la padrona di casa strepit Vee. Cosa cavolo ci fa qui?
Io qui ci abito sibil Marcie.
Vee scoppi in una risata isterica. Sei davvero esilarante, eh? ringhi agitandole un dito sotto il naso. Marcie alz il mento. Abito qui. Chiedilo a Nora.
Vee mi guard con aria interrogativa e io sospirai.  una cosa temporanea.
Vee oscill come se fosse stata colpita da un pugno invisibile. Marcie abita qui! Sono l'unica a rendermi conto che vi siete bevute il cervello?
 stata un'idea di mia madre borbottai.
Veramente l'idea  stata mia e di mia madre, ma la signora Grey ha convenuto che fosse la cosa migliore per tutti puntualizz Marcie.
Prima che Vee potesse fare altre domande la presi per il braccio e la trascinai in camera. Marcie fece per seguirci ma le chiusi la porta in faccia. Stavo facendo del mio meglio per comportarmi civilmente, ma permetterle di assistere a una mia conversazione con Vee significava pretendere davvero troppo dalla mia buona educazione.
Seriamente, dimmi perch  qui insistette Vee senza preoccuparsi di abbassare la voce.
 una storia lunga. La versione breve  che... non so cosa cavolo ci faccia in casa mia. Era una risposta evasiva, senza dubbio, ma assolutamente sincera. Non avevo un'idea di cosa ci facesse nella nostra fattoria. Mia madre era stata l'amante di Hank, io ero il frutto del loro peccato, e sarebbe stato ovvio che Marcie non volesse avere niente a che fare con noi. Invece...
Caspita, adesso s che ho capito tutto tuon Vee.
Era arrivato il momento di distrarla. Marcie dar una festa di Halloween qui alla fattoria. Bisogna presentarsi travestite e accompagnate da un cavaliere. C' un tema: coppie famose nella storia.
E allora? fece Vee senza entusiasmo.
Marcie stava pensando a Scott.
Gli occhi di Vee si strinsero a fessura. Col cavolo!
Marcie l'ha gi invitato, ma lui non mi  sembrato molto convinto aggiunsi speranzosa.
Vee fece schioccare le dita.  arrivato il momento di sfoderare l'arma segreta: il famoso e irresistibile Fascino Vee.
Il mio cellulare trill per annunciare l'arrivo di un messaggio, no l'antidoto, dobbiamo vederci, mi aveva scritto Patch.
Stava bene. Mi rilassai.
Mi feci scivolare con discrezione il cellulare in tasca e dissi a Vee: Mamma mi ha chiesto di passare in lavanderia e di restituire dei libri alla biblioteca. Per posso passare da te pi tardi.
Cos studieremo un piano per strappare Scott alle grinfie della si: ronza accett allegramente Vee.
Lasciai che Vee se ne andasse. Cinque minuti dopo, facevo marcia indietro con la Volkswagen sul vialetto.
esco adesso, scrissi a Patch, dove sei?
STO TORNANDO A CASA, mi rispose.
CI VEDIAMO DA TE.
Arrivai a Casco Bay troppo agitata per godermi lo splendido paesaggio autunnale. Quasi non mi accorsi dell'acqua di un azzurro cupo che luccicava al sole, delle onde che si frangevano spumeggiando contro le scogliere. Parcheggiai di fronte a casa di Patch ed entrai con le chiavi che mi aveva dato. Arrivai per prima e andai in terrazza a radunare le idee.
L'aria fresca e impregnata di salsedine mi faceva venire la pelle d'oca e sperai che mi calmasse. Ero ancora arrabbiata e ancora mi bruciava il fatto che Patch avesse tradito la mia fiducia. Sapevo che la cosa pi importante per lui era la mia sicurezza, le sue attenzioni mi commuovevano e sapevo di dover essere grata d'avere un ragazzo che per me avrebbe fatto qualunque cosa... ma un patto  un patto. Avevamo stabilito di lavorare insieme e lui aveva mancato alla parola.
Sentii che il garage si apriva, poi il rombo della sua moto. Un attimo dopo comparve in salotto. Si tenne a distanza ma i suoi occhi mi frugavano dappertutto. Aveva i capelli spettinati dal vento e un'ombra di barba sul viso. Indossava gli stessi abiti della sera prima, cos capii che era stato fuori tutta la notte.
Nottata difficile? gli chiesi. Gi.
Come sta Blakely? chiesi indispettita, per fargli capire che non avevo n perdonato n dimenticato.
Ha giurato di mantenere il segreto sulla nostra relazione. Un attimo di pausa. E mi ha dato l'antidoto.
S, me lo hai scritto.
Patch sospir e si pass una mano tra i capelli. Perch fai cos? Capisco che sei arrabbiata, ma perch non guardi le cose dal mio punto di vista per un momento? Blakely mi ha detto di andare all'appuntamento da solo e non sapevo come avrebbe reagito se ci fossimo presentati insieme. Sono disposto a correre dei rischi, ma non quando ho troppo da perdere. Aveva lui il coltello dalla parie del manico... questa volta.
Mi avevi promesso che saremmo stati una squadra.
Ho anche giurato di fare tutto quanto  in mio potere per proteggerti. Voglio il meglio per te, angelo:  semplicissimo.
Non puoi continuare a darmi ordini per poi sostenere che lo fai per proteggermi.
Essere sicuro che non ti succeda niente di male per me conta pi delle tue buone intenzioni. Non voglio litigare, ma se hai deciso di prendertela con me va bene. Preferisco che tu sia arrabbiata piuttosto che perderti. Alz le spalle.
La sua arroganza mi lasci senza parole per un attimo; poi strinsi gli occhi. Dici sul serio?
Ti ho mai mentito, soprattutto quando si tratta dei sentimenti che provo per te?
Afferrai la borsa che avevo posato sul divano. Lasciamo perdere. Me ne vado.
Fa come vuoi. Ma ti avverto che non metterai piede fuori di qui prima di aver preso l'antidoto. Come per sottolineare le sue parole si piazz davanti alla porta e incroci le braccia sul petto.
Fulminandolo con lo sguardo sibilai: Per quel che ne sappiamo il tuo famoso antidoto potrebbe essere un veleno.
Scosse la testa. Ho chiesto a Dabria di analizzarlo. Puoi berlo.
Digrignai i denti. Ormai era ufficiale: avevo perso il controllo. Hai portato Dabria con te? Fai squadra con lei, adesso?
Si  tenuta a una certa distanza per evitare che Blakely captasse la sua presenza, ma era abbastanza vicina da leggere qualche stralcio del suo futuro. Niente indicava che avesse avvelenato l'antidoto. Abbiamo fatto uno scambio onesto. L'antidoto  okay.
Perch non provi tu a metterti nei miei panni, per una volta? sbraitai furiosa. Devo sopportare che il mio ragazzo lavori gomito i gomito con la sua ex... l ancora innamorata di te, lo sai?
Patch non mi tolse gli occhi di dosso nemmeno per un attimo. E io sono innamorato di te. Anche quando sei irragionevole, gelosa e prepotente. Dabria  molto pi esperta in trucchi telepatici, catture e nella lotta contro i Nephilim in generale. Prima o poi dovrai cominciare a fidarti di me. Non abbiamo molti alleati e ci serve tutto l'aiuto che riusciamo a trovare. Quindi, finch Dabria sar dalla nostra parte sono disposto a lavorare con lei.
Strinsi i pugni cos forte che le mie unghie si conficcarono nei palmi. In altre parole io non sono abbastanza brava per lavorare con te. Al contrario di Dabria io non ho nessun potere speciale!
Non si tratta di questo: ne abbiamo gi parlato. Se succedesse qualcosa a lei per me non sarebbe una tragedia. Ma se qualcuno facesse del male a te...
Oh, ma certo. Ero offesa, arrabbiata e decisa a dimostrare a Patch che mi stava sottovalutando. Per questo pronunciai le parole stupefacenti che mi uscirono di bocca. Guider l'esercito dei Nephilim nella guerra contro gli angeli caduti.  l'unica cosa da fare. Degli arcangeli mi occuper in un secondo momento. Ho due possibilit: vivere temendoli, o vincere le mie paure e fare il bene dei Nephilim. Non voglio che nessun altro Nephilim presti giuramento di fedelt, mai pi. Ormai ho deciso, quindi non cercare di farmi cambiare idea.
Gli occhi neri di Patch erano puntati su di me, ma non disse una parola.
Ci sto pensando da un po aggiunsi, imbarazzata dal suo silenzio e ansiosa di far valere il mio punto di vista. Non permetter agli angeli caduti di continuare a tiranneggiare i Nephilim.
Stiamo parlando di angeli caduti e di Nephilim o di te e di me? chiese Patch a bassa voce.
Sono stanca di giocare in difesa. Ieri un branco di angeli caduti in assetto da guerra  venuto a cercarmi.  stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Dobbiamo far capire agli angeli caduti che devono smetterla di darci ordini. Ci hanno torturato abbastanza a lungo. E gli arcangeli? A loro non gliene importa nulla. Se non fosse cos sarebbero gi intervenuti e avrebbero distrutto l'arte diabolica. Dobbiamo dare per scontato che lo sappiano e abbiano deciso di chiudere un occhio.
Dante c'entra qualcosa con la tua decisione? chiese ancora Patch mantenendosi impassibile.
La domanda mi irrit ancora di pi. Sono io a capo dell'esercito Nephilim. Le decisioni spettano a me.
Pensavo che la sua domanda successiva sarebbe stata qualcosa del tipo cosa significa per noi due?, quindi le parole che pronunci subito dopo mi colsero completamente di sorpresa. Ti voglio accanto a me, Nora. L'unica cosa che voglio  stare con te. Sono in guerra con i Nephilim da molto, troppo tempo. E questo conflitto mi ha profondamente cambiato in modi che vorrei poter cancellare. L'inganno, i trucchi meschini, perfino la forza bruta. Ci sono giorni in cui vorrei tornare indietro e scegliere una strada diversa. Non voglio che tu abbia gli stessi rimpianti. Devo sapere che sei abbastanza forte a livello fisico... mi tocc la fronte con tenerezza ...ma che anche qui dentro sia tutto a posto. Poi mi accarezz le guance, chiudendo il mio viso tra le sue mani. Sei sicura di aver chiaro in che situazione ti stai cacciando?
Mi scostai, ma non con la veemenza che avrei voluto. Se tu la finissi di preoccuparti per me, ti renderesti conto che sono in grado di farcela. Pensai ai miei allenamenti massacranti, a Dante che mi aveva fatto i complimenti per la mia abilit nei trucchi mentali. Patch non aveva idea dei miei progressi. Ero pi forte, pi veloce, pi potente di quanto avrei mai ritenuto possibile. Nel corso degli ultimi mesi ne avevo anche passate abbastanza da sapere che ormai conoscevo il suo mondo. Il nostro mondo. Sapevo a cosa andavo Incontro, che a Patch piacesse o no.
Mi hai impedito di venire all'appuntamento con Blakely, ma non puoi fermare la guerra sottolineai. Eravamo sull'orlo di un conflitto pericoloso e mortale. Non avevo intenzione di indorare la pillola n di far finta che non stesse succedendo. Ero pronta a combattere. Per la libert dei Nephilim e per la mia.
Pensare di essere pronti  un conto mormor Patch. Scatenare la guerra e viverla in prima persona  tutta un'altra cosa. Ammiro il tuo coraggio, angelo, ma sono sincero quando ti dico che secondo me ti stai lanciando in questa impresa senza valutarne le conseguenze.
Credi che non ci abbia pensato abbastanza? Sono io che devo guidare l'esercito di Hank. Ho passato molte notti insonni a riflettere.
Devi guidare il suo esercito, d'accordo, ma nessuno ha mai parlato di combattere. Puoi rispettare il giuramento senza correre rischi. Delega ad altri i compiti pi pericolosi. Hai un esercito ai tuoi ordini proprio per questo. Io sono qui per questo.
Quell'insistenza sulla mia sicurezza stava cominciando a irritarmi sul serio. Non puoi proteggermi sempre, Patch. Apprezzo che ti preoccupi per me, ma ormai sono una Nephilim. Sono immortale e la tua protezione non  pi cos essenziale. Sono il bersaglio di angeli caduti, arcangeli e altri Nephilim e non posso farci niente se non imparare a difendermi.
Aveva lo sguardo limpido, la voce tranquilla, ma sotto quella calma avvertii in lui una grande tristezza. Sei una ragazza forte, e sei mia. Ma la forza non significa sempre violenza. Non  necessario massacrare mezzo mondo per dimostrare che sei una combattente. Ti ripeto, la violenza non  forza. Guida il tuo esercito con l'esempio. Esiste una risposta migliore a questa situazione terribile. La guerra non risolver niente; al contrario, spalancher un baratro tra il mio mondo e il tuo. Causer molte morti, anche quelle di umani. In questa guerra non c' niente di eroico. Provocher una distruzione che noi due non possiamo nemmeno immaginare.
Deglutii. Perch faceva sempre cos? Perch diceva cose che alimentavano la confusione dentro di me? Stava solo cercando di dirmi onestamente ci che pensava o il suo era solo un tentativo di impedirmi di combattere? Volevo fidarmi di lui, delle sue intenzioni. Non sempre la violenza  la strategia giusta. Anzi, il pi delle volte non lo , questo lo sapevo. Ma capivo anche il punto di vista di Dante. Dovevo ribellarmi e combattere. Se mi mostravo debole, non facevo che trasformarmi in un bersaglio pi facile. Dovevo dimostrare che ero ferma e che avrei reagito. Nel futuro prossimo la forza fisica contava pi di quella di carattere.
Mi massaggiai le tempie con le dita nel tentativo di scacciare le preoccupazioni che mi pulsavano nel cervello come un dolore sordo. Non voglio parlarne adesso. Ho solo bisogno... di un po di tranquillit, okay? Ho passato una mattinata terribile, e affronter la situazione quando mi sentir meglio.
Patch non sembrava convinto, ma tacque.
Ti chiamo pi tardi aggiunsi, esausta.
Patch estrasse dalla tasca una fialetta di liquido bianco come il latte e me la porse. L'antidoto.
Mi ero fatta trascinare dalla discussione al punto che me n'ero del tutto dimenticata. Fissai la fiala con sospetto.
Sono riuscito a far confessare a Blakely che il coltello con cui ti ha pugnalata  il prototipo pi potente creato finora. Ha rilasciato dentro il tuo corpo una quantit di arte diabolica venti volte superiore al liquido che Dante ti ha fatto bere. Per questo ti serve l'antidoto. Se non lo bevi svilupperai una dipendenza invincibile. In dosi elevate quella roba ti fa marcire dentro. Scombussola il cervello come tutte le droghe che prima o poi uccidono.
Le parole di Patch mi colsero ancora una volta di sorpresa. Quella mattina mi ero svegliata con il desiderio implacabile di assaggiare ancora l'arte diabolica perch Blakely mi aveva messo nella condizione di averne pi bisogno del cibo, dell'acqua e addirittura dell'aria?
Il pensiero di svegliarmi ogni giorno con quella brama insaziabile mi fece ribollire nelle vene una vergogna profonda. Non mi ero davvero resa conto del pericolo che correvo e provai una gratitudine profonda per Patch, che mi aveva procurato l'antidoto. Avrei fatto qualsiasi cosa pur di non provare mai pi quell'impulso distruttivo e invincibile.
Tolsi il tappo alla fialetta. C' qualcosa che dovrei sapere prima di bere questa roba? Avvicinai la fialetta al naso. Il liquido non aveva odore.
Non funzioner se hai assunto un'altra dose di arte diabolica nelle ultime ventiquattr'ore, ma questo non dovrebbe essere un problema.  passato pi di un giorno da quando Blakely ti ha pugnalata spieg Patch.
Avevo gi accostato la fiala alle labbra ma mi bloccai all'improvviso. Quella mattina avevo bevuto una bottiglia intera. Se avessi assunto l'antidoto in quel momento non avrebbe funzionato. Sarei rimasta dipendente da quella sostanza orrenda.
Tappati il naso e bevilo d'un fiato.  impossibile che sia pi disgustoso dell'arte diabolica mi incoraggi Patch.
Volevo confessare a Patch che avevo rubato una bottiglia a Dante. Volevo spiegargli. Non mi avrebbe biasimata, era tutta colpa di Blakely. Stavo subendo gli effetti della dipendenza. Ne avevo bevuta una bottiglia intera, non ero riuscita a resistere all'impulso che mi aveva accecata.
Aprii la bocca per dirgli tutto, quando qualcosa mi ferm. Una voce oscura e sconosciuta echeggi dentro di me mormorandomi che non volevo davvero liberarmi dell'arte diabolica. Non ancora. Non potevo rinunciare ai poteri che mi donava; non quando ci apprestavamo a iniziare una guerra. Dovevo avere quei poteri, mi sarebbero serviti. Il vero problema non era l'arte diabolica. Il problema era come proteggere me stessa, a tutti i costi.
Il bisogno cominci proprio in quell'istante, mi lamb la pelle come una carezza rovente, mi fece venire l'acquolina in bocca e tremare di una fame insaziabile. Respinsi quelle sensazioni e fui fiera di me per esserci riuscita: non avrei ceduto come avevo fatto quella mattina. Avrei rubato e bevuto l'arte diabolica solo quando mi era veramente necessaria. E avrei portato l'antidoto sempre con me, per liberarmi della dipendenza in qualsiasi momento. Mi sarei disintossicata a modo mio. Potevo scegliere e controllare la situazione.
Poi feci una cosa che non avrei mai immaginato di fare. L'impulso incendi la mia coscienza e agii prima di riuscire a pensare. Fissai Patch negli occhi per una frazione di secondo, raccolsi tutte le mie energie mentali sentendo dentro di me il loro potere enorme, senza confini ma naturale e, utilizzando un trucco telepatico, lo convinsi di aver bevuto l'antidoto.
Nora l'ha bevuto, gli sussurrai nella mente con l'intento di ingannarlo, e gli insinuai nel cervello un ricordo visivo che confermava la mia bugia. Fino all'ultima goccia.
Poi infilai la fialetta in tasca senza farmi vedere. Era tutto finito nel giro di una manciata di secondi.
...
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...
FINE Parte 1.